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Portulaca Orlacea o Erba Grassa

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emanzini@laprovinciacr.it

02 Agosto 2017 - 17:38

Per quanto riguarda il nome botanico, esso deriva dal latino e significa piccola porta, derivato dal modo in cui si aprono i boccioli, mentre il nome arabo usato nel medioevo baqla hamqa che significa pianta pazza, faceva riferimento al modo in cui i rami si estendono al suolo senza alcun controllo. E' di probabile origine sudamericana. Purtroppo negli ultimi anni se n’è persa memoria, fino a considerarla comunemente un’erbaccia infestante degna solamente di essere estirpata, finché lentamente si è cominciato a riscoprirla per le sue proprietà. Esistono differenti varietà di portulaca, che si differenziano per colore delle foglie e del fusto, oltre che per lo spessore. La portulaca oleacea è una piantina perenne o annuale, molto rigogliosa in tutta Italia, caratterizzata da una crescita incredibilmente veloce, può crescere fino diversi centimetri al giorno, e i semi rimangono vitali nel terreno fino a 40 anni. La si riconosce facilmente: è una pianta erbacea strisciante con foglie piccole, doppie e cerate. La si può trovare sino ad un'altitudine di 1500 metri di altitudine, da maggio fino alle prime gelate, in quasi tutti i tipi di terreno. Le sue doti di adattabilità sono infatti davvero sorprendenti, la si trova allo stato spontaneo negli orti, nei prati e nei campi, ma anche ai bordi delle strade, fra la ghiaia e tra le crepe di asfalto. Anche se strappata o calpestata è poi sorprendente la sua propensione a rigenerarsi.

È nota nelle diverse regioni con diversa denominazione: in italiano come porcellana, procaccia, purselana, erba grassa, barzellana ,purcacchia o purcacc, porcacchia, precacchia, porcacchia o perchiacca,pucchiacchèlla, purchiacchèlla, chiaccunella o picchiacchella (in alcune zone del Sannio viene chiamata, eufemisticamente, erba vasciulella per evitare il diretto riferimento dialettale alla pucchiacca, l'organo genitale femminile in napoletano), perchiazza, sportellecchia, andraca, purchiacca, purchiazzë, purciaca o purciddana], perchiazza o spurchiazza ,prechiazze, precchiacche, 'mbrucacchia, brucacchia o purbacchia.. In inglese come purslane, purslave, pursley, pusley; in spagnolo e catalano come verdolaga, verdalaga, buglosa, hierba grasa, porcelana, tarfela, peplide (Spagna), colchón de niño (Salvador), flor de las once (Colombia), flor de un día, lega (Argentina); in portoghese e galiziano come beldroega, bredo-femea, baldroaga; in basco come ketozki, ketorki, getozca; in francese come pourpier, portulache; in còrso come erba fratesca; in curdo come par-par; in cinese come ma-chi-xian.

L'uso nella medicina popolare

Nella medicina dell'antico Egitto era utilizzata come erba medicinale, mentre era coltivata durante il Medio Evo nei Paesi Arabi e nel Bacino del Mediterraneo, soprattutto in Spagna.Ad esempio Plinio il Vecchio la considerava un’erba utile per togliere il malocchio.

In Arabia Saudita, Emirati Arabi e Yemen, sono coltivate diverse varietà di portulaca della sottospecie sativa. Negli Emirati Arabi la varietà coltivata è reperibile in molti negozi di ortaggi per essere utilizzata come insalata. Nelle regioni dell'Italia meridionale la portulaca, raccolta negli orti come spontanea, veniva venduta alla rinfusa da ambulanti durante gli anni 1950 – 1960. Nella medicina cinese tradizionale, la portulaca era utilizzata nelle tisane come sollievo contro dolori allo stomaco e al fegato

La cultura medievale attribuiva alla pianta un valore apotropaico, il potere di tenere lontani gli spiriti maligni. Era molto utilizzata alla corte di Luigi XIV, il Re Sole.

Nella cucina napoletana era un tempo raccolta insieme alla rucola da piante che crescevano spontaneamente, e venduta da ortolani ambulanti.

Nella cucina romana la portulaca, o porcacchia, appartiene a quel misto di varie verdure, domestiche e selvatiche, che sono consumate crude in insalata sotto il nome di misticanza o insalata di mescolanza. Anticamente questa misticanza la portavano a casa i frati passando a chiedere l'obolo alle famiglie: in Corsica, la portulaca viene tuttora chiamata “erba fratesca”.

Nella cucina siciliana, 'a purciddana' è usata per la preparazione di insalate, come l'Insalata ferragostana con pomodori, cetrioli, cipolle stemperate in olio aceto, e sale; oppure nell'insalata con verdure lesse, dove le foglie e i giovani germogli sono usati con patate bollite e cipolle al forno. Altro uso è quello di preparare piccola frittelle di Purciddana, in cui le cime della pianta - intinte in una pastella di acqua e farina - sono fritte singolarmente in olio ben caldo e poi servite come stuzzichini o antipasti.

Era considerata preziosa per le proprietà antiscorbutiche dagli equipaggi delle navi. È molto importante sapere che tutte le parti di questa pianta sono commestibili, sia i fiori sia i semi sia i fusti.

Negli anni, sono state scoperte notevoli proprietà nutritive e medicinali. Nella Portulaca c’è una quota molto alta di omega 3, cosa che la rende il vegetale più ricco di questa sostanza. Di conseguenza, è molto utile per ridurre i livelli di colesterolo cattivo, è un infiammatorio naturale, aiuta lo sviluppo cerebrale e il rafforzamento del sistema immunitario, rallenta l’invecchiamento della pelle ed è amico del sistema cardiocircolatorio. Ha ottime quantità di potassio (494 mg su 100 g) e di magnesio ( 68 mg per 100g). Nella Portulaca c’è anche una buona quantità di vitamina C. , contiene acido α-linolenico, possiede un elevato contenuto di proteina cruda e di polisaccaridi idrosolubili, una buona tolleranza alla salinità e una discreta capacità di accumulo di metalli pesanti. Pertanto vegani e vegetariani, o semplicemente chi non ama il pesce, può mangiare questa pianta, ricevendo ugualmente la quantità di omega 3 necessaria per la salute del nostro organismo. Alle sue proprietà antiscorbutiche si affiancano proprietà depurative e diuretiche.

Uso interno

Alla portulaca sono ascritte proprietà depurative, dissetanti, diuretiche e anti-diabetiche. Viene consigliata per curare diarrea, vomito, enterite acuta, emorroidi ed emorragie post-partum.

Uso esterno

Un impacco di foglie è usato in caso di foruncoli, punture d’api ed eczema.

Usi della Portulaca in cucina

Tutte le parti della Portulaca sono commestibili. In cucina possiamo utilizzare le foglie e i rami più teneri, questi ultimi usati prevalentemente crudi.

Gli usi della Portulaca al giorno d'oggi riguardano soprattutto la cucina. La portulaca viene raccolta come erba spontanea oppure viene coltivata come erba aromatica. Viene utilizzata a crudo soprattutto per la preparazione di insalate. La portulaca è anche un ingrediente di minestre, condimenti e ripieni per ravioli e pasta fresca, frittate e conserve sottaceto.

Nella cucina "povera" napoletana la portulaca veniva abbinata tradizionalmente alla rucola per la preparazione delle insalate. Anche nella cucina siciliana la portulaca trova spazio come ingrediente delle insalate estive, con un abbinamento tipico che prevede pomodorini e cetrioli. Nella cucina romana la portulaca fa parte del misto di insalate ed erbe che compongono la misticanza.

Viene utilizzata cotta a vapore soprattutto nel nord Europa, sia saltata nel burro e fritta in pastella, sia nelle zuppe casalinghe per arricchire di aromi il piatto. Passata in padella con olio, cipolla, patate e ortaggi misti diventa un ricco secondo, velocissimo da preparare e genuino. Una sorta di ratatouille ancora più rustica. Un altro modo per usarla in cucina è conservarla sott’olio una volta sbollentata in acqua e aceto, da servire accanto a crostini, olive e cipolline in agrodolce per antipasto.

Anche i semini della portulaca sono ottimi in cucina: prima che la pianta cresca invece si possono raccogliere i semi da aggiungere all’impasto del pane o nello yogurt insieme ai cereali per una colazione nutriente.

Una volta sbollentata e fatta insaporire in padella è ottima come condimento originale per la pasta, per frittate, per ripieni, per fare un pesto originale oltre ad esser ottima aggiunta alle patate per preparare gnocchi gustosi. Tagliata a tocchetti la si può poi conservare sia in salamoia che sott’aceto da utilizzare come surrogato del cappero in inverno.

Controindicazioni

L’unica controindicazione dell’utilizzo della Portulaca oleracea riguarda i soggetti che soffrono di calcoli renali. La pianta, infatti, contiene ossalati, cioè sostanze che, in soggetti predisposti, contribuiscono alla formazione dei fastidiosi calcoli.

Unica raccomandazione in caso di utilizzo in cucina è quella di cogliere la Portulaca in luoghi il più possibile incontaminati evitando quella che cresce su marciapiedi, strade ed orti nel caso si utilizzino fitofarmaci, questo anche perché la portulaca tende ad assimilare i metalli pesanti.

 

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