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19 novembre

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

20 Novembre 2017 - 09:55

Le foto dei lettori

Ex Foppone da valorizzare
Caro direttore,
parcheggiando nei pressi dell’ex chiesa del Foppone sono stato attratto da questi porticati con colonne e dal grande cortile antistante e mi chiedevo se potrebbe essere luogo di interesse per organizzare eventi, tipo proiezione di film su personaggi della fede oppure concerti.
E’ veramente interessante questo luogo e il mio intento è di richiamare l’attenzione lì dove possa essere studiato un progetto di rilancio dello scenario di questa architettura straordinaria.
Salvatore Liuzzi
(Cremona)

A onor del vero, va detto che l’ex chiesa, dopo essere essere stata la sede della Federazione oratori, ospita iniziative pubbliche. Certo, potrebbero essere di più.

L'INTERVENTO
Vivere la scuola con passione
Gentile direttore,
qui di seguito un testo che scrissi per me stessa quasi un anno fa, senza l’intenzione di rendere pubblico il mio pensiero. L’urgenza mi venne dall’esperienza vissuta come docente (e genitore) nella ‘mia’ scuola, per fissare sulla carta le mie emozioni. Non ho mai scritto ad un giornale ma ora che mi sono casualmente tornate in mano queste righe ho pensato di volerle condividere, perché a volte si ha il desiderio di contribuire all’informazione con la propria esperienza.
La nostra ‘settimana senza classi’ si è appena conclusa ed io mi sento di appuntare, ora che il ricordo è ancora vivo, quanto ho sperimentato e provato, nel mio ruolo doppio e privilegiato di insegnante e di genitore, in questa nostra non semplice ma significativa esperienza, educativa e formativa in senso ampio e profondo. Partiamo dall’inizio: l’organizzazione. E’ ovvio, tutto si deve ribaltare e non è semplice. Si pensa di costituire gruppi eterogenei, cercando di proporre esperienze di apprendimento, approfondimenti, attività laboratoriali, contenuti nuovi, utili e motivanti, senza l’urgenza delle competenze da verificare, delle valutazioni, del raggiungimento o meno di obiettivi strettamente didattici. Il fine prioritario è una scuola dell’innovazione e dell’inclusione. Ed è così che vengono formati i gruppi di alunni che, per una settimana, vivranno sollecitazioni, occasioni, esperienze che avranno il comune scopo di far vivere la scuola, rendendola ‘viva’ nel vero senso della parola: è una scuola che pulsa, che respira, che si muove, che cammina, che realizza piccole opere o riflette su massimi sistemi ma con un protagonismo diverso, il più possibile dei ragazzi. Ed ecco, si inizia.
Al piano terra c’è la nostra orchestra. Sento ‘mille violini suonati dal vento ...’ entro e vedo i nostri ragazzi, bellissimi, con il loro strumento, attenti al maestro che li dirige. E poi ritmo, rap, hip hop ed improvvisazione ed una canzone intera sulla nostra scuola senza classi, con il rapper cremonese Febbo, proprio lui, che spiega le regole, ma poi le fa applicare e crea con i nostri alunni. Profumo di incenso, tappetini, silenzio ed armonia per un laboratorio di yoga, filosofia del corpo e dello spirito.
Primo piano: ogni spazio, una fucina di idee e proposte. Dichiarazione universale dei diritti umani, con le vite di alcuni difensori dei diritti, come quello all'istruzione, alla libertà di pensiero, alla tutela dei più deboli, i minori, le donne, le persone con disabilità, i migranti e noi, che siamo in questo mondo e vogliamo renderlo migliore, riflettiamo su cosa si può fare perché tutti abbiano le stesse opportunità, nella diversità che è ricchezza. Giochi matematici e laboratori di espressività; linguaggi narrativi e cinematografici, documentari e storie.
Secondo piano: la magia delle mani che lavorano il legno e danno vita ad oggetti antichi, che hanno avuto una vita passata e ne avranno una nuova all'interno di queste od altre pareti. Pareti, non muri. Informatica, il ‘coding’ (confesso di non sapere bene cos’è, ma i ragazzi lo sanno) ed esperimenti nel laboratorio di scienze, con provette, ampolle, microscopi, strane pozioni . Per alcuni la scuola si sposta all’esterno: piazza Stradivari contro il cyberbullismo insieme alla polizia postale; l’Archivio di Stato con il segreto delle sue stanze e dei suoi preziosi manoscritti; il liceo scientifico ed il laboratorio di fisica; la bellissima mostra di Sanna in Santa Maria della Pietà: tutte occasioni preziose.
Per me un’ultima immagine: nei corridoi un corteo, con la banda di nostri musicisti, trombettiere in testa, che riporta alle orecchie delle persone meno giovani un motivo musicale conosciuto, che invita a vedere lo spettacolo dei burattini « ... sono arrivati i re dei ciarlatani ...» memoria del premio Nobel Dario Fo. Compare così la magia delle storie, scritte e sceneggiate dagli alunni, messe in scena in un teatrino costruito da loro, tutto d'oro, con tendine di seta rosse, con burattini di cartone e fondali di carta. Dietro si muovono i ragazzi, con le loro abilità diverse ed originali, con i cartelli per la claque, ed il pubblico è entusiasta nel vedere questa nuova idea di racconto e di ‘morale della storia’. Fra le tante morali proposte, una dice «dobbiamo credere nei nostri sogni per moltiplicare i nostri talenti». Questo momento è così pregnante da commuovere.
Lo so, sono un’idealista, un po’ sognatrice. Se fai l’insegnante lo devi essere, perché devi vedere oltre l’immediato, oltre quei visi di ragazzi che crescono, che da piccoli ed ingenui diventano più grandi, e sembrano a volte sfrontati, annoiati, polemici ma nascondono una fragilità nel cuore, un grande bisogno di sostegno e di approvazione, qualche volta anche disorientamento, ma nelle loro mani è il futuro, il loro ed anche il nostro.
Per questo dobbiamo credere nella scuola, nel suo valore, nella sua positività nonostante le difficoltà con le quali ci dobbiamo scontrare ogni giorno. E ci inventiamo il modo per integrare, includere, camminare insieme, proporre, senza mai perdere di vista che è ovviamente nostro compito approfondire le rispettive discipline, istruire, nel senso nobile del termine, formare ragazzi in grado di esprimersi, capire, leggere, affrontare la complessità del reale, armati anche di conoscenze e competenze che spetta a noi fornire.
Non dobbiamo mai dimenticarci che abbiamo a che fare con persone, complete nella loro incompiutezza, soggetti di vita, di apprendimento, attivi ed in grado di far cambiare anche noi, se solo ci mettiamo in gioco. Buona scuola ... non mi è mai piaciuta questa espressione usata come slogan, per definire una norma. Penso, invece, che questa nostra esperienza, come altre , sia non solo buona ma qualcosa di più, non si può negare.
Passibile di miglioramenti? Con degli aspetti poco valorizzati? Con qualche buco da rattoppare? Sicuramente, come lo è ogni aspetto della vita (e bisogna sempre guardarsi da coloro che pensano di aver raggiunto tutto, rasentando quasi la perfezione) . Ma non si può negare la passione e il desiderio di fare qualcosa per questi nostri ragazzi affamati di relazioni e bisognosi di attenzioni e stimoli. Se anche non bastasse e non fosse bastato, ci abbiamo provato.
Annamaria Caporali
(insegnante della scuola media Campi, Cremona)

Ne parlo con...

Altri teatri già la fanno

Perchè al Ponchielli non c'è la 'Gioconda'?
Signor direttore,
se è vero che Amilcare Ponchielli è una delle glorie artistiche musicali di Cremona, se è vero che La Gioconda è un’opera lirica famosa in tutto il mondo, se è vero che Ponchielli è stato scelto come unico musicista italiano presente nella colonna musicale del film animato di fama mondiale ‘Fantasia’, di Walt Disney, se è vero che La Gioconda è stata rappresentata nei maggiori teatri del mondo, come, ad esempio, la Scala di Milano, con interpreti Maria Callas, Fiorenza Cossotto, Piero Cappuccilli, direttore Antonino Votto, se è vero che la famosa ‘danza delle ore’ è spesso presente tra i brani del Concerto di Capodanno trasmesso in TV dal Teatro la Fenice, di Venezia, se tutto questo è assodato e verificabile, allora mi pongo e vorrei porre a lei, direttore, al Comune ed agli addetti al nostro teatro, per altro intitolato proprio al Ponchielli, una semplice domanda: come mai, nella programmazione della nostra stagione lirica non risulta mai la ‘Gioconda’, l’opera capolavoro del nostro amato maestro Amilcare Ponchielli?
Come mai valorizziamo così tanto il torrone e il salame (e va bene per carità), ma non ci curiamo di valorizzare, nella così detta ‘città della musica’, anche nell’ambito di ‘Mondomusica’, la figura e l’arte musicale di un genio quale Amilcare Ponchielli? A mio avviso, quest’opera dovrebbe essere una costante annuale del cartellone di lirica a Cremona, patria di Amilcare Ponchielli, nel bellissimo teatro intitolato al suo nome. In onore di Ponchielli, a Cremona, ed anche a Paderno Ponchielli, dovrebbero essere organizzate ogni anno delle opportune celebrazioni, convegni, oltre che rappresentazioni delle sue opere ed esecuzioni delle sue musiche e delle sue arie liriche.
Segnalo che in due città emiliane ‘La Gioconda’ è in cartellone della stagione lirica 2017/2018 e più precisamente al teatro municipale di Piacenza, il 16 e il 18 marzo 2018 ed al teatro municipale di Reggio Emilia il 6 e l’8 aprile 2018.
Poiché a Piacenza i posti sono già esauriti, ho dovuto prenotare a Reggio Emilia e invito i cremonesi interessati ad approfittare di questa ghiotta occasione.
Giorgio Telò
(Cremona)

Giro la sua domanda-proposta alla neo confermata sovrintendente del teatro Ponchielli, Angela Cauzzi, sollecitando una sua risposta.

No alla Strada Sud
Ciclabili e auto ibride sono la vera soluzione
Egregio direttore,
ci sono state diverse lettere che hanno affrontato il problema della realizzazione o della definitiva eliminazione del progetto della strada Sud. Dagli ultimi riscontri trapelati sulla stampa, sembrerebbe che uno studio commissionato dalla precedente amministrazione abbia evidenziato più negatività che positività nella sua realizzazione; inoltre, non c’è nessuna certezza che con la strada Sud l’inquinamento ed il traffico in via Giordano e zone limitrofe possano realisticamente diminuire, essendo tali ipotesi sono poco attinenti con la realtà e difficilmente dimostrabili. Riteniamo che in una città assediata dall’inquinamento come Cremona, l’idea di ‘smaltire il traffico’ costruendo altre strade sia anacronistica ed alquanto assurda. Abbiamo bisogno di piste ciclabili protette, di potenziamento del trasporto pubblico, di implementazione di macchine ibride nell’attesa di quelle elettriche con le relative colonnine di ricarica veloce e, soprattutto, di evitare ulteriore consumo e degrado del suolo, come previsto dalla legge regionale n. 31 del 28 novembre 2014, che introduce nel governo del territorio nuove disposizioni mirate a limitare il consumo di suolo e a favorire la rigenerazione delle aree già urbanizzate, e come ribadito ulteriormente con la recentissima legge n.16 del 26 maggio 2017. Infine, bisogna tenere in dovuto conto che il sindaco Galimberti, in accordo con il suo programma, ha confermato ai promotori del No alla strada Sud, forti dell’avallo di ben 7.000 firme, che l’opera verrà stralciata, dichiarando a chiare lettere: «La nostra visione della città non prevede altro cemento». E speriamo che lo ricordi sempre.
Elia Sciacca
(Meetup storico M5S Cremona)

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