Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

5 gennaio 1962

"Rito cattolico" e "cerimonia ortodossa" così le nozze di Juan Carlos e di Sofia

La diversa religione del futuri sposi crea numerosi problemi sui quali deve decidere personalmente II Papa

Annalisa Araldi

Email:

aaraldi@publia.it

05 Gennaio 2019 - 07:00

le nozze di Juan Carlos e di Sofia

CITTA' DEL VATICANO. 4. — Come è stato annunziato, il matrimonio fra don Juan Carlos, figlio del pretendente al trono di Spagna, e la principessa Sofia di Grecia sarà celebrato nella prossima primavera, il 14 maggio ad Atene.

Il padre del fidanzato, don Juan di Borbone, è stato in dicembre a Roma ed h a preso contatti con alcuni porporati per trattare le questioni religiose connesse col matrimonio di suo figlio, cattolico, con la principessa greca, ortodossa.

I due fidanzati sono ambedue cristiani battezzati, ma in due Chiese diverse, perciò l'impedimento al matrimonio è di «mista religione».

I matrimoni fra due persone battezzate, delle quali una sia cattolica e l'altra eretica o scismatica, sono severamente vietati dal diritto canonico; si tratta tuttavia di impedimento «impediente» dal quale cioè la Chiesa può dispensare. Se il matrimonio fosse celebrato senza tale dispensa sarebbe illecito, ma valido. La dispensa può essere concessa soltanto quando «urgano giuste e gravi cause, il coniuge acattolico si impegni di non mettere in pericolo la fede del cattolico, e ambedue si impegnino a battezzare ed educare i figli nella religione cattolica». Tali impegni debbono essere presi per iscritto e l'autorità ecclesiastica deve avere la certezza morale che saranno rispettati.

È stato annunziato ufficialmente che «il matrimonio secondo il rito cattolico» avrà luogo nella chiesa cattolica di Saint Denis, e sarà seguito dalla «cerimonia nuziale» secondo il rito ortodosso nella cattedrale di Atene. Come si vede si è usata una diversa formula por le due cerimonie; comunque, la duplice cerimonia non contrasta con la dottrina cattolica, porche il canone 1063 — che regola i matrimoni di mista religione — dice anche: «Non è da disapprovare che, ove la legge civile lo ingiunga, i coniugi possano presentarsi anche al ministro acattolico, nella sua funzione di ufficiale di stato civile e ciò per adempiere ad un atto civile».  E poiché in Grecia non esiste altra forma di matrimonio «civile», cioè trascrivibile nei registri dello stato civile, se non quello «religioso» col rito ortodosso, è chiaro che per essere sposati civilmente i due principi debbono compiere anche questa cerimonia nuziale ortodossa.

Si dice che, in seguito, anche la principessa Sofia lascerà la Chiesa ortodossa per passare alla Chiesa cattolica. Non si tratterà allora di una «controversione», ma soltanto di una «abiura», essendo i greci ortodossi non eretici ma soltanto «cristiani scismatici ».  Una simile cerimonia fu fatta dalla ortodossa Elena Petrovic Niegos, principessa del Montenegro, quando sposò Vittorio Emanuele di Savoia che apparteneva alla Chiesa cattolica.

Un altro caso «difficile» per la differenza di religione si va preparando ed è quello di Simeone di Bulgaria che deve sposarsi con la spagnola Maria Gomez Acebo: lui ortodosso, lei cattolica. Simeone dovrà impegnarsi a rispettare il credo della sposa e ad allevare cattolicamente i figli: ma glielo consentirà la condizione sua di re in esilio dei bulgari? Dati gli ottimi rapporti di Simeone con il Vaticano sembra però che non si ripeterà il caso di suo padre, re Boris il quale, sposatosi ad Assisi secondo il rio cattolico con Giovanna di Savoia, ripetè in Bulgaria le nozze con il rito ortodosso suscitando una vivace reazione da parte di Pio XI e mettendo alla prova l'abilità diplomatica del Nunzio Roncalli ora Giovanni XXIII.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

VideoGallery