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Domenica 25 Ottobre 2020

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1 ottobre 1949

Una lettera dal Perù

Una lettera dal Perù

Ticlio (Perù) Settembre

Signor Direttore,

come vedrà dalle numerose fotografie qui allegate, la Provincia arriva anche in Perù ed è letta molto volentieri da un ingegnere americano che ha fatto la guerra in Italia. Forse solo quando si è lontani dalla propria città, si valuta appieno la stampa locale, che è un po' come il diario di tutta la popolazione.

È per questa ragione che mi sono deciso a scriverle. Perché, ho detto, anche i cremonesi che hanno emigrato, non devono far sentire la loro voce! E molto spesso hanno cose da dire che tornano di lustro alla loro città ed alla loro patria. So che qui nell'America latina assommano ad alcune centinaia i cremonesi: molti si stanno facendo onore a Buenos Aires ad a Rosario, in Argentina; altri stanno conducendo opere di bonifica in Columbia e nel Cile; alcuni sono nel Perù e nel Brasile. Quando le occupazioni me lo permetteranno, le invierò qualche notizia su tutti questi nostri concittadini.

Questa volta parlo del Perù, dove io sono emigrato oltre un anno fa e dove alcuni cremonesi, tutti in buona salute, stanno contribuendo alla civiltà di queste terre. Assieme all'ingegnere Ottavio Bertolero di Torino, abbiamo preso a contratto un grosso lavoro sulla Cordigliera delle Ande, per conto della società mineraria «Volcan Mines Co». Si tratta di una impresa idroelettrica di proporzioni colossali, quali, forse, solo la tenacia degli italiani può compiere: bisogna portare le acque di una laguna a 5400 metri onde poter sfruttare un salto di 570 metri, per poter produrre l’energia elettrica necessaria ai lavori di alcune miniere e soprattutto per l’impianto di raffinazione dei minerali di zinco che, a centinaia di migliaia di tonnellate, sono concentrati qui in attesa della forza motrice che li purifichi.

La nuova centrale di 50 mila kw deve essere terminata a tempo di record. Stiamo lavorando ininterrottamente a turni, per ventiquattro ore al giorno e per sette giorni alla settimana.

A noi italiani affidata la parte centrale dell'opera: posa delle tubazioni, installazione delle macchine ed estensione della linea ad alta tensione. Si tratta, insomma, di creare un tunnel nel mezzo delle rocce delle Ande. Il lavoro procede a velocità sbalorditiva, tanto da meravigliare gli stessi americani, maestri indiscussi di queste opere.

È vero che lavoriamo con mezzi meccanici mai visti in Italia però è anche vero che lavoriamo ad alture di 5100 e più metri e dove solo l’indio può lavorare, masticando enormi foglie di coca.

Noi bianchi, che siamo preposti per la maggior parte alla direzione dei lavori, ci stanchiamo molto facilmente. Il clima raggiunge punte di 20 sotto zero di notte e 15 sopra zero di giorno: qui il sole è quasi sempre allo zenith.

Queste montagne, che si ergono al di sopra dei 6 mila metri, appartengono al sistema andino e formano, a soli 170 km dal mare, una barriera dietro la quale si estende un altopiano che oscilla dai 4000 ai 5000 metri e dove si svolge quasi tutta la vita delle miniere peruviane.

Qui, e precisamente a Huocracocha, stiamo lavorando noi italiani. Questa, che è la zona centrale del Perù, è ricchissima di miniere di piombo, argento, rame, vanadio, mercurio. Quasi tutte le miniere sono in mano a trust nord americani. Il principale di questi trust è la «Cerro de Pasco Copper Corporation» con impianti colossali e con intere città costruite dalla sua organizzazione.

È qui, su questo altipiano che passa la ferrovia più alta del mondo a 4835 metri sul livello del mare; ferrovia costruita dagli inglesi e che rappresenta un capolavoro di ingegneria per i suoi ardui passaggi sopra burroni profondissimi. Il punto di maggior altitudine della ferrovia è a Ticlio, a 140 ck da Lima; è qui che mi sono fatto fotografare assieme al mio amico americano Mc Milland con la Provincia in mano. Che questo sia un augurio di un sempre miglior avvenire per il giornale di Cremona.

Con questo, signor direttore la saluto, anche a nome degli altri italiani di questa estrema colonia.

Ing. Bruno Rebessi

30 Settembre 2020