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26 settembre

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

28 Settembre 2017 - 04:05

IL CASO
Moto sulle ciclabili, bici sui marciapiedi. Più telecamere contro i maleducati
Gentile direttore,
negli ultimi anni il comportamento di noi cremonesi dimostra una riduzione netta del senso civico. Io abito nel quartiere Po, perciò parlo di quello che vedo quotidianamente, ma lo stesso avviene in ogni parte della città, dove, ad esempio, in pieno centro ciclisti viaggiano sui marciapiedi e ben si guardano dal fermarsi incrociando pedoni, anzi sono questi ultimi che si scansano!
In via Adda e in via Vittori é ormai normale passare sotto i portici in bicicletta. Sul viale di Po i ciclisti passano sulla parte dei pedoni, i pedoni sulla parte ciclabile. Automobili e motociclette sfrecciano allegramente e velocemente, rasentando passi carrai ed uscite dei pedoni.
É frequentissimo vedere moto ed auto passare col rosso già scattato ai due semafori del viale, ad alta velocità. Ieri una mamma usciva dal cancello con un piccolo nel passeggino, nel momento in cui uno scooter uscito da via Serio sfrecciava verso via Lambro sulla pedonale e per poco non prende in pieno il bimbo. Presumendo che polizia, carabinieri, vigili urbani siano molto pochi, visto che si vedono raramente sulle strade cittadine, forse sarebbe opportuno installare videocamere un po’ dappertutto. Il costo sarebbe certamente coperto dalle contravvenzioni date.
So bene che, come sempre, rappresentanti di partiti d’opposizione grideranno allo scandalo, accusando il sindaco di voler rimpinguare le casse del comune con le multe (succede che i partiti di destra si scandalizzano quando il sindaco é di sinistra, e viceversa). Per gli amanti della privacy (in italiano ‘riservatezza’) ricordo che moltissimi recenti autori di crimini sono stati scoperti grazie a telecamere situate in edifici privati.
Avere la certezza di pagare una ammenda se si viola una legge, ci darebbe una bella calmata a tutti. Infine chiedo: se, Dio non voglia, un giorno uno di noi venisse ucciso mentre esce di casa da un disgraziato che passa sul passaggio pedonale ad alta velocità sfiorando i cancelli delle case, cosa costerà il dolore che graverà sui suoi cari, che valore ha la perdita della sua vita per la vittima?
Guido Loffi
(Cremona)

Le telecamere sono un deterrente efficace, ma è necessario intervenire a monte con azioni finalizzate a modificare le abitudini sbagliate degli utenti della strada. Le contravvenzioni hanno questa funzione perciç ben vengano.

L'AMARCORD
Le fasciste Colonie Padane sdoganate dal Pci

(Il comizio di Giancarlo Pajetta alla Festa de l'Unità alle Colonie Padane il 22 luglio 1973)
Signor direttore,
vorrei collegarmi, con questi appunti, ai pregevoli articoli sulla storia e sul rilancio delle Colonie Padane (rilancio alla cui presentazione ho partecipato con soddisfazione). Nel suo fondino domenicale Lei cita tra i momenti di vitalità popolare delle Padane nel dopoguerra anche le feste di partito. In effetti esse furono memorabili per moltissimi cremonesi. Iniziarono i comunisti il 15 settembre 1946 con una delle primissime feste de l’Unità che si tennero in Italia.
Qui fu battezzata come la festa ‘settembrina’ e narrano le cronache che vi parteciparono sulle diecimila persone! Parlarono il sindaco socialista Gino Rossini, il capo partigiano Alessandro Vaia, Giacomo Bergamonti; vi furono un raduno ciclistico provinciale, un torneo di pugilato eccetera. Successivamente ogni anno si tennero le settembrine feste de l’Unità fino al 1957. Esse poi si svolsero in località ‘rosse’ della provincia, come Gussola, Piadena, Stagno Lombardo, Bosco ex Parmigiano.
Ma col 1972 la festa provinciale comunista riprese alla grande nelle Colonie Padane. Le colonie, dopo essere state, in qualche modo, tenute aperte ed utilizzate dall’ente colonie e poi dal Comune, erano in quel periodo ormai da qualche anno assai neglette. Segretario del Pci cremonese nel ‘72 era Giuseppe Garoli ed egli chiese all’allora sindaco Emilio Zanoni di potervi tenere la festa de l’Unità. Se ricordo bene Zanoni rispose: «Sì ma il Comune ora non può farsi carico di portare il sito nelle necessarie condizioni di igiene e sicurezza».
Se ne prese carico e responsabilità il partito ed alcune centinaia di volontari sacrificarono settimane di ferie e tempo libero e sgombrarono camionate di terriccio e quant’altro, allestirono tubazioni di scolo ed idrauliche, rete elettrica ed illuminazione, aree praticabili e così via. Per diversi giorni del luglio 1972 (e anni successivi) ondate di popolo cremonese, con file lungo tutta via del Sale, invase le colonie che tornarono così a vivere.
Nel luglio dell’anno successivo, il 1973, vi ebbe luogo un comizio stracolmo di popolo con Giancarlo Pajetta. Il Comune intanto avviava progetti di manutenzione e miglioramento (se ne occuperanno coi conseguenti lavori per esempio assessori come Piazza e poi Carletti e De Crecchio con i tecnici comunali...).
Ricordo che il sindaco Zanoni fece collocare alla fontanella del parco – forte segno di rinnovato interesse del Comune – un busto (opera dello scultore Priori) del ‘Piccio’ con una epigrafe che mi pare stese egli stesso. Nelle successive feste de l’Unità alle Padane i cremonesi poterono assistere a spettacoli come quelli con Lucio Dalla, i Mattia Bazar, Napoli Centrale con James Senese...
Anni dopo queste manifestazioni si spostarono nella nuova Fiera di Cà dè Somenzi, ma intanto l’oblio ed il degrado si erano interrotti. In quegli anni anche il Psi tenne formidabili feste de l’Avanti. Per esperienza diretta debbo dire in proposito che anche nei momenti di aspro scontro tra Pci e Psi che allora ebbero luogo, le ‘intendenze’ dei due partiti continuarono a collaborare sotto traccia con scambio di griglie, fornelli e tavoli (non poltrone...) e trasporti var ... insomma le Padane dettero un contributo positivo al sempre difficile rapporto tra le sinistre.
A parte le battute, anche da queste forti iniziative popolari derivarono sensibilità e spinte e comunque il Comune, negli anni Settanta ed Ottanta, fece importanti lavori di manutenzione e ripristino che interruppero il degrado in quel periodo, mise un custode con relativo alloggio, scelse di evitare una qualche forma di alienazione.
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

Dico no allo Ius Soli
Diritti degli italiani da tutelare
Gentilissimo direttore,
sono un normale cittadino che segue con interesse la politica e quanto le ronza attorno sperando di trovare ogni volta qualcosa che faccia gli interessi nostri (specifico: di noi poveri normali cittadini). Questa mattina (24 settembre ) ho seguito con interesse sulle reti televisive alcuni interventi di politici vari che a domanda rispondevano a svariate argomentazioni che andavano dalla legge elettorale per passare all’imminente Def per poi finire alla tanto agognata legge dello ius soli. Premesso che non sono un razzista ma un fedele difensore della nostra cultura di italiani, per questo credo che tale legge sia solo un passaggio elettorale per far piacere ad una parte di politici italiani e non, mentre tutto il resto sembra non esistere più. E per il resto intendo quelle famiglie che oltre ad essere in povertà assoluta subiscono i soprusi di una giustizia che taglia in due i diritti acquisiti in tantissimi anni di lavoro e sacrifici.
La nostra Costituzione in alcuni importanti articoli significativi riporta che ogni cittadino ha diritto ad essere tutelato nel lavoro e deve ricevere una retribuzione adeguata al lavoro che svolge; importante soprattutto l’articolo della Costituzione in base al quale che ogni cittadino inabile al lavoro ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. Da noi invece si fa di tutto per distruggere questi diritti acquisiti a favore di personaggi pseudo-profughi che entrano clandestinamente nel nostro paese per farsi mantenere in barba a quei cittadini che veramente ne avrebbero bisogno e che per una vita hanno aiutato questo nostro Paese a farsi una reputazione, reputazione che ora i nostri politici e governanti stanno distruggendo.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Elezioni in sicilia, Pd fuori gioco
Scontro tra 5 Stelle e centrodestra
Signor direttore,
previsioni sull’imminente voto regionale siciliano. Col Pd lacerato da persistenti diatribe interne (e praticamente fuori gioco) è facile prevedere che l’esito del duello sarà deciso dallo scontro tra M5S e centrodestra. Un’anticipazione di quanto potrebbe accadere alle politiche della prossima primavera?
Achille Conti
(Cremona)

Cremonese/1.
Forza e coraggio coi Bellator Frusino
Egregio direttore,
il prossimo turno la Cremonese affronterà il Frosinone nel nuovo stadio Benito Stirpe la cui inaugurazione sarà il 28 settembre, vale a dire pochi giorni prima della partita del 2 ottobre contro i grigiorossi. E’ facile prevedere che, in questa occasione, il nuovo stadio si trasformerà in un’arena dove i giocatori locali, incitati dal loro pubblico, combatteranno con forza e coraggio per conquistare una vittoria che renda onore all’evento. Quella forza e coraggio che non sono mai mancati al popolo ciociaro, tant’è vero che sullo scudetto del Frosinone calcio compare un leone rampante che trae origine dal gonfalone della città dove l’immagine del re della foresta risulta accompagnata dalla citazione ‘Bellator Frusino’. Dove Bellator significa, in latino, guerriero mentre Frusino è il nome dato dagli antichi romani all’odierna città di Frosinone, i cui abitanti ancor oggi vengono chiamati frusinati.
L’appellativo di Bellator Frusino fu dato agli antichi frusinati dal cantore romano Silio Italico quale riconoscimento al coraggio con cui si opposero, nella seconda guerra punica, all’avanzata su Roma del cartaginese Annibale. Per vincere la battaglia dello Stirpe ed opporsi così all’avanzata (in classifica) dei ‘bellato’ frusinati i nostri grigiorossi dovranno giocare una partita tutta forza e coraggio. Quella forza che non è mai mancata ai cremonesi fin dal tempo del mitico Zanen de la bala, anche se in questo caso, i grigiorossi per emulare Zanen dovranno dimostrare di avere ‘fortitudo’ più che in ‘brachio’ soprattutto in pedibus!
Tonybos46
(Cremona)

Cremonese/2
Spauracchio Zeman passato: chi ci ferma?
Signor direttore,
Zeman, il famoso allenatore, che crea e da spettacolo col suo modo, di interpretare il calcio, ad essere sinceri allo Zini sabato pomeriggio non si è visto. Mi vien spontaneo dire la famosa frase: «Chi la visto?». Se vogliamo analizzare per intero l’incontro, il possesso palla per tutto il primo tempo, e l’inizio della ripresa per i primi venti minuti, era prevalentemente nostro. Poi e devo dire finalmente, (perché non si era mai alzato dalla panchina), si è degnato, di uscire allo scoperto, come detto sopra, era il 20° della ripresa, impartendo alcune indicazioni e suggerimenti ai suoi giocatori. Ma nonostante questo, la gara non ha cambiato volto. Ai punti alla fine, avremmo vinto sicuramente noi. Il pari, lo 0-0, ci sta stretto. Anche se il nostro portiere alla fine è stato bravissimo a neutralizzare una punizione tirata dal limite dell’area salvando la partita. Tutto ciò cosa dimostra: che abbiamo una buona squadra, con uomini determinati grintosi di categoria, che combattono dal primo all’ultimo minuto di gioco a viso aperto contro tutti, dimostrando che non siamo inferiori a nessuno. Abbiamo 8 punti in classifica, decimo posto in solitudine, distanziati di cinque dalle prime due, Perugia e Frosinone a quota tredici. Inoltre, mi sia concesso sottolineare, che avevamo fuori per infortunio due giocatori cardine della squadra, che non sto nuovamente a citare come tutti sappiamo. Forza ragazzi, se abbiamo superato brillantemente questo spauracchio, nulla è precluso.
Andrea Delindati
(Cremona)

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