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Domenica 18 Agosto 2019

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20 luglio 1975

Il rock provocatorio e rabbioso di Bennato

Cinquecento giovani al concerto della «Spettacolo»

Il rock provocatorio e rabbioso di Bennato

I suoi brani (ne ha presentati quattordici) attaccano la società dei «marpioni», ed un certo tipo di cultura e di costumi - Pubblico soddisfatto

Quattordici canzoni ironiche e rabbiose e quattordici modi diversi di camminare sulla strada della contestazione militante. Questo Edoardo Bennato ha presentato all'oltre mezzo migliaio di giovani convenuti, venerdì sera, al suo concerto nella Palestra Spettacolo.

Il grido ribelle di questo singolare artista napoletano non può e non deve essere considerato, comunque, puramente fine a se stesso, creato cioè allo scopo di denunciare e colpire con l'arma del sorriso amaro i «marpioni» (come lui li chiama) che reggono le fila. Crediamo invece che la validità artistica del suo messaggio sia al momento la più completa. Ciò perchè Bennato tende ad accentrare molto bene la attenzione su di sé con una musica ritmica di chiara impronta rockistica la quale, praticamente, fa da tramite fra l'artista sul palco ed il pubblico. Così i testi, allusivi a diretti, assumono in chi ascolta la funzione importantissima di rappresentare, miscelati al divertimento rock, i problemi sociali e di costume del paese. In questa maniera il contatto con la protesta vitale è quasi viscerale ed entra subito in nuda con lo spettatore.

Bennato affronta perciò di petto (a volte rasenta la provocazione di retta) i problemi che particolarmente gli sembrano gravi. Così per l'emigrazione canta «Uno buono», per la retorica militare «La bandiera», per l'alienazione urbana «Ma che bella città» e via discorrendo arrivando anche a inquadrare momenti qualificanti di un certo tipo di cultura («In fila per tre», «Signor Censore», Feste di piazza...).

La sua, in certi momenti, sembra una vera e propria lotta condotta dal nuovo contro l'antico, dal singolo contro tutti gli altri. Per le sue elucubrazioni si avvale anche di varie armoniche a bocca che in talune circostanze diventano un vero e proprio respiro nel brano oltre che momento caratterizzante di tutta la sua produzione.

La sua presenza scenica ci è parsa di buon gusto anche se lo ricordavamo più esplosivo ed ardente.

In totale il concerto ha soddisfatto il pubblico. Molti però ritengono Bennato uno dei «marpioni» che così ironicamente affronta nei suoi tesi. Se ciò sia da considerare nel vero, non lo sappiamo; di certo il malloppo (mezzo milione circa) racimolato venerdì se non è da considerare un colpo da «marpione» sicuramente ci va molto vicino.

LUCA DI GREGORIO

12 Luglio 2019