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BOOM NEGLI AGRITURISMI

In provincia di Cremona è una Pasqua di... ristorazione

Scampagnate e gite fuori porta, voglia di stare all’aria aperta, a contatto con la natura senza però rinunciare alla cucina buona e genuina

Serena Ferpozzi

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redazione@laprovinciacr.it

16 Aprile 2022 - 19:36

Una Pasqua di... ristorazione

L'agriturismo Le Monache di Rivolta d'Adda

CREMONA - Scampagnate e gite fuori porta, voglia di stare all’aria aperta, a contatto con la natura senza però rinunciare alla cucina buona e genuina. Per Pasqua e Pasquetta gli agriturismi registrano il tutto esaurito in Italia e, anche in provincia di Cremona, il trend viene confermato. Un’opportunità grazie anche all’allentamento delle misure restrittive legate alla pandemia. Maria Nanì, titolare insieme al marito Luca Valsecchi, dell’agriturismo Le Monache di Rivolta d’Adda conferma che gli spazi sono al completo. «Come tutti gli anni a Pasqua abbiamo avuto una grandissima richiesta (eccetto nel 2020 quando il lockdown aveva obbligato tutti alla chiusura, ndr): la domenica da parte di famiglie, il lunedì perlopiù di giovani. Come sempre avremo un menù dedicato a cui aggiungeremo, per chi lo desidera, un’esperienza nuova: la raccolta e la vendita dei tulipani». Accanto dunque alla tradizionale e consolidata attività di vendita di carni, salumi, confetture e farine prodotte in loco, si è aggiunta una nuova proposta aperta anche agli esterni che, quest’anno, coincide con il periodo pasquale: la raccolta e la vendita dei tulipani.

Segnali dunque di ripartenza dopo due anni non semplici. «Sono stati periodo non facili, con periodi di chiusure obbligate in cui non potevamo lavorare, e momenti di apertura in cui registravamo il tutto esaurito. Sicuramente i grandi spazi all’aperto nei momenti di allentamento delle restrizioni ci hanno favorito rispetto a strutture che hanno contesti prevalentemente interni. Nei momenti di chiusura abbiamo cambiato strategia. Abbiamo preparato confezioni personalizzate e le abbiamo consegnate con la vendita diretta o spedendoli. Quando abbiamo deciso di ‘cambiare marcia’ abbiamo lavorato molto sulla pubblicità, privilegiando ovviamente gli strumenti digitali e i social. Un impegno che veicola anche l’immagine di cibi genuini, legati alla tradizione e a km zero, e che sta ottenendo buoni risultati».

La sala interna dell’agriturismo Infonteno Grande di Andrea Valcarenghi

Al completo anche l’agriturismo Infonteno Grande di Andrea Valcarenghi. Una struttura inaugurata nel 2008 dove la cucina semplice e genuina va a braccetto con la quiete della campagna, a pochi minuti dal borgo di Soncino. Una tradizione culinaria che propone carne e salumi prodotti in loco, verdure di stagione dell’orto e frutta sempre coltivata a km 0. Particolare attenzione riveste la tutela delle Igp e del made in Italy. «Oltre a ciò che produciamo, per quanto concerne i latticini facciamo riferimento alla Latteria Soresina. Sulle nostre tavole arrivano solo prodotti selezionati e del territorio. Per i vini ad esempio, oltre al Franciacorta, facciamo riferimento a due produttori lombardi ovvero l’azienda agricola San Bernardo di Capriano del colle e l’azienda agricola Montaldo in provincia di Mantova». Dopo due anni difficili, sembra si intraveda una luce in fondo al tunnel. In questi due anni «ci siamo adeguati alle indicazioni governative. Abbiamo deciso di non fare la cucina da asporto, concetto che a mio modesto parere, non si sposa con la filosofia di un agriturismo».

L'agriturismo Isola Gerre di Pizzighettone

Anche Isola Gerre a Pizzighettone di Pia Colombani è al completo per questi due giorni di festa. «Siamo stati chiusi per molto tempo, la voglia di riapartire è tantissima. In questi due anni di stop sono stata costretta a chiudere le camere del B&B. Il turismo slow del nord Europa, di passaggio in quanto sulla via Francigena, ha risentito enormemente degli effetti della pandemia e a malincuore ho preso questa decisione. Ma siamo pronti a rimetterci in gioco con un nuovo progetto: la fattoria sociale a cui sta lavorando mia figlia Francesca Bricchi. L’idea è quella di aprire le porte gradualmente prima ad anziani ospiti in strutture sanitarie e poi a disabili, a cui offrire la possibilità di vivere esperienze di contatto con la natura e proporre laboratori». Cucina, orto, interazione con gli animali, qui le proposte non mancano. Nel contempo proseguono anche le già avviate attività legate sia alla ristorazione che all’allevamento di bovari del Bernese e del Entlebuch.

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