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CREMONA. FUSIONE FRA MULTIUTILITY

Lgh-A2A, ipotesi danno erariale: la Corte dei Conti «avvisa» sindaco e consiglieri

Costituzione in mora notificata a Galimberti al Comando della Finanza. Stesso atto all’ex sindaco di Pavia e a quello di Rovato (Bs), che si è dimesso: «Io volevo la gara»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

03 Dicembre 2021 - 05:25

Lgh-A2A, ipotesi danno erariale: la Corte dei Conti «avvisa» sindaco e  consiglieri

La sede di A2A con gli uffici a Cremona

CREMONA - L’indagine ad ampio raggio che sta portando avanti la Procura generale della Corte dei Conti sulla contestata operazione di fusione per incorporazione di Lgh in A2A, portata avanti senza bando di gara, ha prodotto il primo contraccolpo politico.

DIMISSIONI DEL SINDACO DI ROVATO. Si è infatti dimesso ieri il sindaco di Rovato, Tiziano Belotti: «La triste vicenda della cessione delle quote Lgh ad A2A mi vede ora coinvolto come destinatario di un atto di costituzione in mora. La mia posizione è sempre stata fortemente critica». Belotti poi rivendica «tutte le numerose azioni, anche pubbliche, e tutte le sollecitazioni avanzate dal sottoscritto proprio nel senso di pretendere una gara pubblica».

ATTO DI COSTITUZIONE IN MORA A GALIMBERTI. E lo stesso atto è stato notificato ieri anche al sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, che in mattinata si sarebbe recato alla caserma della Guardia di Finanza di via Zara per firmare la notifica. Qualche giorno fa era toccato all’ex sindaco di Pavia, Massimo De Paoli, andare al Comando delle Fiamme Gialle per ricevere l’«avviso».

galimberti

Il sindaco Gianluca Galimberti

Tecnicamente il documento firmato dal sostituto procuratore generale, Francesco Foggia, è un «atto di costituzione in mora» con cui la Corte dei conti blocca la prescrizione. Si riferirebbe, infatti, al primo atto del percorso iniziato 18 dicembre 2015 quando il Consiglio comunale aveva votato un Odg con cui incaricava il sindaco di dare il via libera all’acquisto, da parte di A2A, della maggioranza delle quote di Lgh, il 51%. E l’atto sarebbe stato indirizzato anche ai consiglieri che votarono quell’ordine del giorno.

La Corte dei Conti partirebbe dal presupposto che una gara pubblica avrebbe portato ad una cessione più vantaggiosa per Lgh rispetto alla cessione diretta e all’offerta fatta da A2A. Nella messa in mora la procura generale avviserebbe i destinatari della possibilità di risarcire ‘in solido’ il danno arrecato, che, però, dovrà essere quantificato al termine dell’attività istruttoria. Una breve informazione con la conferma della notizia sarebbe stata data ieri pomeriggio nel corso dell’Ufficio di presidenza del Consiglio comunale.

NO COMMENT DEL SINDACO. Impossibile strappare un commento al sindaco o alla maggioranza, sulla vicenda va all’attacco l’opposizione. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marcello Ventura, «siamo arrivati al dunque. Pd e amministrazione comunale hanno sempre nascosto la testa sotto la sabbia. Han sempre fatto finta di non capire la differenza fra una buona operazione e la necessità di una gara pubblica. E adesso, che Dio gliela mandi buona. Noi fin dall’inizio abbiamo detto che si trattava di un’operazione sbagliata. Ora mi auguro che abbiano dignità e si assumano le loro responsabilità».

Per Alessandro Zagni (Lega), «la Corte dei Conti ha messo sotto la lente le scelte politiche che hanno dato inizio al percorso di fusione di Lgh con A2A. A quel tempo, ricordiamo ci furono divisioni accese tra i favorevoli ed i contrari. Mi auguro che chi ha preso queste decisioni lo abbia fatto verificando la legittimità giuridica. Esprimo la mia personale vicinanza ai destinatari del provvedimento; sul piano politico auspico che d’ora in avanti vi sia massima trasparenza e condivisione sulle scelte strategiche che riguardano il futuro della città».

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