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Lunedì 06 Aprile 2020

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31 gennaio 1973

Il cantante Fred Bongusto innamorato di Soncino

«Venga a mangiare la polenta da noi»

Il cantante Fred Bongusto innamorato di Soncino

La sua amicizia con Ugo Tognazzi e il suo giudizio su Mina

A Soncino esiste uno dei pochi locali che sono rimasti a salvaguardia della tradizione provinciale, contro l'invadenza della società dei consumi: i mobili sono infiora di legno massiccio e la sofisticazione gastronomica si è arenata contro la paratoia della genuinità: la clientela è varia e pittoresca e la «tavola» chiama a raccolta un'umanità fragorosa e piena di gioia di vivere: l'abbrustolimento elettrico del tosto vi ha perso la battaglia contro l'aroma irresistibile del salame casalingo all'aglio.

In compagnia del cantante Fred Bongusto, ho assistito l'altro giorno alla cerimonia, estremamente godibile, con cui il locandiere Ernesto Marcarini ha provveduto alla stappatura di una bottiglia di «vino d'annata». Ernesto è un tipo come si deve e ci sa fare: un protagonista da impaginare davvero in un album di ricordi. Mentre avvitava il cavatappi nel sughero, ci ha confidato che quello era un «rosso di cinque anni», pigiato nella «zona d'origine», nel primo quarto della luna di ottobre. Il locandiere ha poi bevuto con noi, sfoggiando un cerimoniale da esperto e il vino valeva veramente la candela!

«Ecco il motivo principale — mi ha confidato Fred Bongusto — per cui mi piace venire a Soncino: il vostro è un paese di sane tradizioni e di schietta ospitalità, dove posso sedermi a tavola in santa pace, sicuro di non incappare in cerebralismi culinari. Voi, inoltre, ignorate il divismo e posso camminare per la strada senza che nessuno si sogni di chiedermi l'autografo. L'indirizzo di casa vostra l'ho ottenuto da Tognazzi ed il suo è stato un piacere d'amico!».

— Conosce bene l'attore cremonese?
«Da molti anni. Ricordo che eravamo sul "set" del film "Venga a prendere un caffè da noi", alla cui colonna sonora ho offerto la mia canzone "Viviane". Durante una pausa della lavorazione, io e Tognazzi stavamo discutendo di come si mangiava un tempo; fu proprio in quell'occasione che, parafrasando il titolo del film, mi disse di venire a Soncino a mangiare la polenta. Ho accolto il consiglio ed ho vinto un terno al lotto. Da allora capito da voi tutte le volte che sento il bisogno di rilassarmi!»

 — Conosce Mina?
«Non confidenzialmente. È una brava ragazza, questo è certo, indiscutibilmente corretta e spontanea, anche se artisticamente è costretta ad interpretare la maschera che le hanno costruito perchè fosse una personalità»

— Se lei fosse un nobile, quale motto inserirebbe nel blasone di famiglia?
«Metterci la sola parola "serietà". Professionalmente sono sempre stato scrupoloso ed impegnato, sia quando opero nelle metropoli che quando canto nei locali di provincia»

— Andrà a Sanremo?
«La risposta è negativa nel più categorico dei modi. Sono contrario anche a "Canzonissima". I concorsi sono prove disumane per chi le affronta. Preferisco pregare in una linda chiesa di campagna piuttosto di correre il rischio di vedermi crollare sulla testa il soffitto di una cattedrale. Ho il mio pubblico, che mi ama e mi apprezza ed al quale offro tutto me stesso. Odio gli scandali e le alzate d'ingegno. Rifiuto i compromessi ed i sotterfugi. Mi piace essere spontaneo. Al sorriso stereotipato della maschera preferisco la gioia sincera di uno sguardo genuino. Per questo adoro la polenta che mangio qui da voi ed apprezzo l'amicizia dei soncinesi!».

— Allora possiamo considerarla un nostro concittadino di adozione?
«Ne sarei onorato. Può credermi, perchè ignoro l'ipocrisia».

 — Quando canterà per noi?
«Ho raggiunto un accordo, con i responsabili del "River Club", per un "recital" che avrà luogo la sera di venerdì 9 febbraio. Per l'occasione, vedrò di diventare amico di tutti. Lo spero proprio».

30 Gennaio 2020