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20 aprile 1967

Adenauer è morto
Quattro anni a Mihajlov

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

20 Aprile 2020 - 07:00

Adenauer è mortoQuattro anni a Mihajlov

Adenauer è morto serenamente, all'età di 91 anni

Fu il primo Cancelliere della Repubblica federale e lo fu dal 1949 al 1963; la resurrezione del popolo e della Nazione tedesca è legata al suo nome - Aveva lasciato la carica nell'ottobre del 1963 – Il Presidente del Bundestag disse:«Ha ben meritato della Patria»

BONN, 19. — L'ex Cancelliere Konrad Adenauer si è spento  «serenamente» come precisa il bollettino medico alle 13.21, al termine di una agonia di otto ore. A tratti il coma era stato interrotto da brevi periodi di coscienza i quali, però, non avevano in alcun modo indotto i sanitari ad autorizzare la minima speranza. Tutte le risorse della medicina erano state impiegate in questi ultimi giorni; il vecchio statista si trovava sotto una tenda ad ossigeno e la sua respirazione veniva facilitata con apparecchiature modernissime.

I sette figli dell'ex Cancelliere si trovavano nella villa Adenauer di Rhoendorf (un paese a sette chilometri da Bonn, sulle rive del Reno) quando è avvenuto il trapasso.

II Presidente della Repubblica Federale Heinrich Luebke ha disposto che i funerali del dottor Adenauer si svolgano a spese dello Stato. La sepoltura avverrà nella tomba di famiglia nel cimitero di Rhoendorf, dove già riposano i resti dei genitori e delle due mogli dell'estinto.

Il dott. Adenaeur ha resistito così a lungo alla morte grazie ad una straordinaria vitalità fisica, la quale ha indotto molti a ricordare l'analoga vicenda di cui fu protagonista sir Winston Churchill, morto il 24 gennaio 1965 nel novantesimo anno di età. Ai primi del 1967, l'ex Cancelliere federale tedesco aveva subito l'ormai tradizionale attacco influenzale che sembrava contrassegnare ogni anno la ricorrenza della sua nascita (5 gennaio). Anche questa volta però si era rapidamente ripreso e, a metà febbraio, aveva compiuto un faticoso viaggio nella Spagna e nella Francia, incontrandosi tra l'altro con il generale Franco e con il Presidente De Grulle. Alla fine di marzo, durante le vacanze di Pasqua, prese un po' di freddo mentre si attardava nel giardino della villa di Rhoendorf per accudire alle sue rose. Nei giorni seguenti, incurante dell'infreddatura, volle tenacemente continuare la compilazione del terzo volume delle sue memorie; ma il 12 aprile fu costretto a letto da un attacco di bronchite. L'indomani il suo stato si aggravò e la sera stessa ebbe inizio la fase precedente la morte; l'eccezionale vitalità del malato e le risorse della medicina sono valse a ritardare di otto giorni l'inevitabile fine, dando luogo di tanto in tanto a lievi ma effimeri miglioramenti. Il peggioramento definitivo si è avuto la scorsa notte.

Su tutti gli edifici pubblici di Bonn la bandiera nazionale sventola questa sera a mezz'asta.

 

Nuova severa condanna per «l’oppositore» di Tito Quattro anni a Mihajlov

Per altri quattro anni, scontata la pena, gli sarà inibita ogni attività pubblica – È stato giudicato colpevole di «propaganda ostile» alla Jugoslavia - Il dolore della vecchia madre

BELGRADO, 19. — In nome della libertà di pensiero — «una libertà che non può peraltro tollerare un pensiero che esprima posizioni anticostituzionali» — e in nome della libertà di stampa — «dal cui abuso, capace di minare il sistema costituzionale iugoslavo, occorre difendersi» — il Tribunale dipartimentale di Belgrado ha condannato oggi Mihajlo Mihajlov a quattro anni e sei mesi di prigione. Le definizioni delle libertà di pensiero e di stampa costituiscono l'interpretazione fornita dal giudice Dusan Lukic nelle brevi parole da lui pronunciate dopo la lettura della sentenza.

La pena comminata oggi comprende anche i sette mesi (su dodici) già scontati da Mihajlov per una precedente condanna. In totale, Mihajlov dovrà scontare ancora tre anni e undici mesi di prigione, ai quali il giudice Lukic ha aggiunto quattro anni — che inizieranno al momento della liberazione — di interdizione dalla vita pubblica e dall'attività pubblicistica e letteraria.

Il difensore di Mihajlov, avvocato Veljko Kovacevic, ha già annunciato che interporrà appello.

È la terza condanna subita dal saggista zaratino net giro di due anni. La prima, a sei mesi di reclusione con i benefici di legge, gli venne inflitta nel 1965 dal Tribunale distrettuale di Zara per un suo articolo, «Estate a Mosca 1964», che aveva pubblicato su una rivista letteraria belgradese e ritenuto — dopo un intervento dell'ambasciatore sovietico Alexandar Puzanov presso il maresciallo Tito — «diffamatorio di un Paese amico». L'anno scorso il tribunale della città dalmata gli inflisse nove mesi di reclusione per «propalazione all'estero di notizie false e tendenziose». La pena fu elevata a dodici mesi avendo la Corte ritenuto di far scontare a Mihajlov anche una parte di quella precedente comminatagli con la condizionale. Il suo ricorso in appello, alla Corte Suprema della Croazia, fu respinto ed il 12 novembre scorso l'ex docente universitario, rimasto frattanto a piede libero, fu arrestato a Novi Sad e rinchiuso nel penitenziario di Sremska Mitrovica, che in quel tempo ospitava anche l'ispiratore delle sue concezioni politiche, Milovan Gilas, già compagno di lotta del maresciallo Tito.

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