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Giovedì 01 Ottobre 2020

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8 agosto 1987

Preso Vallanzasca

Bloccato dai carabinieri a Grado mentre scappava in auto

Preso Vallanzasca

GRADO (Gorizia) —  Scappava, avvertito da una telefonata giunta all'albergo «Uliana» di Grado, dove aveva preso alloggio martedì 4 agosto esibendo una patente falsa, intestata a Fabio Potetti, 28 anni, redattore di «Radio Popolare» di Milano, l'emittente privata a cui aveva raccontato tutti i dettagli della fuga da Genova. «Stai attento, il cerchio si stringe» gli aveva sussurrato, attraverso la cornetta, una voce femminile.

Per Renato Vallanzasca, il bel «Renè» dagli occhi di ghiaccio, la strada della libertà si era già chiusa impietosamente: alle 14.30 di un venerdì d'agosto nuvoloso e freddo. Venti giorni era durata la sua libertà, dopo la rocambolesca evasione attraverso l'oblò del traghetto «Flaminia» della Tirrenia, che doveva trasportarlo dal carcere di Cuneo a quello di Nuoro. La valigiona e la borsa blu piene di effetti personali e di soldi (ne conteranno alla fine 1 milione e 650 mila in contanti, più gli spiccioli) buttate, alla rinfusa dentro l'Alfa 33 color blu titanio noleggiata alla «Maggiore» di Milano, un saluto frettoloso alla titolare dell'albergo, Maria Coloatto, e poi via, verso la provinciale per Monfalcone.

Ma i carabinieri erano in allarme: da diversi giorni sapevano della sua presenza nella zona, anche se non conoscevano esattamente il luogo del rifugio. C'erano arrivati solo nella tarda mattinata, cercando un certo Fabio (e da qui la corrispondenza con l'intestatario della patente), segnalato dai loro colleghi di Milano, Mantova e Padova, le città dove Vallanzasca era sicuramente transitato dopo il 18 luglio. «Se non se ne fosse andato da lì, sarebbe successa una strage» commentava, a freddo, il colonnello Vincenzo Russo, comandante del Gruppo carabinieri di Gorizia, il milite che materialmente lo ha immobilizzato e disarmato. Renè aveva fiutato il pericolo, ma non poteva sapere che, pochi chilometri più in là, «quel cerchio si sarebbe davvero stretto inesorabilmente per lui».

05 Agosto 2020