L'ANALISI
15 Gennaio 2026 - 10:28
Sabato 24 gennaio 2026, ore 16.00
Sala Cremonesi, Piazzetta W.T. Gregorj 5 – Crema
Il Gruppo Antropologico Cremasco, in collaborazione con Studio Alice – Alice nella Città di Castelleone, invita tutti a partecipare all’incontro.
STRADE BLU
Un viaggio dentro l’America
letto e commentato da DONATA RICCI e UMBERTO BELLODI.
“Sulle vecchie cartine stradali d’America, le strade principali erano segnate in rosso e quelle secondarie in blu. Adesso i colori sono cambiati, ma subito prima dell’alba e subito dopo il tramonto brevi istanti né giorno né notte – le vecchie strade restituiscono al cielo un poco del suo colore, assumendo a loro volta un’arcana tonalità blu. È l’ora in cui le strade blu hanno un fascino intenso, e sono aperte, invitanti, enigmatiche: uno spazio dove l’uomo può perdersi”.
Quando Einaudi nel 1988 pubblica l’edizione italiana di Strade blu. Un viaggio dentro l’America, s’intuisce subito che diventerà un classico della narrativa contemporanea. Tant’è che la locuzione “strade blu” diviene una sorta di brand, dando il nome anche ad una collana editoriale.
Ma perché parlarne ancora oggi? Innanzitutto perché si tratta di un libro bellissimo e affascinante, ma anche perché soddisfa il desiderio di far riemergere l’America “buona” in questi tempi cupi, quell’America che ci ha regalato infiniti stimoli e suggestioni in svariati campi: cinema, musica e, appunto, letteratura.
Siamo in Missouri, Midwest, cuore geografico del continente nordamericano e corrono i primi anni ’80. Heat-Moon (nome di chiara derivazione nativa) sta attraversando un periodo complicato: la moglie lo lascia e contemporaneamente perde il lavoro. È disorientato. E allora decide di partire, a bordo di un furgoncino che battezza Ghost Dancing, per intraprendere un viaggio “dentro” l’America, in un itinerario circolare lungo le blue highways, quei filiformi tracciati quasi invisibili sulle cartine geografiche, di cui i turisti solitamente ignorano l’esistenza. Va alla ricerca di un’America differente, lontana dai grandi centri abitati ma generosa di spunti di riflessione e di incontri occasionali illuminanti: quella che siamo soliti definire l’America “profonda”. Porta con sé due libri: Foglie d’erba di Whitman e Alce nero parla di Neihardt. Il risultato è un avvincente diario di viaggio, un viaggio non soltanto geografico ma soprattutto interiore.
Donata Ricci ama definirsi una ragazza degli anni ’70 che, dopo gli studi liceali classici, sente il desiderio di sviluppare la conoscenza dell’uomo moderno, laureandosi in Scienze Politiche ad indirizzo sociologico. La sua intera vita professionale si svolge nella sanità pubblica cremasca, ma fin dall’adolescenza coltiva l’interesse per la musica contemporanea, collaborando tuttora con riviste specializzate (Late For The Sky, Buscadero) e web magazine (Rootshighway). Da alcuni anni cura il podcast radiofonico Motel Life, proponendo approfondimenti di carattere sia musicale che letterario e ricercando i legami che intercorrono tra i vari mezzi espressivi. Da sempre appassionata di fotografia, frequenta da oltre vent’anni il Fotoclub Ombriano Crema, rivestendo anche ruoli direttivi. Ama leggere e scrivere e partecipa alle pubblicazioni del Gruppo Antropologico Cremasco e ad altri quaderni culturali. Talvolta si domanda come mai non abbia provato a trasformare i suoi interessi in un’attività lavorativa, ma in fondo conosce già la risposta: è meglio che le passioni restino tali, se diventano doveri può darsi che non ci appassionino più.
Umberto Bellodi (Crema, 1977) è un operatore culturale attivo dal 1996 nel settore dello spettacolo dal vivo e della formazione. Laureato in filosofia, ha lavorato con il Teatro Itinerante di Cremona e collabora dal 2003 con l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, per la quale ha coordinato progetti culturali e di formazione tecnica e artistica in Europa e America Latina. Dal 2010 assiste l’Education, Audiovisual and Culture Executive Agency a Bruxelles per la valutazione dei progetti sostenuti dall’Unione Europea. Per nove anni, fino al 2024, è stato membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione San Domenico ricoprendo la carica di Vice Presidente a partire dal 2018. Nel 2007 ha fondato con altri 11 componenti l’associazione ‘Alice nella città’ a Castelleone (Cremona), con la quale realizza progetti artistici e culturali di matrice comunitaria e partecipata.
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