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Sabato 23 Gennaio 2021

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25 novembre 1983

L'URSS disseminerà il mondo di atomiche

Nuovi missili nei paesi dell'Est, nei mari e negli oceani

L'URSS disseminerà il mondo di atomiche

La durissima dichiarazione di Andropov diffusa dalla «Tass» letta alla tv sovietica

È questa la prima bellicosa «conseguenza» dell'interruzione dei negoziati di Ginevra - I vettori nucleari saranno puntati contro l'Europa Occidentale e contro gli USA - Accuse a Bonn, Londra e Roma per aver accettato di installare gli euromissili - Minacciate anche altre misure - Il duro commento di Zagladin

MOSCA, 24. — Durissima  presa di posizione del presidente sovietico Juri Andropov, all'indomani della decisione di abbandonare il negoziato sugli euromissili di Ginevra. In una dichiarazione diffusa dalla TASS questa sera e letta alla televisione (Andropov da molti mesi non appare in pubblico per una grave malattia) il leader del Cremlino ha annunciato che l'URSS installerà vettori nucleari tattici in Cecoslovacchia e in Germania Est, piazzerà nuovi missili SS-20 contro l'Europa Occidentale e dislocherà «nei mari e negli oceani» armi atomiche in grado di rappresentare per il suolo americano una minaccia rapportata a quella costituita dagli euromissili NATO per il territorio sovietico. Andropov sostiene che la leadership sovietica ha deciso il varo di queste contromisure dopo «avere attentamente soppesato tutti gli aspetti della situazione».

Secondo il numero uno dei Cremlino l'URSS ha considerato «impossibile» la sua ulteriore partecipazione ai negoziati di Ginevra sugli euromissili dato che «con le loro azioni gli Stati Uniti avevano silurato la possibilità di raggiungere un accordo reciprocamente accettabile» e quindi il proseguimento del negoziato «sarebbe solo servito da paravento per manovre da parte degli Stati Uniti e di altri paesi NATO miranti a minare la sicurezza europea e internazionale».

Nella dichiarazione Andropov accenna all'eventualità anche di altre misure «per garantire la sicurezza dell'URSS e degli altri paesi della comunità socialista». Mette però in evidenza che tutte le contromisure «saranno strettamente mantenute nei limiti che saranno dettati dalle azioni dei paesi NATO»: «l'URSS, e lo sottolineiamo ancora, non aspira alla superiorità militare e faremo solo quanto assolutamente necessario per evitare la rottura dell'equilibrio militare».

Agli Stati Uniti e ai paesi euro-occidentali Andropov lancia tramite la «dichiarazione» un appello affinché ancora una volta valutino tutti i pericoli insiti nel dislocamento dei nuovi missili americani che a suo avviso possono rappresentare una «catastrofe» per l'Europa e per l'umanità tutta.

«Se gli Stati Uniti e gli altri paesi NATO si mostrano pronti a ritornare alla situazione esistente prima dell'inizio del dispiegamento dei missili americani in Europa, allora l'URSS sarà anch'essa pronta a fare altrettanto» avverte il presidente sovietico.

Andropov è molto polemico con Germania Federale, Gran Bretagna e Italia: «confermando il loro assenso alla installazione dei missili americani i governi della RFG, della Gran Bretagna e dell’Italia non potevano non sapere che fin dall'inizio gli Stati Uniti non desideravano il raggiungimento di un accordo reciprocamente accettabile sulle armi nucleari in Europa e hanno fatto di tutto ai negoziati di Ginevra e fuori pur di impedire un tale accordo».

È un passo, questo del Cremlino che, — seppure in qualche modo previsto — appare molto più duro e minaccioso di quanto la "rottura" di Ginevra, considerata temporanea, autorizzasse a pensare. In effetti a Ginevra, stamattina il negoziatore russo Kvitsinki era apparso molto pessimista sulle prospettive di un ritorno al dialogo; e ancora più duro era apparso il vice-responsabile della sezione Esteri del PCUS, Zagladin, che ha lanciato un pesante attacco agli Stati Uniti, escludendo una ripresa delle trattative ginevrine. «Gli americani hanno usato i negoziati di Ginevra come schermo dietro il quale nascondere i loro piani per installare i Cruise e i Pershing 2, afferma Zagladin, il quale insiste nel parlare di «inevitabili contromisure» sovietiche dopo il "via occidentale" allo schieramento degli euromissili: come la decisione NATO non fosse stata proprio una risposta ad un'alterazione dell'equilibrio provocata dagli «SS-20» sovietici.

24 Novembre 2020