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Lunedì 03 Agosto 2020

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15 luglio 1977

Incassi record in America per il film «Guerre stellari»

Incassi record in America per il film «Guerre stellari»

L'interprete principale è Mark Hamill, 27 anni, idolo delle donne di tutte le età: sullo schermo è un giovane cavaliere senza macchia e senza paura - Non una sola scena di sesso, invece molta poesia e fantasia

LOS ANGELES, luglio — Il successo di «Star Wars», o «Guerre stellari», in America è un fatto straordinario. Il film è un “boom”. Gli intenditori assicurano che supererà gli incassi dello «Squalo» e di «Rocky».

Mark Hamill, il principale interprete, biondo, volto regolare, sorriso aperto e splendidi denti, aveva lavorato molto per la televisione, ma non era mai veramente riuscito. Gli è bastato questo film per diventare l’idolo di tutte le ragazzine e le donne mature americane e per imporsi come un campione del «box office», capace di battere persino «King Kong» nella classifica delle «star money», cioè delle «stelle da incasso».

Non ha ancora compiuto 27 anni. «Quando lavoravamo al film — ricorda — non pensavamo che avrebbe conquistato il pubblico di tutte le età. Lavoravamo per i ragazzi, per gli appassionati di fantascienza, non per gli uomini maturi e i professionisti dei palazzi di cristallo sulla costa atlantica. Invece è proprio lì che il film sta facendo incassi strepitosi».

— Perché pensa che il suo film «Guerre stellari» sia piaciuto tanto?
«Perché è una favola, la solita vecchia favola che si riallaccia al sogno americano e che vede vincitori i buoni e i coraggiosi contro un mondo di inganni e tranelli d’ogni sorta. Io sono diventato un cavaliere senza macchia e senza paura, perché tale è il mio personaggio. Sono un giovanotto in grado di opporsi al cattivo che mira ad annientare la libertà e che ha rapito l’equivalente galattico della principessa delle favole. Armato di una spada al laser io, buon Mago di Oz, mi lancio in soccorso della mia bella e della libertà. Questa favola ha portato nelle platee una valanga di spettatori».

— È vero che per produrre il film il regista George Lucas si è ridotto quasi sul lastrico?
«È vero che George è un maniaco della fantascienza. Il suo film “L’uomo venuto dal futuro” ha avuto successo, ma tutti lo conoscono come il regista di “American Graffiti”. Dopo quel film di nostalgia del passato, Lucas si è volto verso il futuro. Ha offerto al pubblico un puro divertimento con sottile intelligenza. Io ricordo quello che ci disse il primo giorno su set: — Ragazzi: dobbiamo usare i mostri che forse ci sono nello spazio e che forse sono nel cervello di ogni essere umano per raccontare una favola di libertà e di sentimenti. Non dimenticate mai che dovete fare un film intelligente, di evasione. — L’obiettivo è stato centrato in pieno. Sinceramente, è stato divertente lavorare sul set di “Guerre stellari”.
Lucas e la Century Fox hanno visto salire in una settimana paurosamente le loro azioni. Senza contare che io ho dieci copioni che mi aspettano e non so più quante offerte televisive. Inoltre tutti i prodotti tecnici e di bellezza vogliono usare la mia faccia come marchio pubblicitario».

— Che cosa le è piaciuto di in questa storia?
«Il fatto che in tutto il film non ci fosse una sola sequenza di sesso e di erotismo, e ci fosse invece molta poesia, molta fantasia».

— La lavorazione è stata faticosa?
«No: il segreto degli effetti speciali sta nel fatto che ci siamo serviti di modellini a grandezza naturale ricavati da residui della Guerra mondiale (aerei e carri armati). Noi attori non ci siamo neppure rotti un'unghia, ma abbiamo distrutto oltre trecento modellini».

14 Luglio 2020