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Giovedì 12 Dicembre 2019

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2 dicembre 1970

Promulgata la legge sul divorzio

319 i voti favorevoli, 286 i contrari

Promulgata la legge sul divorzio

La votazione ieri mattina all'alba: 319 i voti favorevoli, 286 i contrari - Hanno votato in 605 - Approvato anche il decreto economico con 359 sì e 246 no - Appello di un gruppo di personalità per un referendum abrogativo il quale, comunque, potrebbe svolgersi solo nel 1972 tra aprile e giugno

ROMA, 1. — Il Presidente  della Repubblica ha firmato questa sera la legge che introduce il divorzio nella legislazione italiana. Dopo la controfirma del presidente del Consiglio e del guardasigilli, la legge verrà pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale»: quindici giorni più tardi entrerà in vigore.

La Camera ha votato il progetto Fortuna-Baslini alle 5,40 di stamane, al termine della più lunga seduta che le cronache parlamentari ricordino: una seduta fiume perfino più lunga di quelle dedicate al Patto Atlantico, alla legge maggioritaria per le elezioni del 1953 e alle Regioni.

La Camera, contemporaneamente al progetto Fortuna- Baslini, ha votato il decreto economico che verrà subito trasmesso al Senato, dove sarà approvato rapidamente, senz'altro entro il termine costituzionale del 25 dicembre.

Le votazioni finali sul divorzio e sul decreto economico sono avvenute contemporaneamente per scrutinio segreto.
Hanno dato i seguenti risultati:
PROPOSTA DI LEGGE FORTUNA BASLINI (nel testo già varato dal Senato nell'ottobre scorso):
Presenti e votanti 605
Maggioranza 303
Voti favorevoli 319
Voti contrari 286

DECRETO ECONOMICO:
Presenti e votanti 605
Maggioranza 303
Voti favorevoli 359
Voti contrari 246

Inoltre è stato anche votato il disegno di legge per la sanatoria degli effetti sorti con il precedente decreto economico decaduto: esso ha ottenuto 357 voti favorevoli e 248 contrari.

Il decretone è stato votato dai partiti del centro-sinistra. Le ultime battute del dibattito hanno registrato un piccolo incidente: il microfono di Andreotti non funziona. Dai banchi democristiani si invoca l’intervento del presidente.
Pertini ha uno scatto di nervi: «Insomma, non mi si può dare la colpa anche di questo!».

«Profondo dolore» di papa Paolo VI
La legge sul divorzio considerata lesiva del concordato in un punto che la Santa Sede ritiene di «fondamentale importanza»
CITTÀ DEL VATICANO. 1  — Il Papa ha protestato contro il divorzio. Lo ha fatto da Sydney, dove attualmente si trova, dopo aver ricevuto questa mattina la comunicazione dalla città del Vaticano dell'avvenuta approvazione della legge Fortuna-Baslini che introduce l'Istituto divorzistico nella legislazione italiana. La protesta di Paolo VI, è sufficientemente ferma anche se non vibrata e meno che mai violenta; può essere definita piuttosto un alto e forte lamento, che però non pregiudica eventuali atti a posteriori, come potrebbe essere il ricorso al referendum (per la verità piuttosto lontano nel tempo: si parla della primavera del 1972), e altri passi diplomatici per la riconfermata ed asserita violazione del concordato fra Stato e Chiesa in Italia.

Ma scendiamo nei particolari della protesta. La sala stampa della Santa Sede ha diramato oggi un comunicato ufficiale che riproduce una dichiarazione pervenuta da Sydney. Eccone il testo: «Il Santo Padre è stato informato dell'esito della votazione di ieri sera alla Camera dei Deputati sulla legge per l'introduzione del divorzio in Italia. La notizia, benché non inattesa, ha recato profondo dolore al Santo Padre. E ciò per un duplice motivo: per il danno gravissimo che il divorzio reca alla famiglia italiana e specialmente ai figli; e poi perchè la Santa Sede, come ha fatto presente, appoggiandosi ad un'ampia e serena documentazione, stima la presente legge lesiva del concordato in un punto che per la Santa Sede è di fondamentale importanza».

Solo cinque in Europa i Paesi antidivorzisti
ROMA, 1. — Con il volto di oggi a Montecitorio in Europa sono rimasti cinque i paesi che non hanno nelle loro legislazioni l'istituto del divorzio: la Spagna, l'Irlanda, la Repubblica di Andorra, Il Liechtenstein e la Repubblica di San Marino (dove comunque sono previsti numerosi casi per ottenere l’annullamento del vincolo coniugale). Inoltre il Portogallo considera indissolubile soltanto il vincolo delle nozze celebrate dopo il 7 maggio del 1940, quando venne stipulalo un concordalo con la Santa Sede, sulla base del quale al matrimonio religioso furono riconosciuti effetti civili. Per coloro in Portogallo che si sono sposati prima del 1940, invece, il divorzio è consentito e tra i motivi, fissati in una legge del 1910, ve ne è uno abbastanza singolare: se uno dei coniugi ha il vizio del gioco di azzardo.

Nel resto del mondo la maggioranza degli Stati antidivorzisti è nell'America Latina: ad esempio il Brasile, il Cile, il Paraguay, la Colombia e l'Argentina, dove l'istituto del divorzio ebbe una vita brevissima sotto il regime di Peron.

01 Dicembre 2019