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Mercoledì 16 Ottobre 2019

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19 settembre 1961

Dag Hammarskjoeld morto in una sciagura aerea mentre compiva la sua missione di pace nel Congo

Le bandiere dell'O.N.U. a mezz'asta: è scomparso il più noto diplomatico dei nostri tempi

Dag Hammarskjoeld morto in una sciagura aerea mentre compiva la sua missione di pace nel Congo

Col Segretario Generale delle N.U. sono perite altre 12 persone - Criminale atto di sabotaggio?

Ci inchiniamo davanti alle  spoglie di colui che noto col nome di «Mister H», fu uno dei personaggi più caratteristici dell'ultimo decennio e l'uomo che maggiormente seppe essere l'arbitro ed il moderatore in mezzo alle peggiori tensioni mondiali. Ci inchiniamo davanti a questo scrupoloso, imparziale, integerrimo difensore della causa della pace, un vero servitore dei popoli, antichi e nuovi, che dimostrò in circostanze spesso drammatiche, sovente tragiche, una non comune dote di dedizione e di buona volontà.

Dag Hammarskjoeld, Segretario Generale dell'ONU dall’aprile del 1953, venne definito il «commesso viaggiatore» della pace; ed il titolo ben gli si addiceva perchè nessun diplomatico seppe, con maggiore senso di onestà e di capacità cercare la soluzione delle controversie internazionali, anche a costo di arrischiare la vita per giungere a portare, là dove più aspra divampava la lotta ed il dissidio, la voce della ragione e del Diritto.

La sua morte, avvenuta proprio durante un'ennesima «missione di pace» nel Congo tormentato, è ad un tempo la convalida della sua personalità di ricercatore di pace e la garanzia della missione dell'ONU nell'urto violento di opposte ideologie. Molte sono siate le accuse rivolte all'Organizzazione internazionale del «Palazzo di Vetro»; molte sono state le debolezze di un sistema sovente impossibilitato ad agire per affermare la verità e la giustizia, come nel caso dell'Ungheria: ma è indubbio che senza l'opera di Dag Hammarskjoeld taluni conflitti locali sarebbero diventati generali. Questo diplomatico svedese, che ebbe il merito di aver saputo intuire l'importanza dei nuovi Stati asiatici ed africani, non perse mai il sangue freddo neppure quando Kruscev picchiò la sua scarpa contro il seggio all'ONU, neppure quando la Russia tentò di processare il Segretario Generale chiedendone la destituzione dopo l'avventura congolese. «Mister H.» seppe fermamente difendere in ogni caso la sua dignità ed il suo prestigio che erano poi la dignità ed il prestigio di tutta la sua Organizzazione.

Un incidente inspiegabile

SALISBURY. 18. — Il segretario generale dell'ONU Dag Hammarskjoeld è rimasto vittima di una sciagura aerea: era diretto a bordo di un «DC 6» verso un aeroporto della Rodesia dove avrebbe dovuto incontrare Moise Ciombe per convincerlo a far cessare gli scontri tra i soldati delle Nazioni Unite e le truppe del Katanga. Una missione di pace, la più difficile forse che aveva intrapreso da quando gli era stata affidata l'altissima carica che gli è costata la vita. Con lui sono morti una decina di altri uomini. In proposito le notizie non sono molto precise: viene comunicato che sono stati trovati altri 12 cadaveri, mentre uno degli occupanti del «DC 6» è stato raccolto in gravissime condizioni.

La prima persona a raggiungere i rottami dell'aereo dell'ONU è stato un operaio delle miniere di rame rodesiane. Poco tempo dopo è giunta la prima squadra di soccorso dell'aviazione rodesiana che era partita dietro le indicazioni fornite dagli aerei che si erano messi alla ricerca del «DC 6» dato per «disperso» sin dalla serata di ieri. Il corpo di Dag Hammarskjoeld è stato tra i primi ad essere identificato, quindi sono state riconosciute le salme di Henrich Wieschoff, segretario particolare di Hammarskjoeld, e del funzionario cecoslovacco Vladimir Fabry. L'aereo si è abbattuto tra gli alberi della giungla ad altissima velocità, schiantandosi quindi al suolo. Che il velivolo abbia urtato in piena velocità è provato dal fatto che due dei quattro motori sono stati trovati a parecchia distanza dalla carlinga.

Il «DC 6» è partito in perfetta efficienza e non è pensabile che sia precipitato a causa di un guasto. Ma si è ad ogni modo lontani dal riuscire a spiegare la sciagura. Sono state fatte le più svariate ipotesi: dal guasto meccanico ad un errore di manovra del pilota, ma nessuna basata su alcun dato di fatto.

Sulla base della testimonianza  del ferito, il sergente americano Harold Julian, del Servizio di Sicurezza delle Forze dell'ONU, è automatico avanzare l'ipotesi di un sabotaggio. Questi ha infatti dichiarato che prima che l'aereo precipitasse si sono udite diverse esplosioni a bordo dell'aereo. Il sopravvissuto ha precisato che prima si è udito un forte scoppio seguito da numerosi altri meno violenti. Il sergente Julian è stato ritrovato vivo tra i rottami dai soccorritori, egli ha riportato gravi contusioni e gravissime ustioni, ma i sanitari sperano di salvargli la vita. Julian ha raccontato che Hammarskjoeld aveva dato ordine all'ultimo momento al pilota di non atterrare a Ndola. Non appare ben chiaro perchè il Segretario dell'ONU abbia dato un tale ordine, è comunque una questione che verrà esaminata in un secondo tempo. A Mufulira, località ad una cinquantina di chilometri da Ndola, un ufficiale europeo di polizia ha dichiarato che questa notte aveva veduto una serie di «lampi» nel cielo.

 

18 Settembre 2019