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Giovedì 22 Ottobre 2020

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29 settembre 1994

Catastrofe nel Baltico, 800 morti

Il traghetto ‘Estonia’ a picco nelle acque gelide in pochi minuti

Catastrofe nel Baltico, 800 morti

STOCCOLMA — Oltre 800 persone  sono morte e solo 126 si sarebbero salvate dopo il naufragio — avvenuto due notti fa prima dell'una — del traghetto Estonia proveniente da Tallin e diretto a Stoccolma. Una tragedia di proporzioni inaudite — la più terribile avvenuta in Europa nel dopoguerra — che ha colpito soprattutto la Svezia.

Delle 964 persone a bordo, 188 erano membri dell'equipaggio, 776 i passeggeri. E tra questi ben 552 svedesi. Ieri il primo ministro uscente Carl Bildt ha avuto l'ultimo deprimente compito di proclamare questo mercoledì nero 'giorno di lutto nazionale'. E il re Carlo Gustavo, in un breve discorso, ha ringraziato tutti i soccorritori.

Le ricerche, nel tratto di mare plumbeo tra Finlandia e Svezia, a sud dell'isoletta di Utoe, continueranno fino a notte inoltrata, nella speranza di trovare sopravvissuti. Gommoni di salvataggio, con corpi senza vita, sono ancora visibili, in balia di onde che raggiungono gli otto metri. Ma sono i vivi che le squadre di salvataggio, le imbarcazioni, i dieci elicotteri, stanno cercando, nonostante il forte vento. Secondo fonti finlandesi i sopravvissuti sono 126, ma Stoccolma parla di 82 superstiti certi.

La sciagura è avvenuta a mezzanotte e trenta di due notti fa, quando dopo un inspiegabile black-out e un conseguente arresto dei motori principali il traghetto 'Estonia', 15 mila tonnellate di stazza, è colato a picco. Nel giro di 10-15 minuti si è consumata una tragedia inimmaginabile.

Testimoni hanno raccontato che la gente correva senza capire cosa succedesse, che i giovani si gettavano in acqua, mentre gli anziani avevano difficoltà a raggiungere le barche di salvataggio. Un'altra tragedia nella tragedia: sono morti i vecchi, i deboli. C'erano sulla nave 52 pensionati svedesi, anziani impiegati della polizia, comitive. Sarà difficile ritrovarli tra i superstiti.

Alcuni sono andati alla deriva per 6-7 ore prima di essere localizzati.

Oltre agli svedesi, tra i passeggeri c'erano 163 estoni, 29 lettoni, 6 tedeschi, 5 finlandesi, 4 norvegesi, 3 danesi, 2 olandesi e uno spagnolo. Accanto al dolore degli svedesi, si può certo dire che è stato un giorno di lutto anche per gli estoni, colpiti dalla più grave sciagura dalla conquista dell'indipendenza.

Le cause della sciagura sono per ora inspiegabili. Un marinaio di 25 anni, l'estone Henrik Salaste, ha detto ieri di aver visto entrare acqua dal portellone del ponte inferiore della nave. Due ispettori che martedì avevano controllato le rampe, senza trovarle in ordine, gli danno ragione.

Secondo gli esperti una notevole quantità d'acqua può far sbilanciare anche un traghetto pesante come l' 'Estonia'. Sembra inoltre che ad aggravare la situazione, alcuni grossi autocarri con container — malamente fissati — siano scivolati verso una parete facendo piegare lo scafo di 30 gradi. Cosa che ha fatto certamente imbarcare ulteriore acqua — visto il tempo pessimo e le forti ondate — causando l'affondamento.

Per ora sono solo teorie, cui per esempio gli esperti inglesi credono poco.

Con questo tempo già invernale, anche il recupero delle salme sembra problematico, dato che il traghetto giace sul fondo del mare, alla profondità di 80-90 metri.

28 Settembre 2020