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Giovedì 12 Dicembre 2019

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29 novembre 1977

La scomparsa di Paolo Negroni

La scomparsa di Paolo Negroni

Paolo Negroni aveva 67 anni e da 45 era nell'industria alla quale il padre Pietro aveva dato vita nel 1910 legando il proprio nome ad un salumificio che doveva essere d'esempio, con molti anni di anticipazione, nel settore della lavorazione delle carni. Si deve, infatti, al grande spirito imprenditoriale di Pietro, unito a quello della consorte, la signora Cecchina, se quel piccolo locale a carattere stagionale, costruito fuori città in una zona completamente deserta e lontana dal frastuono cittadino, si trasformò in pochi anni in una industria modello, capace di sfruttare in pieno quelle che, a quel tempo, erano le grandi risorse di una provincia agricola e zootecnica.

Pietro Negroni seppe utilizzare le offerte che venivano dal mondo economico nazionale e provinciale e le scelte furono così giuste ed esatte che il figlio Paolo, nato proprio nell'anno in cui nasceva lo stabilimento, non esitò un momento ad ereditare l'entusiasmo paterno e a creare, nel 1931, ancora studente universitario, un primo embrionale laboratorio chimico con apparecchiature da lui studiate, curate ed attivate con una metodologia propria ed originale.

Due anni più tardi, conseguita la laurea in chimica all'Università di Pavia, Paolo completava il proprio sogno con la realizzazione, accanto al salumificio, del reparto farmaceutico per l'utilizzazione di tutti i sottoprodotti della macellazione e della lavorazione delle carni suine.

Mancato il padre nel 1937, Paolo, che aveva soltanto 27 anni, si trovò da solo alla testa dell'azienda, la quale per molti anni aveva mantenuto il carattere familiare con la assunzione di personale a tempo determinato proveniente, per la massima parte, dall'edilizia. Questi operai, che lavoravano dalla primavera all'autunno, passavano poi in settembre-ottobre nel salumificio Negroni per approntare la produzione di insaccati per le feste natalizie.

Paolo, applicando le nuove tecnologie che hanno rivoluzionato completamente l'attività diventata a ciclo continuo, non trascurò di instaurare diversi sistemi di controllo della qualità e di analisi delle sostanze e delle materie prime impiegate assieme a certi principi chimici che stavano, a quel tempo, facendosi strada: il freddo, il vuoto, la sterilizzazione, il calore. In questo modo Paolo Negroni aveva risolto le condizioni ambientali (importantissime per i salumi) per la lavorazione, la maturazione, la preservazione, la conservazione del delicato prodotto.
Si devono a lui l'invenzione e l'introduzione delle scatole sottovuoto per la conservazione dei salumi, anticipazione avveduta e corretta dell'impiego delle attuali buste per sottovuoto diffuse in tutto il mondo.

Proprio per assicurarsi la qualità Paolo Negroni ha svolto notevoli ricerche nel settore della morfologia e della genetica animale rivelandosi uno studioso degli allevamenti suini indicando tipi, razze, incroci, alimentazione.

Enorme l'attività nel campo della ricerca chimica e farmaceutica, specialmente nel campo degli ormoni. Oggi esistono sul mercato, diffusissimi, i medicinali con la tradizionale «stella», marchio conosciuto in tutto il mondo.

Naturalmente l'aggiornamento della tecnologia lo ha visto sempre presente, curioso come era delle novità e delle proposte avveniristiche. Proprio per queste particolarità si era orientato verso la scuola tedesca che gli avrebbe consentito il miglioramento anche della «sua» scuola italiana. Infatti riuscì ad adattare al gusto italiano i famosi «Wurstel» che raggiunsero una produzione primaria usando macchinali ideati e progettati dallo stesso Negroni.

Per tutte queste ragioni si imponevano impianti collaterali e succursali allo stabilimento di via Aglio; così venivano costruiti gli stabilimenti di Cavatigozzi, ove viene svolta l'attività di macellazione, di Poggio Medesimo, in provincia di Parma, per prosciutto e di Zibello, sempre in provincia di Parma, per il culatello e le coppe.

Ma Paolo Negroni aveva raggiunto la popolarità anche come uomo generoso,altruista, caritatevole; validamente aiutato, fin che fu in vita, dalla consorte. Paolo profuse opere di bene e per onorare la memoria del padre, creò, presso Università di Bologna, la fondazione Pietro Negroni specializzata nello studio e nella ricerca sugli ormoni.

28 Novembre 2019