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Martedì 17 Settembre 2019

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25 aprile 1947

Libertà significa responsabilità.
E la gente non vuole responsabilità.

Dopo due anni. Chi lo avesse detto, il 25 aprile 1945, che dopo due anni; gli italiani avrebbero chiesto, non già di agire secondo la loro idea, ma di ricevere un ordine su quel che debbono fare!

Libertà significa responsabilità.E la gente non vuole responsabilità.

(...) Eppure, a voler essere obbiettivi, la cosa sta esattamente così. Libertà significa responsabilità. E la gente non vuole responsabilità. Piuttosto che scegliersi la propria strada, la gente preferisce obbedire a chi ordina una s t r a d a obbligata. Se si finirà nel fosso, si maledirà a chi ha dato l'ordine. Tale è il funesto retaggio della troppo lunga dittatura . Ma, per essere giusti anche verso noi stessi, la principale colpa di ciò grava sugli altri, sui Grandi, sui vincitori. Se delusione vi è, non solo in Italia, ma nel mondo avvilito, essa è da ascriversi alla ottusa insipienza con cui gli assertori di una moralità politica diversa da quella degli aggressori, hanno praticata la stessa, pesante, sterile attività. Nessuno di noi (che pure seguivamo senza credervi le promesse di Radio Londra) nessuno di noi poteva supporre che, nel violare quelle promesse propagandistiche, si sarebbe stati cosi poco intelligenti. Norimberga, l'abbandono della Polonia alla Ghepeù, la aberrante distribuzione dei soccorsi U.N.R.P..A. che è riuscita a rendere quasi invisa persino un'opera generosa e utile, la pazzesca politica in Germania, insomma tutta la linea di condotta dei vincitori 'è stata fatta, si direbbe, per demoralizzare ancor più la depressa gente d'Europa. ... (G. Romolotti)

(...) Anche nella Moravia è ritornata la primavera e Bmo è ammantata di fiori. Il vecchio castello della Spielberg è ancora solitario, come un tempo. Ma non si respira più l'aria eroica di quel periodo consacrato dalle «Mie prigioni ». Il vecchio museo italiano, costruito nelle celle di Pellico e di Oroboni, non esiste più. E. più grossa sorpresa, entrando nella chiesetta interna del carcere, ove ogni domenica si rivedevano, finchè incatenati e sorvegliati dagli sgherri, i nostri prigionieri, non si trova più la pala dell'altare, ma al posto della Madonna si scorge l'aquila nazista ed ai posto della croce, ci sta ancora la croce uncinata e sull'altare stesso, dove è sneora la pietra consacrata, aperto e illuminato da una lampada ci sta il « Mein Kampf » .. , Tristi constatazioni d'oggi e quel che è peggio è che le autorità morave non vogliono più ripristinare il vecchio museo italiano, sorte molto prima del fascismo. Non importa. In questo centenario. gran parte degli italiani dovrebbe peregrinare allo Spielberg. Il significato di Ieri è ancora vivo e palpitante oggi. L'Italia d'oggi sa che, da vuol risorgere deve riattaccarsi a quel ricordo: al ricordo dei nostri patrioti, ì quali, in comunità d'intenti con altri popoli, combatterono e soffersero con esemplare coraggio per la libertà propria, ma rispettarono la libertà degli altri. E questo il monito supremo che ci viene da quegli anni; e non c'è altra via da seguire, se non si vuole perdere di nuovo tutto, inesorabilmente. Fiorino Soldi

24 Aprile 2019