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Sabato la presentazione del volume su Campi

Betty Faustinelli

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03 Febbraio 2015 - 13:31

Sabato la presentazione del volume su Campi

Cremona -  Palazzo Vidoni, ore 18

CREMONA — Antonio Campi torna nel ‘suo’ palazzo, palazzo Vidoni, oggi sede dell’Ascom. Sabato 7 febbraio infatti alle 18 nella storica dimora, progettata appunto da Campi, verrà presentato il libro Il Nobile sogno del Cavaliere Antonio Campi, storico, pittore, architetto e molto altro. L’uomo del Rinascimento cremonese, del giornalista de «La Provincia » Fulvio Stumpo, edito da Cremonabooks, con la collaborazione dell’Associazione culturale Eridano. Il volume sarà presentato da Angela Bellardi, direttrice dell’archivio di Stato di Cremona. La serata è organizzata in collaborazione con l’Associazione commercianti, presieduta da Fausto Casarin, che ha messo a disposizione alcune sale del bellissimo palazzo per la presentazione. Il libro ripercorre la vita e le opere (ma non quelle pittoriche, per le quali esiste già una letteratura sterminata) delCavaliere, l’uomo più rappresentativo del Rinascimento di Cremona. Stumpo pone in evidenza l’eclettismo dell’artista-intellettuale, che scrive di storia (con piglio da grande cronista) e di natura, disegna le carte di Cremona e del Cremonese, progetta palazzi, dipinge in mezza Italia, scolpisce, e diventa anche un ricco mercante. Un uomo rinascimentale a tutto tondo, che possiede una biblioteca di 6000 volumi che custodisce nella sua bellissima casa in vicinia Sant’Elena (corso Campi), che si muove in una città dominata da una nobiltà che non concede molto ai ‘mercatores ’, che per mantenere gli equilibri tra le varie casate, e non far entrare i mercanti nel Consiglio, non sostituisce neppure i consiglieri morti.
Il libro racconta anche della sua famiglia, del padre Galeazzo, dei fratelli Giulio e Vincenzo, delle loro case e dei quartieri dove vissero, di re e imperatori che arrivano in città, di santi, cardinali e vescovi suoi amici. Racconta dei figli di Antonio, Claudio e Penelope, le lotte ereditarie, anche per possedere la biblioteca, la ricchezza ereditata dal padre, che grazie alla sua intelligenza si era ritagliato un ruolo di tutto rilievo: intellettuale riverito da re, da governatori e da santi.
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