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Martedì 20 Agosto 2019

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REGIONE LOMBARDIA

Bocciato dal Consiglio regionale un ordine del giorno sulla qualità dell’aria

Per ClientEarth e Cittadini per l’aria: “E' grave: in gioco c’è la salute dei lombardi, ma il Pirellone sottovaluta l’inquinamento atmosferico"

Bocciato dal Consiglio regionale un ordine del giorno sulla qualità dell’aria

MILANO - Il Consiglio Regionale lombardo ha bocciato ieri (martedì 10 luglio 2018) un ordine del giorno al Programma regionale di sviluppo che chiedeva un maggiore impegno per la qualità dell’aria in Lombardia. Per ClientEarth e Cittadini per l’Aria “è un fatto grave”. “Da troppi anni la Lombardia vive un’emergenza sanitaria causata dallo smog e l’impegno della Regione è insufficiente: sottovaluta il problema smog e accumula ritardi”, hanno dichiarato Ugo Taddei, avvocato di ClientEarth e responsabile del progetto Clean Air e Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria.

In Lombardia, infatti, l’aria è una delle più inquinate d’Europa. Eppure la Regione non rispetta le scadenze che la stessa giunta ha fissato per aggiornare il Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA). A oltre un anno di distanza dall’inizio del procedimento, ancora si attende il nuovo documento. 

Il PRIA è stato approvato nel 2013 e si è rivelato incapace di contrastare il grave inquinamento atmosferico presente da anni in Lombardia. Per questo, a seguito dell’azione legale avviata da Cittadini per l’Aria con il supporto di ClientEarth ad inizio 2017, il 3 aprile dello scorso anno, la giunta regionale ha dato il via alla procedura di aggiornamento. A quindici mesi di distanza, però, la qualità dell’aria in Lombardia è ancora pessima. E il nuovo PRIA avanza con una lentezza inammissibile. La procedura sarebbe dovuta durare un anno nel suo complesso e, invece, la fine sembra ancora lontana. Ad oggi si aspetta ancora la decisione in merito all’opportunità di procedere a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), il ritardo è di oltre 5 mesi, con ancora due fasi dell’aggiornamento da effettuare. 

Inoltre, nei documenti fino ad ora resi pubblici (Documento preliminare di aggiornamento del PRIA e il Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità al processo di VAS) si parla di “modifiche minori” e si esclude di dover procedere alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del nuovo PRIA, strumento fondamentale per capire il reale impatto del piano e consentire la partecipazione dei cittadini alla decisione, come previsto dalla legge. 

“La Giunta regionale ha deciso di aggiornare il PRIA solo in seguito all’azione legale da noi sostenuta e ora lo fa a rilento, con gravi ritardi e senza mostrare alcuna reale volontà di cambiamento: le anticipazioni rese pubbliche indicano un livello di ambizione assolutamente insufficiente”, ha spiegato Taddei. “All’interno del Programma Regionale di Sviluppo, la giunta Fontana ha dedicato alla questione smog 8 misere righe. Sono il simbolo di un approccio sbagliato. Che ieri non è stato corretto dal Consiglio regionale”, ha aggiunto Gerometta. 

“Per Regione Lombardia, questa è l’ennesima occasione persa: ancora una volta è mancato il coraggio necessario per proteggere i cittadini dall’inquinamento atmosferico. Servono un cambio di rotta e impegni precisi: la Regione più ricca d’Italia non può limitarsi a chiedere fondi al Governo o incentivare la sostituzione dei mezzi più inquinanti. Il nuovo PRIA deve contenere interventi strutturali di ampio respiro, stanziare risorse adeguate e indicare tempi rapidi: in gioco c’è la salute dei cittadini lombardi”, hanno concluso Taddei e Gerometta.

11 Luglio 2018