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3 gennaio 1971

Tragedia allo stadio di Glasgow
Cede una balaustra: 66 morti

Al termine dell'infuocato derby tra Rangers e Celtic

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

03 Gennaio 2021 - 07:00

Tragedia allo stadio di GlasgowCede una balaustra: 66 morti

GLASGOW, 2. — Dramma allo stadio di Ibrok Park mentre stava per concludersi il derby calcistico tra le due famose squadre scozzesi: Rangers e Celtic, finita in parità 1-1. Il bilancio è tremendo: 66 morti e decine di feriti (pare 90). Difficile dire come esattamente sia accaduta la tragedia.

Il capo della polizia di Glasgow, sir James Robertson, ha detto stasera che le cause della sciagura non sono state ancora ufficialmente accertate: è chiaro, però, che un tratto della barriera protettiva è crollato in seguito alla pressione della folla, provocando la caduta di molte decine di persone le une sulle altre.

L'opera di soccorso è stata rapida ma è risultata ostacolata tra l'altro, anche dal deflusso degli spettatori dallo stadio. Molti di essi non si sono accorti di quanto accadeva ed hanno affollato a lungo le adiacenze dello stadio di «Ibrok Park» rendendo difficile il movimento delle autoambulanze.

All'incontro avevano assistito ottantamila spettatori e la partita ha avuto un finale incandescente. Sino a due minuti dal termine, infatti, le due squadre erano in parità, a reti inviolate, ma il «Celtic» ha segnato e a pochi secondi dalla fine dell'incontro il «Rangers» è riuscito a pareggiare.

A quanto sembra, una parte della folla che aveva cominciato ad abbandonare lo stadio dopo la rete del «Celtic», avrebbe cercato di tornare sui suoi passi dopo il boato che ha accompagnato il pareggio del «Rangers», bloccando il passaggio agli altri spettatori che cercavano, invece, di uscire. La folla che faceva ressa alle spalle non si è resa conto che la via d'uscita era sbarrata. L'oscurità era già scesa quando gli spettatori si sono affollati verso le uscite. È in questa confusione che qualcuno è inciampato provocando la caduta di un secondo spettatore e poi una vera valanga di corpi è finita contro la balaustra che non ha resistito a lungo e sotto la spinta degli spettatori delle ultime file, i quali non si rendevano conto di quanto stava accadendo, un ammasso di corpi si è formato sotto la tribuna.

Negli altri lati dello stadio la folla continuava ad uscire bloccando gli accessi e ostacolando con ciò l'arrivo dei soccorsi e poi l'evacuazione dei feriti. Nella luce dei proiettori, offuscata dalla spessa nebbia, agenti di polizia e volontari raccoglievano intanto i corpi al limite del campo di gioco. Da molti ospedali vicini sono partite ambulanze dirette verso lo stadio, ma la marea degli spettatori che usciva e che ignorava in gran parte la catastrofe ha ostacolato i soccorsi.

La partita Celtic-Rangers è una delle più attese di Scozia, dato che si tratta di due delle massime squadre scozzesi tra le quali esiste una fiera rivalità. Gli incontri tra le due squadre sono terminati sempre in un'atmosfera accesa nella quale entra anche una componente religiosa: i sostenitori del Celtic sono in gran parte cattolici e quelli del Rangers protestanti. Anche oggi, come sempre, i sostenitori delle due squadre si sono raggruppati e metà dello stadio era occupata dai sostenitori del Celtic e l'altra da quelli del Rangers. Il disastro è avvenuto nella parte dello stadio occupata dai sostenitori del Rangers.

Il sindaco di Glasgow, sir Donald Liddle, che aveva assistito alla partita, ha dichiarato questa sera: «L'incontro era stato un vero festival del calcio. Ci preparavamo a tornare a casa quando abbiamo appreso il dramma accaduto nell'altro lato dello stadio. Non pensavamo che la tragedia avesse simili proporzioni. Sono profondamente addolorato».

Un funzionario di polizia  ha dichiarato che, dopo il cedimento della balaustra della scalinata di uscita, «sembrava di trovarsi in mezzo ad un campo di battaglia».

«È stato difficile districare i corpi dall'enorme ammasso. Quasi tutti erano morti per soffocazione L'identificazione si presenta difficile perchè nella ressa molti portafogli sono andati perduti perchè gli abiti si sono lacerati».

«La maggior parte dei morti erano giovani», ha detto il funzionario, «dai 20 ai 30 anni. Tra i cadaveri non ho visto donne».

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