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24 ottobre 1971

L'ultimo dono di Fiorino Soldi

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

24 Ottobre 2018 - 07:00

L’ultimo dono di Fiorino Soldi

A quasi quattro anni dalla sua tragica scomparsa esce in questi giorni il suo ultimo dono

Qualche mese dopo la sua tragica scomparsa nel Borneo un gruppo di amici volle rendere omaggio a Fiorino Soldi, pubblicando il primo capitolo di un romanzo inedito («Colloqui cremonesi», aprile 1968, «L'altana», pagg. 79-85): un romanzo rifiutato da un grande editore milanese, perché giudicato troppo pulito come tema e come stile.

Il taglio di quel primo capitolo aveva lasciato in tutti il gustoso desiderio di leggere per intero il lavoro dell'amico scomparso.

E' uscito in questi giorni, fresco di stampa, il suo ultimo dono: uno splendido fiore autunnale, come un crisantemo dorato.

In questo romanzo, forse più che in tutti gli altri suoi  lavori, Fiorino Soldi è presente con la compiutezza della personalità di uomo, di  cittadino, di cristiano impegnato in una difficile battaglia globale.

Leggendolo, si è ripresi dal fascino di questo amico che ci ha lasciati, improvvisamente, ormai da quasi quattro anni: è un'opera in cui anche la sua morte è presagita in modo forte e violento perfino nei particolari.

Uno dei personaggi principali  del romanzo, infatti, scompare tragicamente nelle acque del nostro fiume, il Po:
«non c’è altro da fare allora che aggrapparsi alle radici dei vecchi tronchi o ai rami delle piante che sporgono sull'acqua: ciò che Francesca sta facendo sostenuta da Alberto che sente la barca sfasciarsi sotto i piedi e tutte le onde precipitarsi sopra di lui. Nella tempesta l’urlo vano di Francesca in salvo» (pag. 139)

L'amore di Alberto e di  Francesca è il filo conduttore del romanzo: un amore pulito, ricco di poesia anche in mezzo al duro contrasto di due condizioni sociali, politiche e culturali opposte: lui figlio di un nobile aristocratico della cittàa, lei di un architetto cremonese che, dopo lunghi anni di esilio politico a Parigi, torna in patria, per combattere una battaglia urbanistica iniziata durante il regime fascista. Alberto e Francesca sono due ragazzi tipici di un certo livello cittadino.

 

Cremona protagonista

Ma il romanzo di Fiorino  Soldi non è tutto qui; anzi, è specialmente altrove. Protagonista, infatti, è la «città», la nostra città alla quale l'Autore sembra avere intentato un «ultimo» processo decisivo. Tenacemente legato a una sua idea di giornalismo polemico, Fiorino Soldi non ha rinunciato, neppure in questa ultima inconsapevole occasione, a mettere a fuoco paurose deficienze cittadine (appunto come nei suoi neretti di «Processo alla città» e di «Stop»: due rubriche che egli redigeva personalmente con ammirabile costanza).

Usando abilmente della sua cultura storica e della sua conoscenza della cronaca della città, Fiorino Soldi ha saputo rievocare, con stile incisivo e suggestivo, uomini e tempi, luoghi e idee degli ultimi ottant'anni di vita cremonese, connettendo realtà e fantasia in un disegno organico sul quale non mancheranno le ricerche più arrischiate. Saggiamente, infatti, l'Autore varia nomi e contrassegni fisionomici di luoghi e di persone; ma il lettore appena appena provveduto sui risvolti della vita cittadina, non troverà difficile scoprire l'identità di personaggi coinvolti nel bene o nel male, nell'ultimo romanzo di Fiorino Soldi.

Chiarissima, invece, è la galleria di persone ormai defunte, sulle quali il giudizio del romanziere è sempre puntuale: dal vescovo Geremia Bonomelli al papa Giovanni XXIII, da Roberto Farinacci a personalità minori del nostro vivere cittadino di ieri e di oggi. Storia e fantasia, dunque, miscelate con raro equilibrio. Probabilmente, se l'Autore fosse vivo, questo suo polemico romanzo sarebbe al centro di una grossa battaglia. Egli non ha offeso nessuno, nè dei vivi nè dei morti: eppure, molti si sentiranno toccati, anche solo indirettamente, dalle strette di mano o dalle sciabolate di questo impenitente moschettiere della comunità cremonese.

«L'altana» non è una specie di «love Story» cremonese, ma un grande affresco di questa nostra città, con i suoi fermenti politici e sociali, i suoi problemi economici e urbanistici, le sue tradizioni e contraddizioni, le sue miserie, le sue ricchezze. E', infatti, il ricco patrimonio delle sue bellezze artistiche e naturali che Fiorino Soldi ricrea per i lettori, con un tenerissimo atto d'amore per la sua Cremona. I veri protagonisti del romanzo sono i colori della città, i suoni ora festosi ora funerei delle campane, le strade del centro e della periferia, e, finalmente, il fiume, il nostro grande fiume sul quale fiorisce l'amore dei due giovani, Alberto e Francesca: un amore pulito al cospetto della città:

«...tenendola stretta a sé osserva con lei lo spettacolo della città lontana, rosso scenario nell'azzurro del cielo, mentre dalla Gran Torre si libera il suono dell'Angelus» (pagina 86).

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