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Martedì 04 Agosto 2020

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4 luglio 1965

Il Governo sovietico diserta il ricevimento degli U.S.A.

A Mosca in occasione della Giornata dell'indipendenza americana

Il Governo sovietico diserta il ricevimento degli U.S.A.

Contemporaneamente Breshnev parla ai nuovi ufficiali delle Accademie Militari esultando la potenza missilistica rutta e difendendo tu cauta del Vietnam del Nord

MOSCA. 3 — Con un gesto che simboleggia il raffreddamento delle relazioni tra URSS e Stati Uniti in seguito alla situazione nel Vietnam, nessun componente del Governo sovietico ha partecipato oggi a Mosca al ricevimento offerto dall'ambasciatore americano Foy Kohler, in occasione della Giornata dell'indipendenza degli Stati Uniti. Il più alto funzionario sovietico presente era infatti il capo della sezione per l'America del Nord del Ministero degli Esteri, Kikhail Smirnovsky.

In generale ai ricevimenti offerti per le feste nazionali interviene almeno un vice ministro degli Esteri o anche una personalità più elevata di grado quando il ricevimento è offerto da una grande Potenza. L'anno scorso, ad esempio, al ricevimento americano partecipò Alexei Kosyghin, allora primo vice Primo Ministro. Oggi i principali esponenti del Governo e del Partito Comunista hanno partecipato ad un ricevimento al Cremlino per i nuovi ufficiali delle accademie militari. Negli ultimi tempi, d'altra parte, l'ambasciatore Kohler non ha preso parte a ricevimenti offerti dall'URSS o da Ambasciate comuniste, per non dover ascoltare attacchi alla politica americana nel Vietnam o nella Repubblica dominicana.

Il primo segretario del partito comunista dell'U.R.S.S., Leoind Brezhnev, ha dichiarato oggi che «il pericolo di guerra creato dagli imperialisti non è eliminato» ed ha ammonito che i missili sovietici «possono sono farla finita una volta per tutte» con qualsiasi aggressore.

Brezhnev, parlando ai giovani promossi dalle accademie militari sovietiche, ha attaccato la politica «aggressiva» degli Stati Uniti, denunciando «gli atti di brutale arbitrarietà» costituiti dall’«aggressione americana del Vietnam, dalla ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni della Repubblica Dominicana e dagli atti di brigantinaggio nel Congo».

27 Giugno 2020