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Domenica 18 Agosto 2019

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15 aprile 1986

Rappresaglia contro la Libia: Reagan prende tempo

Tripoli intanto continua a minacciare tutto e tutti

Rappresaglia contro la Libia

Il mondo, con il timore di una terza guerra mondiale, attende gli sviluppi della crisi nel mediterraneo

Evidentemente la Casa Bianca vuole conoscere bene l'orientamento degli alleati europei - Voci e smentite su una riunione del consiglio della sicurezza nazionale

A Tripoli il ministero degli Esteri, le agenzie e i giornali avvertono che «commando suicidi» sono pronti alla rappresaglia in Europa e negli stessi Stati Uniti

Ancora una giornata di grande tensione e di estrema incertezza.

Chi riteneva che il «dossier Libia» fosse vicino al capitolo conclusivo, nel senso che oggi sarebbe stata presa la decisione definitiva dell'amministrazione Reagan sulla natura della «risposta» da dare al colonnello Gheddafi, gran patron del terrorismo internazionale, dovrà rivedere probabilmente i suoi conti.

Dopo avere in qualche modo alimentato un alternarsi di notizie e di smentite sulle possibilità di un intervento armato americano, oggi il muro del «black out» è caduto su tutta la Casa Bianca. Improvvisamente ma secondo un ordine proveniente dall'alto, la parola d'ordine è stata quella del silenzio; per ore e ore i corrispondenti accreditati presso gli uffici dell'esecutivo hanno cercato di saperne di più, di decifrare qualche presa di posizione ufficiale. Ma tutto è stato inutile, almeno fino a quando la stessa amministrazione ha desiderato che il riserbo dominasse la scena. E non ci è voluto molto per capire che l'attenzione principale di Ronald Reagan e dei suoi principali collaboratori era polarizzata non tanto dagli eventi americani, quanto dagli avvenimenti che maturavano oltre oceano. E più precisamente all'Aia dove erano riuniti i ministri degli Esteri dei dodici, per concertare una comune risposta europea alla sfida del tracotante colonnello di Tripoli.

Evidentemente, l'amministrazione non voleva che i ministri dei paesi alleati, i quali nei giorni scorsi non avevano lesinato le critiche e le riserve per l'atteggiamento troppo «duro» assunto dall'amministrazione nei confronti della Libia, potessero riunirsi sull'onda di notizie allarmistiche o troppo tranquillizzanti provenienti dall'altra parte dell'Atlantico. 

12 Aprile 2019