Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

3 ottobre 1979

«Facciamo sparire i campi di concentramento»

È l'impegno concreto che il Pontefice ha chiesto all'O.N.U.

Annalisa Araldi

Email:

aaraldi@publia.it

03 Ottobre 2020 - 07:00

«Facciamo sparire i campi di concentramento»

NEW YORK, 2. — Un appello a risolvere la crisi in Medio Oriente senza prescindere dalla «considerazione dal problema palestinese», dalla «indipendenza e integrità territoriale del Libano» e da uno «statuto speciale» per Gerusalemme; un monito a «far sparire una volta per sempre ogni campo di concentramento da ogni luogo della Terra» nel ricordo tragico di Auschwitz e nonostante le pretese giustificazioni odierne di motivi di «sicurezza nazionale»; un forte richiamo a cessare la corsa agli armamenti e a non accettare certe «tranquillizzanti» informazioni ma perseguire «proposte concrete ed effettive di reale disarmo»; e soprattutto porre in primo piano il rispetto integrale dei diritti umani, evitando che «prenda il sopravvento un interesse, definito ingiustamente politico ma che spesso significa solo guadagno e profitto unilaterale a danno di altri»: questi gli impegni concreti che il Papa ha chiesto alle Nazioni Unite, in nome della salvezza della pace, in un discorso che egli ha riassunto in inglese per punti salienti dinanzi all'assemblea dei delegati di tutti i Paesi.

Il discorso all'ONU, che assume dunque il carattere di un documento di lavoro di ampio respiro, quasi di una enciclica, è articolato in 23 paragrafi nel testo italiano: dopo l'indicazione delle questioni di politica internazionale che egli ritiene urgenti e che abbiamo riassunto all'inizio, come i «lager» di oggi ed il problema del Medio Oriente, il Papa affronta le questioni generali che le Nazioni Unite devono trattare globalmente, sul piano mondiale, non senza proporre un fondamentale discorso di metodo, richiamandosi allo stesso documento fondamentale che ha costituito le Nazioni Unite, cioè la «Dichiarazione dei diritti dell'uomo».

L'ONU deve affrontare in sostanza, «due principali minacce», dice Giovanni Paolo II, che attentano alla stessa sopravvivenza dell'umanità e che, non sventate in tempo, porteranno inevitabilmente a nuovi conflitti: da un lato le «varie forme di disuguaglianza nel possesso dei beni materiali e nel godimento di essi», sia sul piano internazionale che all'interno dei singoli Paesi e delle singole società; dall'altro, anche qui, pure all'interno di singoli Stati o Paesi, le «diverse forme di ingiustizia nel campo dello spirito», che si concretizzano di fatto, nonostante trattati internazionali, nella negazione della «sfera delle cosiddette libertà civili». 

Complotto per uccidere il Pontefice?
L'FBI ricerca un uomo e una donna di lingua spagnola - Trovate armi in un appartamento di Elizabeth

NEW YORK, 2. – L'FBI  ha rilevato l'esistenza di indagini su un possibile complotto contro la vita del Papa durante la sua permanenza a New York. L'annuncio ha fatto seguito ad una irruzione degli agenti federali in una casa di Elizabeth, una cittadina del New Jersey non lontana dalla metropoli, dove sono stati trovati un fucile mitragliatone Thompson, 4 scatole piene di munizioni e tre scatole vuote di proiettili per una pistola Magnum e una da 9 millimetri.

L'FBI ha nel contempo diffuso un messaggio che segnala la presenza nella regione metropolitana di New York di un uomo e una donna di lingua spagnola, definiti «noti membri di una organizzazione sovversiva» e ritenuti «un rischio per la sicurezza del Papa».

È possibile che i due (definiti da un portavoce «forse dei fanatici religiosi») viaggino a bordo di una «Mazda» rossa ovvero di una «Wolksvagen» arancione. Un portavoce del Servizio segreto federale ha dichiarato che l'FBI di Newark (New Jersey), aveva ricevuto una lettera che diceva: «Oggi il Papa sarà ucciso». Il messaggio recava come firma la sigla «FALN», dalle iniziali di «Fuerzas Armadas de liberacion Nacional», un'organizzazione clandestina portoricana responsabile di vari attentati dinamitardi nella zona di New York. L'FBI ha ricevuto inoltre la telefonata di un uomo dall'accento spagnolo che ha profferito minacce contro il Papa.

Fonti della polizia hanno detto che l'uomo ricercato, indicato come Alfonso Gustav di 37 anni, potrebbe essere anticastrista cubano.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi