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Sabato 30 Maggio 2020

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19 maggio 1992

Cremona, suona l’allarme Aids

Quindici morti nel '91, i sieropositivi sono centinaia

Cremona, suona l’allarme Aids

Il dato è sconvolgente: la provincia di Cremona viene subito dopo Milano per il numero dei malati di Aids e dei sieropositivi: quasi 11 ogni centomila abitanti. La città della Madonnina è attestata sul 14,55. I numeri vengono dall'assessorato alla Sanità della Regione. L'anno scorso i morti a Cremona sono stati quindici. I ricoveri dei «positivi» si sono contati a centinaia. Un boom che ha messo a dura prova le strutture della Divisione del nostro Ospedale. 

La malattia esplode.
Trenta casi di malattia conclamata denunciati nello scorso anno, pari a quanti se n'erano riscontrati complessivamente nei tre anni precedenti. Quindici morti nel '91. Un ritmo di ricovero impressionante. Qualche centinaio di sieropositivi.
Questo il quadro a tinte fosche della progressione dell'Aids a Cremona dall'osservatorio della Divisione di Malattie infettive dell'Ospedale. Un boom di ricoveri atteso ma che ha messo a dura prova le fragili strutture della Divisione, in attesa della ristrutturazione del reparto finanziata da tempo e di cui verrà posta la prima pietra il 21 giugno in occasione della visita del Papa.

Facendo miracoli, i tre sanitari, con a capo il primario Giuseppe Carnevale, e tutto il personale della Divisione hanno tamponato la situazione. Ma nuove drammatiche prospettive si intravvedono per il '92 ed il '93.

L'Aids, un retrovirus che ha cambiato le nostre abitudini, incombe. A dare nuovi brividi contribuiscono i dati della Regione Lombardia. Cifre allarmanti, soprattutto in prospettiva.

La statistica è stata elaborata dal Settore Igiene e sanità, servizio Igiene pubblica, della Giunta regionale lombarda. Si tratta del quadro delle malattie infettive segnalate nel 1991. In una tabella sono stati raccolti i tassi di incidenza dell' Aids in Lombardia ogni centomila abitanti. Ebbene il tasso per la provincia di Cremona è di 10,98 ogni centomila abitanti. Si tratta del secondo valore assoluto in Lombardia, preceduto solo dal 14,55 di Milano città. Il tasso di incidenza regionale è del 7,82. Il tasso riscontrato a Cremona è dunque di ben lunga superiore alla media regionale.

Se si tiene contò che la Lombardia è la regione con la più alta incidenza di malati di Aids, la percentuale cremonese assume una rilevanza ancora maggiore. L'alta incidenza di casi di Aids conclamata in rapporto alla popolazione va in parallelo con i drammatici dati riferiti alla tossicodipendenza nella nostra provincia; con tassi tra i più elevati in Italia. E infatti il gruppo dei tossicodipendenti quello in cui incide maggiormente la malattia anche se va rapidamente crescendo la percentuale di coloro che hanno contratto la malattia non da siringhe infette ma da rapporti sessuali.

Ricordiamo che, per legge, vanno denunciati e registrati solo i casi di Aids conclamati mentre la sieropositività non viene denunciata in quanto non rappresenta una prova di malattia ma solo dell'avvenuto contatto col il virus.

«Nel corso del'91 sono stati denunciati trenta casi di Aids conclamata — afferma il dottor Giuseppe Carnevale, primario della Divisione di Malattie infettive dell'ospedale di Cremona —. Dall'inizio del '92 ad oggi sono stati dodici i casi denunciati. Purtroppo l'andamento lascia prevedere la stessa pesante incidenza dell' anno scorso; speriamo non sia superiore».

Come è possibile spiegare l'incidenza elevata di questi ultimi due anni?

«I casi che stanno giungendo alla nostra attenzione — prosegue il dottor Carnevale — sono quelli che hanno contratto l'infezione 8-9 anni prima. Se da un lato apprendiamo con soddisfazione che i sieropositivi hanno rallentato la loro crescita, dall'altro dobbiamo prevedere l'incremento dell'evoluzione in malattia con un ulteriore aumento delle morti per. I dati forniti dalla Regione fanno pensare che da noi si possa registrare un'esplosione di casi di malattia conclamata con tre-quattro anni di ritardo rispetto ad altre zone. Penso comunque che, almeno fino al '93 vivremo questo stato di emergenza».

In venti casi, dei trenta denunciati, si sono riscontrate storie di tossicodipendenza ma in dieci il contagio è avvenuto per via sessuale: quattro per via omosessuale e sei per via eterosessuale. Dunque un nuovo malato su tre non ha alle spalle storie di tossicodipendenza.

Infine va segnalato che finora è stato riscontrato un solo caso di malato che ha contratto l'Aids con una trasfusione (peraltro non avvenuta a Cremona) all'inizio degli anni Ottanta.

16 Maggio 2020