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La Camerata ricorda Campori, Orizio e Stefani stasera in cattedrale

Betty Faustinelli

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13 Febbraio 2015 - 13:53

La Camerata ricorda Campori, Orizio e Stefani stasera in cattedrale

Cremona - Cattedrale, ore 20,45

CREMONA — La Camerata ricorda tre suoi direttori recentemente scomparsi: Angelo Campori, Agostino Orizio, Tullio Stefani. E lo fa attraverso un concerto in cattedrale questa sera alle 20.45 che sarà replicato domani nella chiesa di Sant’A l e ssandro a Brescia, città d'origine dei tre maestri. Il doppio evento è promosso da Elisabetta Carutti, presidentessa del glorioso sodalizio musicale cittadino, e vedrà Marco Fracassi alla direzione di coro e orchestra de La Camerata con il contributo delle voci soliste Ilaria Geroldi, Normanna Dacquati, Masako Tanaka Protti, Filippo Pina Castiglioni, Marco Granata. L’i ngresso è libero. «Il programma —spiega Fracassi—prevede la Messa in sol maggiore di Schubert, ultimo brano nel quale il coro de La Camerata fu diretto dal maestro Orizio, la Sinfonia n. 49 di Haydn, che insieme all’Incompiuta di Schubert era amatadal maestro Campori,eil Dies irae di Pietro Gnocchi, dissepolto dagli archivi da parte del maestro Stefani, che ne curò la trascrizione».
Franz Schubert era da poco diventato diciottenne quando scrisse questa la Messa in sol maggiore (catalogata col n. 167 dell’elenco che Otto Deutsch compilò nel 1951 con tutte le composizioni del giovane viennese). Del manoscritto non autografo sono conservate a Vienna, presso la rinomata Società degli Amici della Musica, solo parti del primo violino mentre a Malmö, in Svezia, si trovano conservate tutte le altre parti. Che ci si trovi di fronte a uno dei lavori giovanili più amati ed eseguiti del giovane Schubert lo si capisce anche dal fatto che il fratello maggiore Ferdinand (su autorizzazione di Franz) moltiplicò l’originale quartetto d’arc hi (ma composto da due violini, viola, contrabbasso) aggiungendo la parte mancante per violoncello, due trombe e percussioni. Composta nel 1768, la Sinfonia n. 49 appartiene a un gruppo di lavori — in particolare alcune sinfonie—scritti itorno a quell’epoca e riferiti allo spirito dello Sturmund Drang, ossia del noto movimento preromantico, che induce anche Haydn ad assumeremodi drammaticamente concitati, cupe tonalità minori, condotte armoniche frequentate da tensioni e da accordi dissonanti, atteggiamenti patetici spinti ben oltre l'affettuoso sentimentalismo dello stile galante. Il Dies irae èunadelle più interessanti composizioni sacre di Pietro Gnocchi, compositore nativo di Alfianello, nel bresciano, che all’inizio del ‘700 sviluppò una buona carriera, tanto da diventare maestro di cappella della cattedrale a Brescia. (ro.c.)
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