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19 febbraio 1966

Asfissiati in una galleria 15 italiani

Si tratta di veneti e lombardi emigrati in Svizzera per lavoro

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

17 Febbraio 2021 - 07:00

Asfissiati in una galleria 15 italiani

LOCARNO, 16 - Le Alpi ticinesi sono state ieri sera teatro di un'angosciosa tragedia intorno alla mezzanotte, nei cantieri idroelettrici di Robbieri, nella regione di Basolino: diciassette uomini, quindici operai e due vigili del fuoco, sono periti uccisi da gas tossici penetrati in una galleria nella quale gli operai si trovavano ancora dopo aver terminato il loro turno di lavoro. Si apprestavano a raggiungere i dormitori: sono stati uccisi lungo il percorso. Quindici delle diciassette vittime sono di nazionalità italiana. I due elvetici periti nella sciagura sono vigili del fuoco.

La sciagura è accaduta all'imbocco della galleria idroelettrica che collega la Val di Bedretto alla Val di Maggia attraversando, in una zona impervia, il monte Pasodino. Secondo le prime dichiarazioni ufficiali, la nube di gas si sarebbe sprigionata a circa 2000 metri di quota, all'imbocco della Val di Maggia sul versante sud, attraversando quindi la galleria spinta da una forte corrente d'aria, verso l'imbocco nord, dove appunto stava lasciando il posto di lavoro un gruppo di operai.

In mancanza di notizie ufficiali, sono state fornite sulla sciagura numerose versioni spesso contrastanti e rese più confuse dal fatto che essa ha colpito contemporaneamente operai i quali si trovavano alle due estremità della galleria collegante, attraverso la montagna la Val Maggia con la Val Bedretto. Secondo i dirigenti dell'impresa costruttrice, gli avvenimenti si sarebbero svolti in due tappe successive.

Nel corso del pomeriggio di ieri, il capo cantiere, accompagnato da due vigili del fuoco ticinesi, aveva ricevuto l'ordine di aprire alcune saracinesche per svuotare la galleria da una accumulazione di aria viziata e di gas dovuti, probabilmente, alle esplosioni di mine effettuate la scorsa estate. I tre uomini, muniti di maschere a circuito chiuso, si erano inoltrati nella galleria alle 16.50. I loro movimenti, grazie al la luce delle lampade frontali che portavano sui caschi, venivano seguiti fino alle 18.14. All'improvviso le luci si spegnevano mentre i tre uomini erano sulla strada del ritorno. Un primo tentativo per raggiungerli riusciva vano e soltanto più tardi si riusciva ad inviare una squadra di soccorso che trovava i tre i uomini ormai cadaveri a circa 800 metri dall'ingresso della galleria. Si suppone che essi siano morti per una improvvisa mancanza di ossigeno nelle bombole delle loro maschere.

Dall'altro lato della galleria, intanto, sul cantiere del la Val Bedretto veniva segnalata la mancanza di cinque uomini. Si procedeva immediatamente all'appello degli operai del cantiere e si stabiliva così che anche altri nove operai, i quali dovevano già aver lasciato il lavoro, non rispondevano all'appello. Squadre di soccorso si incamminavano subito nella rete di gallerie sotterranee e poco dopo trovavano i corpi dei nove uomini mancanti a bordo di un carrello che doveva portarli all'imbocco del cantiere: tutti erano già deceduti. Più tardi venivano trovati i corpi degli altri cinque operai, presso la motrice della piccola ferrovia sotterranea adibita al trasporto del materiale.

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