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29 agosto 1951

Il pane che fa impazzire
Atroce morbo in Francia

Annalisa Araldi

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29 Agosto 2020 - 07:00

Il pane che fa impazzireAtroce morbo in Francia

PONT SAINT ESPRIT, 28. — Rinforzi di medici, infermiere e psichiatri stanno affluendo in tutta fretta nella piccola città di Pont Saint Esprit (Francia meridionale) per combattere una incredibile pazzia provocata dal pane guasto, che si va diffondendo con l'orrore di una epidemia medievale. In dieci giorni il morbo, ufficialmente diagnosticato come «intossicazione da pane», ha causato la morte di tre persone, ne ha spinto una mezza dozzina a tentare il suicidio, ne ha fatte finire ventitré al manicomio ed ha causato ad altre duecento grave malessere fisico e confusione psichica.

Le vittime sono state colpite da delirio spesso violento. Questo morbo quasi senza precedenti negli annali della medicina, ha trasformato la pittoresca cittadina (poco più di un villaggio) in una città maledetta, su cui grava l'atmosfera da incubo di una città medievale colpita dalla peste. Nessuno sa chi sarà la prossima vittima dell'atroce malattia.

«Quel che ho veduto è indescrivibile — ha detto il Sindaco Albert Hébrard, dagli occhi arrossati per la fatica e l'insonnia . Ho veduto uomini e donne apparentemente sani cadere improvvisamente in preda al terrore, stracciare le lenzuola, nascondersi sotto le coperte per sfuggire alle allucinazioni. Un certo Charles Pommier, che conoscevo da anni, si è barricato in casa armato di fucile, gridando di voler uccidere il mostro che lo perseguitava. Jacques Punch, di 32 anni, si è gettato da una finestra del secondo piano, per sfuggire ad un immaginario incendio. Anche Jean Seguier ha tentato di commettere suicidio ed è stato salvato appena in tempo. È un incubo, un incubo che dura da quasi due settimane. Gabriel Veladire ha tentato di gettarsi nel Rodano. Prima che i suoi amici riuscissero a tirarlo indietro ha gridato più volte: «Sono morto. La mia testa è fatta di rame ed ho serpenti nel ventre. Mi stanno seppellendo».

Causa dell'avvelenamento — dicono le autorità — è il pane venduto da un fornaio del luogo: ma sino ad oggi i tossicologi non sono ancora riusciti ad isolare l'elemento venefico. Per impedire un ulteriore diffondersi del morbo le autorità hanno vietato la vendita di farina di tutti i venti mulini da cui il fornaio si era rifornito. «Eppure — dice il Sindaco scoraggiato — nessuno ha ancora risolto il mistero. Forse gli americani, con la loro scienza così progredita, potranno aiutarci. Forse qualcuno sa di che cosa si tratti».

Una delle teorie avanzate dagli esperti è che la malattia sia una paralisi causata da una varietà di veccia che cresce talvolta nei campi di grano. Uno psichiatra francese ritiene che l'avvelenamento sia dovuto all'ergot, un fungo parassitario che cresce talvolta sui cereali durante le stagioni piovose. Questa estate è stata una delle più piovose degli ultimi tempi. L'intera regione, per chilometri all'ingiro, è terrorizzata dal morbo, che i contadini chiamano «la peste».

La signora Mossi, dirigente di una clinica per bambini di Avignone, ha narrato la straziante storia di una piccina di sei anni ricoverata al suo sanatorio. Era una bella bambina bionda. Quando l'hanno portata da noi tremava tutta. Ad un tratto ha urlato di terrore: «Mamma, una bestia mi insegue. Sono coperta di sangue». «Ho tentato di calmarla dandole una bambola, ma l'ha gettata via con orrore pensando che fosse un mostro. Le ho dato una palla ed ha gridato che aveva cambiato forma».

Il morbo colpisce non solo gli uomini ma anche gli animali: in una piccola località vicina sono stati colpiti anche gatti ed anatre. Ed un cacciatore ha dovuto ieri uccidere il suo cane che, improvvisamente impazzito, gli si era lanciato contro.

Il Governo ha annunciato nel pomeriggio di oggi che un esperto che gode di particolare stima, il dottor Pierre Francois Ollieo, ispettore generale del Ministero della Salute Pubblica, è stato inviato d'urgenza nella zona infestata dalla misteriosa malattia.

Il Ministero ha confermato ufficialmente che tre sono attualmente i morti, 50 i malati gravi ed oltre 170 i «colpiti» in forma più benevola. La stessa fonte ha precisato che «non si esclude» di dover eventualmente porre in quarantena l'intera città, provvedendo ad isolarla dal resto della Francia.

Il «Figaro», giornale assai cauto nell'indulgere a scandalismi, cita stamane il caso, apparentemente inspiegabile, di una colpita dal male pur non essendosi cibata di pane negli ultimi dieci giorni, da che cioè il morbo è comparso. Trattasi di tale madame Tolouse, e la diagnosi dei medici sembra orientata nel senso che essa abbia contratto il morbo assistendo la sorella, Denise Chambont che era rimasta a avvelenata » dal pane. Ciò confermerebbe l'infettività del morbo. Peraltro a Pont gli operai continuano a recarsi alle fabbriche di vetro enfiato per cui la regione va celebre, e numerosi sono coloro che continuano a cibarsi quotidianamente di pane.

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