Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

9 aprile 1968

Se n'è andato lo "scozzese volante"

Aveva 32 anni ed era considerato il più grande pilota di tutti i tempi

Annalisa Araldi

Email:

aaraldi@publia.it

09 Aprile 2021 - 07:00

Se n'è andato lo "scozzese volante"

BONN, 8. — Il procuratore della Repubblica Angelberger ha detto oggi che la morte del corridore automobilista Jim Clark è stata un «tipico caso di incidente senza colpa di terzi». Per questo motivo nessuno verrà accusato di essere responsabile della morte del pilota, per lo stesso motivo non è stata chiesta l'autopsia.

Il circuito di Hockenheim (Baden) è da oltre un anno aperto a corse automobilisti che: al momento dell'incidente esso era in condizioni normali. Anche l'esame della vettura di Jim Clark, che è rimasta completamente distrutta, non ha permesso di individuare le cause dell'incidente. La direzione delle corse di Hockenheim ha affermato oggi che la constatazione del club automobilistico tedesco secondo la quale «si trattava evidentemente di un guasto meccanico» non è che una supposizione. Infatti non è possibile riscontrare con sicurezza di quale guasto si tratti in una vettura uscita da un incidente del tutto distrutta. La Lotus comunque vuole esaminare in Inghilterra quel che è rimasto della vettura.

L'incidente mortale è avvenuto domenica; Clark, lo «scozzese volante» a bordo della «Lotus Ford Cosworth» lanciata ad oltre 200 km. orari, improvvisamente, ha perduto il controllo della vettura a duecento metri da una curva. Dopo essersi capovolta tre volte, la macchina, uscita  di pista, si è schiantata contro un albero. Il corpo del pilota è stato estratto dai primi soccorritori da un ammasso di rottami. Completamente straziato, inanime, è stato trasportato subito in elicottero nella clinica universitaria di Heidelberg, a circa 60 km. dal circuito. Le sue condizioni apparivano già disperale. Al suo arrivo presso i servizi d’urgenza del reparto chirurgico, il pilota sembrava già morto clinicamente. È stata tentata una rianimazione ma è risultata vana. Per questo motivo l'annuncio ufficiale della morte di Clark è stato dato due ore dopo il suo ingresso in clinica.

L'incidente è accaduto verso le 12,40 (ora locale) mentre i concorrenti stavano compiendo il quinto giro del circuito, Jim Clark era in settima posizione dopo il quarto passaggio e tentava di risalire gli avversari. Al momento dell'incidente, Clark era solo.

Jim Clark aveva 32 anni: era nato il 4 marzo 1936 a Kinkcaldy (Scozia). Figlio di un proprietario terriero di Duns, passò giovanissimo alle competizioni automobilistiche preferendo questo sport all'allevamento del bestiame.

Nel 1960 venne ingaggiato dalla «Aston Martin» per le corse di formula uno e dalla «Lotus» per le prove di formula «junior». In quest'ultima categoria egli si distinse ben presto vincendo numerose competizioni. Nel corso della sua eccezionale carriera egli fu protagonista, prima di oggi, di un solo pericoloso incidente: il 13 agosto 1960 nella seconda prova del G.P. del Portogallo quando la sua vettura si rovesciò ed egli rimase seriamente contuso. Divenuto pilota ufficiale della «Lotus» si rivelò al grande pubblico vincendo nel 1961 il G.P. di Pau. Quell'anno conquistò altri tre significativi successi vincendo i G.P. di Johannesburg, di Durban e del Sud-Africa. Le sue grandi qualità, comunque, esplosero nel 1962 quando divenne il grande rivale del suo connazionale Graham Hill nella lotta per il campionato mondiale conduttori vincendo tre Gran Premi (Belgio, Gran Bretagna e Stati Uniti). Nel 1963 vinse il titolo iridato dopo aver dominato per tutta la stagione. Vinse, infatti, sette dei dieci Gran Premi valevoli per il campionato: un record che nessuno prima di lui, neppure il grande argentino Manuel Fangio, aveva mai realizzato. Nel 1965, oltre ad altre innumerevoli vittorie, si impose nella «500 miglia» di Indianapolis che nessun pilota europeo era riuscito a vincere dal 1916. Vinse una seconda volta il titolo mondiale quell'anno con sei successi. Dopo aver vinto nel 1966 il G.P. degli Stati Uniti, tornò prepotentemente alle grandi affermazioni aggiudicandosi i G.P. d'Olanda, Gran Bretagna Stati Uniti e Messico eguagliando così con 24 vittorie il record del prestigioso Juan Manuel Fangio. Di questo primato divenne il solo detentore il 1° gennaio scorso vincendo il G.P. del Sud-Africa.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

VideoGallery