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CASO LGH-A2A: L'INTERVISTA

Pizzetti: «Ma quale danno erariale... Chi ha votato sì ne sia fiero»

Il deputato cremonese: «Non serviva una gara pubblica, non cercavamo un compratore, ma un partner strategico»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

14 Dicembre 2021 - 12:15

Pizzetti: «Ma quale  danno erariale... Chi ha votato sì ne sia fiero»

Il deputato cremonese Luciano Pizzetti

CREMONA - «Non serviva una gara pubblica, non c’è una ‘matrice rossa’, Aem non era sull’orlo del fallimento e i consiglieri comunali che hanno ricevuto l’atto di messa in mora dalla Corte dei Conti non solo possono stare tranquilli, ma devono essere orgogliosi del voto che hanno dato. Alla fine non emergerà alcun danno erariale, ma al contrario si confermerà la bontà di questa operazione». Sulla vicenda A2A-Lgh interviene il deputato cremonese del Pd, Luciano Pizzetti, che ne rivendica il carattere strategico, come ha già fatto nel corso dell’ultimo Consiglio comunale il sindaco Gianluca Galimberti. Con una differenza: secondo Pizzetti, la fusione «non è stata fatta per salvare Aem» perché la Municipalizzata «non aveva l’acqua alla gola».

Pizzetti, andiamo subito al punto della contestazione giuridica e politica: serviva una gara pubblica?
«No, non serviva una gara perché noi non eravamo alla ricerca di un compratore, ma ci eravamo predisposti alla costruzione di un progetto strategico che avesse come esito la migliore gestione dei servizi di rete per i cittadini e per le imprese. Il progetto strategico era costruire un’azienda di rango nazionale partendo dai livelli regionali. Dunque il rapporto

Il progetto strategico era costruire un’azienda di rango nazionale partendo dai livelli regionali. Dunque il rapporto non poteva che essere con A2A

non poteva che essere con A2A. Il tema, quindi, non era la gara, ma la costruzione di questo percorso e di questo progetto che ha a che fare con l’autonomia delle scelte amministrative. Se avessimo fatto una gara di rango europeo e poi ci fosse arrivato un colosso francese o spagnolo? Noi volevamo costruire un partnerariato con aziende lombarde per poter offrire servizi migliori. Faccio l’esempio della Fiera, che è alla ricerca di alleanze per diventare più grande: non fa una gara, ma va a cercare il soggetto che meglio si confà alle sue esigenze. E se vale per la Fiera perché non può valere per un progetto che è economicamente ancora più rilevante? Non cercavamo di vendere, ma di creare. E lo abbiamo fatto. Io non difendo una scelta, ma rivendico la giustezza dell’operazione. Colpisce che chi si ritiene portavoce della cultura d’impresa, e penso al centrodestra, non capisca questo o cerchi di farlo passare in secondo piano per amore di polemica politica. È un errore e anche loro, se e quando torneranno a reggere il Comune di Cremona, avranno bisogno di guardare al territorio con un’ottica più ampia». «Quanto ad Aem — aggiunge Pizzetti — non era indebitata per una mala gestione, ma per una chiara e positiva politica di investimenti perseguita dalle amministrazioni precedenti. Ricordo che il patrimonio di Aem era doppio rispetto all’indebitamento. In Aem non c’era gente che era lì a scialacquare i soldi ma a fare investimenti importanti. Penso alle reti idriche, alla banda larga, ai cavidotti, all’ex Macello e alle acquisizioni di immobili comunali per 50 milioni che hanno liberato il Municipio da una serie di fardelli estranei alla sua operatività. Aem non era prossima al fallimento e la scelta relativa ad Lgh è stata fatta per ragioni strategiche e non per via delle condizioni in cui si trovava. A parlare di azienda sana è lo stesso neo presidente, Massimo Siboni, proprio dalle colonne di questo giornale, subito dopo la nomina nel 2015. Insomma Aem non aveva l’acqua alla gola e l’operazione non è stata fatta per quello».

La costruzione di questa multiutility dei territori coinvolge le amministrazioni di Pavia, Lodi, Cremona, Milano, Brescia, Rovato, molte di centrosinistra: dove è nata questa idea? C’è chi parla di una regia del Pd nazionale.
«Le aziende si parlano fra di loro, si confrontano sugli stessi problemi e trovano delle soluzioni, un’idea, un progetto. Non c’è stata alcuna indicazione del Pd nazionale, è una situazione che nasce e si sviluppa in Lombardia e ha gambe e testa qui. Il Pd nazionale non c’entra nulla, sono tutte fanfaluche. Non c’è una ‘matrice rossa’, ma una interlocuzione fra amministrazioni, anche di diverso colore politico. C’è quindi semmai una matrice degli interessi territoriali con le amministrazioni che si rendono conto di dover ragionare su scala più ampia. Io rivendico il valore della visione e delle scelte conseguenti a questa visione».

Ma la Corte dei Conti parla di danno erariale.
«Abbiamo fatto tutto in modo trasparente e abbiamo consultato i migliori studi legali per capire se si poteva fare oppure era un azzardo. Abbiamo informato la stessa Corte dei Conti e abbiamo acquisito il parere favorevole dell’Agcom. Poi, certo, su

I consiglieri comunali devono essere orgogliosi della scelta che hanno fatto e possono stare tranquilli perché non c’è alcun dolo

sollecitazione di una parte politica, l’Anac (Autorità anti corruzione, ndr) ha espresso un parere non favorevole. Ma era, appunto, un parere, legalmente non vincolante e che confligge con gli altri in nostro possesso. Io penso che non sarà ravvisabile alcun danno erariale e alla fine del percorso emergerà la bontà di questo matrimonio, contratto non per amore ma per interesse dei territori e delle comunità. I consiglieri comunali devono essere orgogliosi della scelta che hanno fatto e possono stare tranquilli perché non c’è alcun dolo. E su questo chiedo al centrodestra di non cadere nell’errore di buttare questa operazione nel calderone delle polemiche quotidiane ma di guardare a questa operazione con uno sguardo più ampio». «Mi colpisce — aggiunge Pizzetti — la classifica sulla qualità della vita pubblicata da Il Sole - 24 Ore. Guardandola si capisce come Cremona dimostri di essere capitale di niente, ma territorio di grande ricchezza materiale e immateriale. Perché voler a tutti i costi essere capitale di questo o di quello? Sembra quasi che ci sentiamo piccini e desiderosi di essere per una volta al centro dei riflettori. Ma noi non siamo piccini, qui ci sono grandi potenzialità ed eccellenze che si affermano come una marea che sale, non hanno bisogno né di vanagloria né di auto commiserazione. La ricchezza del fare qui compensa senza troppa enfasi la debolezza sul piano infrastrutturale. E penso all’Università, al raddoppio ferroviario, al nuovo ospedale».

L’assessore al Welfare della Regione, Letizia Moratti, venerdì a Cremona ha annunciato la firma per il nuovo ospedale che sarà più legato alla medicina territoriale grazie alla nuova legge regionale di potenziamento della Sanità. Sarà davvero così?
«Intanto, il primo a valorizzare la Sanità di prossimità è lo Stato: Ospedali e Case di Comunità sono infatti previsti dalle norma

Ai finanziamenti nazionali, la Regione ne ha aggiunti altri, implementando l’offerta per superare le debolezze evidenziate dalla pandemia. Ma la Regione sta sviluppando chiare indicazioni nazionali

nazionale. La Lombardia ha una Sanità di eccellenza, ma il punto debole è come queste eccellenze scendono ‘per li rami’. Per ora è sceso poco. Ma ai finanziamenti nazionali, la Regione ne ha aggiunti altri, implementando l’offerta per superare le debolezze evidenziate dalla pandemia. Ma la Regione sta sviluppando chiare indicazioni nazionali. Temo che il punto debole di questa legge sia l’eccessiva burocratizzazione: invece di semplificare, hanno aggiunto nuovo tasselli. Le Ats, ad esempio, ora che ci sono i distretti, avrebbero potuto essere ridotte a tre in tutta la Lombardia». «Quanto al nuovo ospedale, è anch’esso uno snodo strategico per il nostro territorio. Sarà moderno e gestibile in maniera flessibile, così da poter continuare ad erogare servizi anche in caso di epidemia. Avrà percorsi differenziati. Inoltre, in tutto il Sud della Lombardia non c’è un Dea di secondo livello. Questa struttura colloca Cremona nell’ambizione di poter avere questo Dipartimento di emergenza più avanzato. L’ospedale alzerà il livello della qualità dell’offerta sanitaria, non sono solo mura. È una grande opportunità che migliorerà la vita dei cremonesi e io l’ho sostenuta sin da subito, dando una mano per andare in questa direzione. È un’opportunità che non capiterà più e per fortuna noi la stiamo cogliendo».

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