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30 aprile 1955

Gronchi Presidente della Repubblica

Solo dopo il ritiro dalla competizione di Marzagora, la DC a aveva deciso per la candidatura del Presidente della Camera

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

30 Aprile 2020 - 07:00

Gronchi Presidente della Repubblica

L'ULTIMO SCRUTINIO

ROMA, 29. — Dalle 11,35 di oggi l'on. Giovanni Gronchi è il nuovo Presidente della Repubblica Italiana. Con la sua proclamazione fatta al termine del quarto scrutinio dal vice presidente della Camera Leone, Gronchi ha cessato di rappresentare una determinata corrente politica ponendosi al di sopra di ogni polemica di parte.

Al suo senso politico e alla sua salvezza democratica l'Italia ha affidato i prossimi sette anni della sua storia.

Ecco l'esito della quarta votazione (per la quale bastava la maggioranza della metà più uno) su votanti 833: Gronchi 658, Einaudi 70, voti dispersi 11, schede bianche 92, schede nulle 2.

Hanno dato il loro appoggio a Gronchi democristiani, comunisti e socialfusionisti; molti monarchici del PNM e molti missini, secondo alcune voci, hanno votato per Gronchi mentre, altri scheda bianca, i monarchici laurini, i socialdemocratici e i liberali hanno dato il loro suffragio a Einaudi.

La votazione è avvenuta davanti ad un'aula gremita; poca cronaca nell'ora delle operazioni se si eccettuano gli applausi unanimi per De Nicola ed il fatto che tra i primi ha partecipato alla votazione l'on. Avanzini che per  una grave infermità ben raramente partecipa ai lavori della Camera. L'ultima volta infatti che l'on. Avanzini votò fu sul voto di fiducia dell'ultimo Gabinetto De Gasperi nell'agosto del 1953. L'onorevole Avanzini era sorretto da un commesso, ma ha voluto compiere egualmente il suo dovere.

I deputati sono sfilati rapidamente davanti all'urna. Qualche indecisione, come quella dell'on. Basile che ha intrapreso il percorso in senso inverso, o la scrupolosa cura con cui l'on. Cafiero ha voluto sincerarsi del suo voto, aprendo la scheda già compilata e ripiegata prima di immetterla nel cestello di vimini.

Quando l'appello dei deputati è arrivato all'on. Grilli, il democristiano Turnaturi ha avvertito lo on. Gronchi dell'arrivo di don Sturzo. Era la prima volta che Luigi Sturzo partecipava alle votazioni a Montecitorio, ed era la prima volta, da mezzo secolo a questa parte, che un sacerdote entrava nell'aula della Camera.
L'accostamento non sia irriverente, ma l'altro sacerdote che votò mezzo secolo fa fu don Romolo Murri, che a parte le traversie personali, fu uno dei fondatori del movimento democratico cristiano la cui bandiera è stata risollevata, in questo dopoguerra. L'on. Gronchi ha ritenuto opportuno interrompere la votazione dei deputati per non costringere il senatore Luigi Sturzo ad una troppo lunga attesa. E il gesto di cortesia e di riguardo è stato sottolineato dalla Assemblea che ha salutato don Sturzo con un lungo applauso.

L'on. Vigorelli, tanto assorto in una discussione con altri colleghi al centro dell'emiciclo non si è accorto che il suo nome era stato chiamato per ben tre volte e soltanto alla quarta di corsa si è avviato a votare.

Lo spoglio delle schede è  stato fatto dallo stesso presidente Gronchi; alla lettura della 422.a scheda con nome «Gronchi» l'Assemblea si è levata in piedi ad applaudire calorosamente ed a lungo si è gridato: «Viva la Repubblica», «Viva il Presidente della Repubblica», «Viva l'Italia». Ai reiterati, vivissimi applausi, si sono associati i giornalisti ed il pubblico delle tribune.

Terminato lo spoglio delle schede il presidente Gronchi ha ceduto il posto al vice presidente anziano della Camera Leone, il quale ha effettuato lo scrutinio dei voti ed ha poi proclamato il risultato ufficiale, proclamando «eletto Presidente della Repubblica l'on. dottor Giovanni Gronchi».

Terminata la seduta a Montecitorio, il vice Presidente anziano della Camera, Leone ed il Presidente del Senato, Merzagora, si sono recati dal Presidente Gronchi per comunicargli in via ufficiale l'esito della votazione e la avvenuta sua proclamazione a Presidente della Repubblica.

Il Presidente Gronchi ha ricevuto la delegazione nell'appartamento riservato di Montecitorio.
Il vice Presidente Leone ha letto il processo verbale della seduta ed ha rivolto all'on. Gronchi il saluto augurale.

Il Presidente Gronchi ha dichiarato che accettava il voto del Parlamento aggiungendo: «Non è il momento delle parole: dedicherò ogni mia forza al servizio del Paese nel rispetto della Costituzione».

Si sono poi recati dal Presidente Gronchi il sen. De Nicola, quale ex Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio Scelba, il Segretario politico della D.C., on. Fanfani, i Direttivi dei gruppi parlamentari della DC e l'Ufficio di Presidenza della Camera.

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