L'ANALISI
05 Marzo 2026 - 10:27
happines boys /Fahrenhit 451
Installazioni a cura dell'Istituto Stradivari al Teatro Ponchielli
Ridotto del Teatro A. Ponchielli
11 – 18 MARZO 2026
INAUGURAZIONE MERCOLEDÌ 11 MARZO ORE 18.30
Ingresso libero
Sarà possibile visitare le installazioni dall’ 11 al 18 marzo nei giorni di spettacolo oppure durante la settimana dalle ore 10.00 alle ore 17.30, Per scuole o gruppi: visite su prenotazione alla mail info@teatroponchielli.it
Si rinnova anche quest’anno la collaborazione, nata nel 2018 tra l’IIS Istituto di Istruzione Superiore Antonio Stradivari di Cremona e il Teatro Amilcare Ponchielli con la presentazione di un allestimento ispirato allo spettacolo Il Fuoco era la cura di Teatro Sotteraneo e liberamente ispirato al capolavoro letterario, pubblicato nel 1953 di Ray Bradbury Fahrenheit 451.
Il progetto happiness boys nasce dall’incontro tra letteratura, teatro e nuove tecnologie con l’obiettivo di aiutare gli studenti a guardare in modo critico il presente in cui vivono. In occasione della messa in scena di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury al Teatro Ponchielli mercoledì 11 marzo (ore 20.30), il percorso si traduce in un allestimento parallelo e in un quaderno didattico che accompagna il visitatore nella riflessione.
Il punto di partenza è una domanda semplice ma decisiva: che cosa consideriamo “normale” in Fahrenheit 451 e nella società di oggi, e perché?
Una possibile chiave interpretativa, che è anche il concept del lavoro, è offerta dalla frase di Bertolt Brecht, tratta da L’eccezione e la regola: “Di nulla sia detto: è naturale” (1930).
In queste poche parole Brecht denuncia un meccanismo ideologico potente: ciò che è ingiusto, violento o disumano viene presentato come ovvio, normale, inevitabile.
Se qualcosa è considerato “naturale”, allora non viene discusso, non viene messo in questione, non viene cambiato. È il cuore del teatro epico brechtiano: rendere strano ciò che appare normale, per far capire che la realtà non è data una volta per tutte, ma è costruita storicamente.
Questo stesso meccanismo è portato all’estremo nel mondo immaginato da Ray Bradbury in Fahrenheit 451. In quella società non è necessario giustificare la censura o la distruzione dei libri: bruciarli è semplicemente “normale”. Non pensare, non ricordare, non porsi domande diventa una condizione naturale dell’esistenza. L’intrattenimento continuo, lo svago superficiale, la velocità e l’assenza di silenzio sostituiscono il confronto, il dubbio e la riflessione. Come evidenziato criticamente Brecht, il potere non ha bisogno di spiegarsi: ciò che è naturale non richiede spiegazioni.
La forza della distopia di Bradbury sta proprio qui: l’eccezione diventa la regola, e la regola non viene più nominata come tale. La censura non appare come una violenza, ma come una forma di protezione; l’omologazione come felicità; la rinuncia al pensiero come serenità. In questo senso, Fahrenheit 451 non parla solo di un futuro immaginario, ma ci invita a interrogarci sul nostro presente e sul modo in cui la tecnologia, media e linguaggio contribuiscono a rendere invisibili i problemi del potere.
Per questo si è lavorato direttamente sul testo dell’opera proposta cercando un parallelo nel mondo di oggi e tentando di riscrivere alcune scene immergendole nel flusso delle dinamiche attuali. La riflessione ha consentito di mettere a nudo questa presunta normalità e di tentare di porre in discussione l’uso che facciamo di alcuni strumenti di oggi come l’AI.
Il quaderno didattico e la mostra happiness boys nascono da questa consapevolezza. Attraverso installazioni, immagini, testi e domande, il percorso invita a rallentare, osservare e mettere in discussione ciò che spesso viene accettato senza pensarci. Perché, come ci insegnano Brecht e Bradbury, la prima forma di libertà è accorgersi che ciò che sembra naturale potrebbe non esserlo affatto.
Chiave di lettura
“Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno di progresso tecnico. (...)
Nella misura in cui la libertà dal bisogno, sostanza concreta di ogni libertà, sta diventando una possibilità reale, le libertà correlate ad uno stato di minor produttività vanno perdendo il contenuto di un tempo. L’indipendenza del pensiero, l’autonomia e il diritto alla opposizione politica sono private della loro fondamentale funzione critica in una società che pare sempre meglio capace di soddisfare i bisogni degli individui grazie al modo in cui è organizzata. Una simile società può richiedere a buon diritto che i suoi principi e le sue istituzioni siano accettati come sono, e ridurre l’opposizione al compito di discutere e promuovere condotte alternative entro lo status quo”.
HERBERT MARCUSE, L’uomo a una dimensione, Einaudi, 1964
TEMI INDIVIDUATI:
• La stanza di Clarisse: resistenza e coscienza
• Neo-lingua
• É la tecnica che si adatta al mondo o il mondo che si adatta alla tecnica?
• Il cane meccanico: tecnica, previsione e perdita della responsabilità
• Scopi e fini, l’informazione
• Natura come luogo del risveglio
• Tutti uguali
• La morte
CLASSI PARTECIPANTI:
coordinate dai Prof.:
Rossetti Rossella, Oneta Alessia, Gamba Maria Chiara, Brambati Chiara, Mauro La Rosa, Ferdinando Ardigò, Papetti Francesca, Gaimari Gabriele, Bonetti Mauro
• 5°b corso scenografia: Anselmi Elisabetta, Ceresa Gloria, Comerzan David, Favalli Elena, Ghidetti Eva, Mohamed Sarah, Opizzi Alba, Roccato Irene, Ronchini Giulia, Sangermani Federica, Scalone Maddalena, Spina Chiara, Stoica Madalina
• 4°b corso grafico: Azzi Benedetta, Boccaccio Marta, Castellucchio Mattia, Coscia Thais, Cucchi Camilla, Lampugnani Thomas, Manfredini Sofia, Mazzolari Giona, Moscatello Matilda, Parisi Alice, Pedroni Stefania, Preti Sara, Regonelli Filippo, Sisti Valentina, Zacchi Emma.
• 3°d corso scenografia: Agrimonti Michele, Baboci Giulia, Baccinelli Martina, Bedogni Matteo, Beltrami Emma, Borzillo Roberto, Casali Valentina, Contardi Miriam, Croitoru Ana, De Gregorio Matilde, Famiano Alessia, Kitonie Kira, Lodigiani Annalisa, Martinelli Lucrezia, Ottolini Agata, Poledri Francesco, Scaglietti Dinh Tri.
• 3°b grafico: Barberio Giorgia, Barezzani Angelica, Bombieri Angelica, Bucataru Diana Andreea, Caraffini Mayssa, Charni Nour, De Monte Ambra, Di Fede Alice, Dong Letizia, Fresia Anna, Guardascione Giuseppe, Iordache Eliza Ana, Kaur Harshpreet, Manzo Chiara, Merlini Giulia, Ogueri Emanuela Chioma, Rossi Rodolfo, Severgnini Viola, Stefanoni Siria Mya, Vicari Sara
• 1° corso arredo.
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