il network

Martedì 15 Ottobre 2019

Altre notizie da questa sezione


16 giugno 1963

"I ragazzi del Piave" della prima guerra mondiale

Ricordiamo con orgoglio l'anniversario della "battaglia del solstizio"

"I ragazzi del Piave" della prima guerra mondiale

Quasi cent'anni fa la prima guerra mondiale giunse alla sua svolta decisiva.

Dopo Caporetto il maresciallo austriaco Conrad aveva declamato ai quattro venti: «Gli italiani sono rimasti aggrappati al davanzale di una finestra; basterà pestare loro le dita per farli precipitare!». Questo «davanzale» era massimamente rappresentato dal Grappa, dal Montello e dal Piave.

Il «colpo di martello» che avrebbe dovuto far precipitare gli italiani venne sferrato dal 15 al 23 luglio: si trattò di uno scontro violentissimo che doveva passare alla storia come «Battaglia del Solstizio». Appoggiati da un massiccio e sconvolgente fuoco di artiglieria, i nemici investirono i punti-chiave del nostro schieramento con una valanga di ferro, di fuoco e di uomini. Nelle nostre linee, più per imprevisti che per altro, vi fu qualche sbandamento. Gli austriaci riuscirono anche a superare il Piave ed a rintanarsi nei primi cespugli del Montello.

La nostra resistenza fu però commovente. Con una dedizione completa, i fanti, i bersaglieri, gli alpini, gli artiglieri e tutti gli altri nostri generosi soldati si aggrapparono con i denti ad ogni balza, ad ogni cespuglio e ad ogni metro di terreno, La pericolosa «sacca» del Montello, grazie anche al Piave che, in piena, distrusse il ponte di fortuna costruitovi dagli austriaci, venne eliminata. Il nemico picchiò poi, alla disperata e per più giorni, contro la più gagliarda diga umana che la storia mondiale ricordi. Era una diga formata dai «veterani» dell'Isonzo, del Monte Nero, di Gorizia, del Carso, delle Frasche e del Brenta e dai «ragazzi del '99», chiamati alle armi per coprire i vuoti che i morti avevano causato nelle nostre file.

«Monte Grappa,, tu sei la mia Patria...» cantava il «monte sacro»; «Mai più il nemico faccia un passo avanti...» rispondeva il Piave. E il nemico non passò. Per otto giorni, con la forza della disperazione, picchiò ad ariete, con furia cieca, contro le nostre linee. Poi schiantato, dovette arrendersi all'evidenza e si preparò a quella sconfitta che doveva portarlo a «risalire senza speranza quelle valli che aveva disceso con tanta orgogliosa sicurezza».

Alla «Battaglia del Solstizio» presero parte diverse migliaia di cremonesi. Parecchie altre migliaia si erano in precedenza schierate nei tratti del fronte dove più violenta era infuriata la mischia. A tutti questi nostri conterranei va la nostra riconoscenza e la nostra ammirazione. Il nostro pensiero memore e commosso va inoltre alle decine di migliaia di Caduti che, con il loro sangue ed il loro sacrificio, nobilitarono la nostra terra.

Ricordando la «Battaglia del Solstizio», offriamo ai lettori una breve panoramica di cremonesi che hanno preso parte alla prima guerra mondiale. Si tratta della medaglia d'oro Carletti di Cingia de' Botti, del «ragazzo del '99» Pozzari di Robecco d'Oglio, del bersagliere Mazzetti di Soncino, del portaferiti Lodoli di Genivolta, dell'alpino Sali di Ripalta Arpina e del fante Martinelli di Crema.

I nostri sei ospiti hanno battagliato, in date ed in luoghi diversi, preparando le gloriose e determinanti giornate del Solstizio. Per questo li abbiamo accomunati sotto l'unica bandiera di «ragazzi del Piave».

13 Giugno 2019