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Martedì 15 Ottobre 2019

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22 giugno 1963

Giovanni Battista Montini diventa papa Paolo VI

Ieri alle ohe 11,21 uh applauso irrefrenabile in piazza San Pietro: fumata bianca

Giovanni Battista Montini diventa papa Paolo VI

Il Conclave è durato 42 ore e 22 minuti - Il nuovo Pontefice sarà incoronato il 30 giugno festa della commemorazione dell'Apostolo delle genti - Al momento di accettare l'Arcivescovo di Milano ha pronunciato le parole: "In nomine Domini" le stesse scritte sul suo stemma

La Chiesa ha il nuovo Papa.

«Habemus Papam!», ha annunciato poco dopo il mezzogiorno di oggi, venerdì 21 giugno, anno di grazia 1963, il cardinale protodiacono Alfredo Ottaviani, dalla loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro.

Il successore di Giovanni XIII alla cattedra di San Pietro è Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, «primo porporato» di Papa Roncalli. Nell'edizione ordinaria dell'«Osservatore Romano» distribuita pochi minuti dopo la prima benedizione papale «Urbi et Orbi», il nuovo Papa viene così definito: «Il porporato che l'alta virtù religiosa, la lunga consuetudine romana, la conoscenza pastorale in una insigne archidiocesi, la conosciuta dottrina, la ispirata incisiva eloquenza, lo spirito dì carità, la stessa dignità ieratica e mite della persona, indicavano quasi predestinata dalla virtù e dagli eventi». Insomma, il «papabile numero uno» ha mantenuto il favore del pronostico e da oggi egli sale al soglio di Pietro col nome di Paolo VI.

Si dice, ma non sappiamo con quanta aderenza alla realtà, che la maggioranza del Sacro Collegio sarebbe andata al cardinale Montini già al termine del secondo scrutinio, nel tardo pomeriggio. Il suo nome, dunque, sarebbe stato ripetuto almeno 54 volte (e forse soltanto così, cioè i due terzi più uno) dopo le votazioni «assaggio» della mattinata: ma stando sempre alle indiscrezioni, l'eletto avrebbe chiesto una notte di riflessione prima di accettare l'altissimo compito: quindi, stamane sarebbe stata ripetuta la votazione per scrutinio e i risultati avrebbero nuovamente dato più che la maggioranza allo stesso arcivescovo di Milano: da quel momento, la Chiesa cattolica apostolica romana aveva il suo Capo visibile.   

L'IMPEGNO
L'elezione del Cardinale Giovanni Battista Montini al Pontificato è un evento di carattere così universale che si rischia di cadere pel retorico.


Tracciamo alcuni punti di osservazione che ci sembrano meritevoli di considerazione:

1) la figura del nuovo Papa si staglia come quella di un uomo colto, aperto alle esigenze moderne, di valentissima tradizione diplomatica (fu il realizzatore della politica vaticana di vasti impegni di Pio XII), assai preparato nella vita pastorale (la sua «Missione di Milano» del '57 è un validissimo esempio d'apostolato serio e concreto) e mediatore tra varie tendenze nella vita della Chiesa (il suo intervento al Concilio sul tema «De Ecclesia» è  molto illuminante al riguardo);

2) l'eredità del Pontificato di Giovanni XXIII è indubbiamente pesante per gli impegni di un'azione a largo raggio (Concilio ecumenico, unità dei cristiani, compagno per lo pace mondiale), ma soprattutto per l'impostazione di una delicata tattica politica nei confronti dello storico duello morale che contraddistingue il nostro secolo, tra democrazia e comunismo, duello che impegna la Chiesa in una trincea dove inevitabilmente hanno da essere chiariti rapporti da troppi sprovveduti interpretati in chiave di disimpegno e di cedimento,

3) il nome del nuovo Papa, Paola VI, non a caso si ricollega a San Paolo, l'apostolo delle Genti, che proprio nel '63 dopo Cristo fu liberato dalle catene romene per l'ultimo gloriosa vicenda apostolica; né i Papi di nome Paolo furono disimpegnati dal loro tempo: Paolo I (757-767) fu il consolidatore del Potere Temporale; Paolo II (1464-1471) rafforza l'antemurale contro i turchi; Paolo III (1534-1549) convocò il Concilio di Tronto par ristabilire un argine contro la Riforma protestante: Paolo IV (1555-155°), nonostante le nequizie dell'età, condusse avanti fa riforma cattolica; Paolo V (1605-1621), fu paciere tra sovrani e tentò la riunione della Chiesa russa con la latina e potenziò le missioni in Asia;

4) Paolo VI si trova indubbiamente di fronte ai più gravi momenti della storia della Chiesa, in un periodo in cui dovranno decidersi le sorti del mondo imperniate sull'urto ideologico tra libertà e comunismo, fede e ateismo: si tratto di definire i tempi di un impegno che comprende il destino dell'uomo, in ogni suo aspetto, economico e politico, spirituale e sociale; la Chiesa di Roma è oggi l'unica potenza mondiale disarmata che abbia la possibilità e capacità di orientare popoli nuovi e vecchie nazioni sulla strada di un reale progresso senza venir meno ai principi inalienabili del riscatto della natura umana da ogni forma di dispotismo e di paura.

È l'auspicio che eleviamo dopo aver guardato la figura ieratica e benedicente del nuovo Papa, personaggio regale e umanissimo, che si ricollega fisicamente a Pio XII e moralmente a Giovanni XXIII.

Anche se può essere superflua ogni interpretazione personale, riteniamo che Paolo VI sfodererà la spada di Paolo di Torso sul campo delle battaglie ideali ove c'è bisogno, ora che il nemico preme alle porte stesse di San Pietro, di coraggio e di fiducia, di spirito d'iniziativa e di intransigenza, prima che sia troppo tardi per delimitare, di fronte agli incauti ed ai diabolici, i confini invalicabili dei «diritti di Dio». FIORINO SOLDI

19 Giugno 2019