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18 novembre 1979

Crisi degli ostaggi in Iran

Khomeini ha ordinato la liberazione degli ostaggi negri e delle donne

Crisi degli ostaggi in Iran

Un portavoce del Ministero degli Esteri ha detto che «potranno lasciare l'Iran a partire da oggi» - Occorre vedere se gli studenti islamici obbediranno - Carter ha accolto con gioia la decisione

TEHERAN, 17. - Gli ostaggi  americani di razza negra e le donne potranno essere liberati molto presto se gli studenti islamici obbediranno all'ordine impartito oggi da Khomeini in tal senso.
(52 membri dell’ambasciata statunitense a Teheran furono presi in ostaggi il 4 novembre da un gruppo di studenti che aveva occupato la stessa ambasciata durante un passaggio della rivoluzione iraniana).

Secondo un  portavoce del Ministero desti Esteri, gli ostaggi potrebbero essere liberati stanotte nella massima segretezza e «potranno lasciare l'Iran per il Paese che sceglieranno, a partire da domani». Per garantire la sicurezza di tale operazione, su invito del responsabile degli Affari Esteri Abolhassan Banisadr, il figlio di Khomeini, l’Hogiatolesi Ahmad, è giunto in serata all'ambasciata per accompagnare gli ostaggi durante il loro trasferimento dalla sede diplomatica al Ministero degli Esteri, il che confermerebbe che il rilascio potrebbe avvenire durante la notte.

Il rilascio delle donne e degli americani di razza negra era stato ordinato stanotte agli studenti islamici dall’Ayatollah in un discorso radiotrasmesso «che le donne e i negri, ha detto Khomeini, siano consegnati al Ministero degli Esteri per essere immediatamente espulsi dall’Iran se non verrà provato che essi sono delle spie, poiché l’Islam attribuisce alle donne dei diritti speciali e poiché i negri sono sempre stati sotto il giogo americano, e  probabilmente si trovano in Iran contro la propria volontà».

Poco dopo il discorso di Khomeini gli studenti hanno fatto sapere di accettare l'ordine dell'Ayatollah, con un atto che deve essere considerato non di clemenza, ma di totale obbedienza ai voleri dell'Imam, e che essi si riserveranno di compiere un esame dei dossier delle persone interessate, al fine di accertare che non si tratti di spie.

Negli ambienti politici si ritiene che la decisione di far liberare una patte degli ostaggi sia stata «strappata» a Khomeini dal responsabile degli affari esteri Abolhassan Banisadr, che è stato ricevuto ieri sera a Qom dall'ayatollah, nonostante l'annuncio ufficiale che tutti i suoi appuntamenti erano stati sospesi fino al 5 dicembre.

Nel suo discorso agli studenti, Khomeini ha peraltro ribadito che gli altri ostaggi non saranno liberati «finché il traditore Mohammed Reza Palhevi non sarà estradato e il suo denaro, rubato al popolo iraniano, non verrà restituito». «Fino ad allora — ha detto Khomeini — la situazione nel covo di spionaggio dove sono trattenute le spie professioniste rimarrà , immutata», in quanto esse  «non meritano alcun rispetto internazionale».

Quanto alle misure adottate da Carter, Khomeini ha detto che «non valgono un centesimo; la minaccia militare e il blocco economico sono solo manifestazioni dell'errore di un Carter convinto della sottomissione incondizionata di tutte le nazioni». In mattinata Banisadr aveva espresso l'opinione che le misure adottate da Carter si sarebbero rivelate nocive più per gli Stati Uniti che per l'Iran.

Dopo la lettura del messaggio dì Khomeini, circa 10.000 persone si sono radunate davanti all'ambasciata USA per manifestare contro gli Stati Uniti; ai dimostranti sono uniti circa 100 poliziotti in uniforme. L'atmosfera della manifestazione è stata particolarmente tesa, probabilmente perchè molti dimostranti non erano completamente d’accordo sul rilascio di alcuni ostaggi

Presidente Carter ha accolto con gioia l'annuncio che le donne e i negri americani sequestrati nell'ambasciata USA a Teheran saranno quanto prima liberati per ordine dell’ayatollah Khomeini ed ha energicamente esortato le autorità iraniane a compiere un passo decisivo rilasciando tutti gli ostaggi.

«Siamo lieti dell'annuncio che alcuni degli americani sequestrati nell'ambasciata USA a Teheran saranno rilasciati» afferma il Presidente in una dichiarazione diramata dalla Casa Bianca. «Siamo lieti che per essi questa dura prova stia per concludersi e che presto potrebbero riabbracciare le loro famiglie. Esortiamo energicamente le autorità iraniane ad assicurare ora il rilascio di tutti gli americani tuttora sequestrati. Il loro travaglio non è finito. Gli Stati Uniti continueranno a perseguire senza soste ogni strada diretta ad assicurare la loro liberazione».

17 Novembre 2020