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Il Coro Polifonico Cremonese esegue la Messa di Amilcare Ponchielli

Nella chiesa di Sant’Agata, all’interno del ‘Festival Ponchielli’, la versione con accompagnamento di organo

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10 Novembre 2021 - 11:49

Il Coro Polifonico Cremonese esegue la Messa di Amilcare Ponchielli

Il Coro Polifonico Cremonese

Sabato 13 novembre, alle ore 21, nella chiesa di Sant’Agata, all’interno del ‘Festival Ponchielli’ sarà proposta la Messa op. 20 di Amilcare Ponchielli, nell’edizione critica del musicologo Pietro Zappalà, recentemente pubblicata dalla casa editrice Carus Musikverlag di Stoccarda. Dall’edizione critica della partitura è stata ricavata la versione con accompagnamento di organo, nella trascrizione di Marco Ruggeri.

Esecutori della Messa sono il Coro Polifonico Cremonese, i solisti Luca Bodini, tenore, Valentino Salvini, baritono, Francesco Azzolini, basso, e la violoncellista Sophie Norbye. All’organo lo stesso Marco Ruggeri.

Soli, coro e strumenti sono diretti da Federico Mantovani.

Il concerto si svolge su iniziativa del Centro Studi Amilcare Ponchielli (attualmente presieduto da Pietro Zappalà), sorto nel 2011 con l’obiettivo di valorizzare l’opera musicale ponchielliana e la sua diffusione nel panorama musicale odierno anche attraverso il ‘Festival Ponchielli’, organizzato con cadenza annuale dal 2012, e che festeggia quest’anno il suo decennale con concerti realizzati in collaborazione con il Teatro Ponchielli.

Il Coro Polifonico, invitato a celebrarlo, è stato in realtà testimone diretto del lavoro di trascrizione da parte di Zappalà della Messa ponchielliana, essendone interprete attraverso il tempo fino ad oggi nelle esecuzioni al Teatro Ponchielli (2002) e a Paderno Ponchielli (2003) nella versione originale sotto la direzione di Raul Dominguez, e a Ca’ de Stefani (2007), in Sant’Ilario (2008) e a Paderno Ponchielli (2019), nella versione con l’accompagnamento dell’organo, sotto la direzione di Federico Mantovani.

Se Amilcare Ponchielli (1834-1886) è un compositore noto in prevalenza per le sue opere melodrammatiche, soprattutto La gioconda, poco nota è invece la sua produzione di musica sacra, che ebbe un impulso notevole quando nel 1882 divenne maestro di cappella per la Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo. Sono gli anni della piena maturità e la Messa fu per Ponchielli come l’esordio di un melodramma sulla nuova piazza bergamasca: in essa egli profuse perciò tutta la sua scienza compositiva.

La Messa è composta per tre solisti, coro a cinque voci ed ampia orchestra. Essa è formata dai tradizionali cinque movimenti dell’ordinarium missae (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Benedictus, Agnus Dei), dei quali i primi tre sono relativamente più ampi e gli ultimi due più contenuti. Il Credo, tuttavia, era già stato scritto una ventina di anni prima per sole voci maschili, come era tradizione prevalente all’epoca: avvicinandosi rapidamente le festività natalizie del 1882 e trovandosi in ritardo sulla consegna del lavoro, Ponchielli recuperò la sua antica composizione e vi aggiunse frettolosamente le parti di soprano e contralto.

Come evidenzia il prof. Zappalà, «la prima esecuzione della Messa riscosse un enorme successo, come si può rilevare dai resoconti della stampa di allora. I giudizi dei contemporanei sono entusiastici e, depurati della retorica, segnalano le seguenti caratteristiche salienti della sua musica sacra: la costante presenza di un interesse tipicamente ponchielliano per melodie di ampio fraseggio; l’evidente sapienza compositiva, riposta tanto nella ricchezza armonica quanto nella varietà timbrica dell’orchestrazione; il saggio bilanciamento di vari atteggiamenti compositivi e di registri espressivi, che sanno unire la melodia spiegata dei solisti e il contrappunto delle fughe, la presenza consistente e multiforme del coro e l’accurata scrittura orchestrale.

La Messa in effetti si discosta tanto dal tradizionale modello di musica sacra ottocentesca, pesantemente influenzata dal melodramma coevo, quanto dalle nuove espressioni decisamente orientate alla riforma ceciliana, che confinava la musica sacra ad un ruolo di mero accompagnamento della liturgia, e quindi con scarso valore estetico autonomo».

Frutto dell’estrema maturità di un compositore che era già al vertice della sua carriera di operista, questa Messa è indubbiamente uno dei capolavori della musica sacra italiana dell’Ottocento e la sua caduta nell’oblio si deve certamente alla prematura scomparsa di Ponchielli: essa tuttavia dovrebbe a buon titolo rientrare nel repertorio favorito delle attuali stagioni concertistiche.

 

Il concerto è ad ingresso libero, fino a esaurimento dei posti, con prenotazione da effettuare scrivendo all’indirizzo: prenotazioni@centrostudiponchielli.it 

È richiesto il Green Pass, secondo  la normativa vigente.

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