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Mercoledì 21 Ottobre 2020

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14 ottobre 1969

3 astronavi e 7 russi per il primo «collettivo cosmico» in orbita

3 astronavi e 7 russi per il primo «collettivo cosmico» in orbita

Dovrebbero compiere il più complesso montaggio della storia astronautica, probabilmente con lavoro a corpo libero fuori capsula di due o tre persone - Il comando dell'impresa affidato al colonnello Sciatalov

MOSCA, 13. — Tre Soyuz  (6-7-8) in orbita in formazione da «troika spaziale» o da «collettivo cosmico» come si sono autodefiniti gli stessi astronauti nei loro messaggi inviati al partito e al governo. Tre astronavi dunque e sette russi (tre aviatori e quattro ingegneri) che compiranno il più complesso montaggio in orbita della storia astronautica, probabilmente con lavoro a corpo libero fuori capsula di due o tre persone.

Il comando del primo «collettivo cosmico» della storia cosmonautica e stato affidato al col. Vladimir Sciatalov, comandante di «Soyuz 8» e già esperto di aggancio in orbita. Che cosa si dispone a fare l'equipe spaziale sovietica, si chiedono gli osservatori occidentali e anche i cittadini sovietici? La fonte — che ha chiesto di non essere identificata — che ha fornito tutta la serie di indiscrezioni riferite in questi giorni ha detto solo che la troika formerà una piattaforma cosmica o astronave combinata.

Nei dettagli, esperti spaziali ripartiscono i ruoli nel modo seguente: i tre comandanti, gli aviatori Gheorghi Shonin, Anatoli Filipcenko e Vladimir Sciatalov, resteranno nelle rispettive capsule mentre tre, forse tutti e quattro gli ingegneri, usciranno insieme o a turno per trasformarsi in operai cosmici.

In particolare si prevede che: Sciatalov, che il 16 gennaio condusse manualmente la propria capsula «Soyuz 4» dopo che il calcolatore di bordo l'aveva portata 100 m. di distanza, ad incontrare ed agganciare la «Soyuz 5», sarà il direttore generale del montaggio in orbita e delle operazioni varie del treno volante; Sciatalov è ai comandi di «Soyuz 8» e gli è stato affidato, come detto, il comando di tutta la troika del cosmo; Alexei Jelisieiev, che compì la passeggiata cosmica dalla «Sovuz 5» alla «Soyuz 4», sarà forse il capo del gruppo di operai dello spazio; con lui sarà Valeri Kubasov, che in occasione del montaggio in orbita di gennaio era stato il cosiddetto «secondo» di Jelisieiev, cioè l'uomo pronto a partire se l'altro, all'ultimo momento, si fosse sentito male o fosse stato impedito; Vladislav Volkov potrebbe essere anch’egli pedone cosmico-operaio, come terzo di un solo gruppo o come capo di un secondo turno di due. Questa possibilità sembra indicata dal fatto che in una nota biografica trasmessa questa notte la Tass ha precisato che Volkov «ha sopportato egregiamente la travolgente rotazione della centrifuga, ha sostenuto senza batter ciglio la prova dell'ossessionante silenzio della camera di isolamento, gli sbalzi di temperatura della camera d'altitudine, ore e ore di permanenza nel simulatore di volo». Volkov sembra avere dunque un addestramento quale «pedone cosmico» di ferro. L'altro ingegnere, il tenente colonnello Viktor Gorbatko, sarebbe il numero due della seconda squadra dei costruttori cosmici, oppure il numero quattro se si avrà un turno solo.

Il lavoro nel cosmo, con rendez-vous e aggancio automatico di Soyuz 7 e 8, e forse saldatura manuale di «Soyuz 6» (sprovvista di meccanismi di aggancio), avverrebbe domani. Una fonte diversa da quella «infallibile» che ha preavvertito di tutte le tappe, taciute invece dai comunicati ufficiali, riferisce che un'altra cosmonave è in allestimento al comando del colonnello Vaganov, per andare a raggiungere in orbita, forse da qui ad un mese, la base volante, o meglio parte di essa che verrebbe lasciata in orbita dopo il ritorno sulla terra dei sette del «collettivo cosmico». Sembra probabile che ad essere saldati siano i compartimenti orbitali delle due Soyuz munite di dispositivi d'aggancio. La Soyuz è come un fungo: esattamente di questa forma la si è vista sul video. La parte ad ombrello è la cabina equipaggio, il gambo, cilindrico, è il compartimento orbitale, Soyuz 7 e 8, incontrandosi «di coda», salderebbero i cilindri e poi le cabine si distaccherebbero per riportare gli uomini sulla terra. «Soyuz 6», l'astronave appoggio base volante e magazzino (provvista di dispositivo d’aggancio) tornerebbe anch’essa a terra. In cielo rimarrebbe il grande, lungo sigaro, costituito dai due «gambi» cilindrici dei due funghi che si sono uniti. Sarebbe il laboratorio-piattaforma che, secondo le nuove voci citate, la capsula comandata dal colonnello Vaganov fra qualche tempo raggiungerebbe per agganciatisi o solo per ispezionarla.  

13 Ottobre 2020