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28 ottobre

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

30 Ottobre 2017 - 04:00

Le foto dei lettori


Quartiere po, pulizia delle strade e cartelli ‘datati’
Caro direttore,
il modo in cui avviene, da anni, la pulizia di strade e marciapiedi con la spazzatrice nel quartiere Po è unico. La cartellonistica di sosta vietata indica una validità dal primo gennaio al 30 settembre. Nonostante non venga indicato la spazzatrice pulisce anche nel periodo ottobre-dicembre con tutte le incongruenze del caso.
È da anni che chiedo spiegazioni a questa situazione paradossale ma non ho mai avuto risposta. Non resta che la segnalazione della criticità venga tramite stampa.
Matteo Tomasoni
(Cremona)

Ne parlo con...

Per sognare c'è tempo
Cremonese, l'obiettivo resta la salvezza, poi...
Signor direttore,
grazie agli ottimi risultati che sta ottenendo la nostra amata Cremonese, ho sentito più di un tifoso che sogna addirittura la promozione.
Certamente la rosa che ci ha regalato il Cavaliere, grazie alla competenza del direttore Gianmarioli, è completa e ben organizzata e al momento non abbiamo ancora incontrato avversari nettamente superiori a noi, ma non dimentichiamoci che l’obiettivo dichiarato dalla società è la salvezza, che mi auspico arrivi prima possibile, tant’è che faccio il conto alla rovescia dei punti mancanti, che ora dovrebbero essere circa 30, in quanto il livellamento del campionato rischia di alzare l’asticella della salvezza a 47/48 punti.
La permanenza in B sarebbe un risultato storico alla luce del recente passato: l'ultimo campionato in B positivo risale addirittura al 1992/93 (quando buona parte dei ragazzi della curva non erano ancora nati...), da quella stagione in poi i pochi campionati tra i cadetti sono stati catastrofici.
Pertanto non facciamo prenderci da facili entusiasmi, teniamo i piedi per terra e incitiamo con continuità e passione la Cremonese. (...) I sogni li potremo fare una volta raggiunta la quota salvezza.
Leonardo Benedusi
(Monticelli)

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Il Comune scenda in campo
Zona rivierasca del Po, poca pulizia e degrado
Caro direttore,
sono un vecchio lettore del suo quotidiano e le invio questa lettera per segnalare lo stato di abbandono, per quanto riguarda la pulizia stradale, della zona rivierasca del Po, dalla foce del canale navigabile alla fine del territorio davanti alle vecchie Colonie padane.
Specie la zona del bacino fluviale, dove troviamo il maggior numero di panchine, è un cimitero di cartacce, di mozziconi di sigarette e di altre porcherie, ma sperare che qualcuno pulisca è un sogno!
Perché il Comune o chi ne ha l'obbligo, non attrezza la zona con appositi contenitori atti a ricevere quanto ora invece imbratta continuamente la bella passeggiata in riva al nostro fiume? Qualcuno risponderà?
Gaetano Antonioli
(Cremona)

L'INTERVENTO
'Rosatellum', legge pessima. Larghe intese all'orizzonte
Nessuna legge elettorale è perfetta e non solo in Italia. Ma noi una legge buona l’avevamo ed era il cosiddetto ‘Mattarellum’ che prevedeva una quota maggioritaria del 75% in base a collegi uninominali di piccole dimensioni.
Il resto era proporzionale con liste bloccate. Va ricordato che nell’aprile dello stesso anno era stato approvato a larga maggioranza (81% di voti favorevoli con quorom di partecipazione al 77%) un quesito referendario che di fatto introduceva il sistema elettorale maggioritario dopo lunghi decenni di metodo proporzionale che aveva regalato all’Italia il record di instabilità dei governi.
Questa richiesta di maggioritario non è mai stata smentita da altri referendum e pertanto è ancora assolutamente attuale. Il ‘Mattarellum’ ha consentito per venti anni alternanza politica al potere (Berlusconi vs Prodi, tanto per semplificare) e buona stabilità di governi o di maggioranze. Nel 2005 irrompeva nella scena (sciaguratamente) la legge voluta da Calderoli e sostenuta dal centrodestra che tornava al proporzionale con un grosso premio di maggioranza.
La legge fu definita dallo stesso proponente/relatore ‘una porcata’ e da lì il soprannome di ‘porcellum’. Con tale legge si votò nel 2006, nel 2008 e nel 2013 poiché nessun parlamento si impegnò seriamente per promulgare una legge elettorale degna di tal nome. Il Porcellum fu poi dichiarato incostituzionale sempre nel 2013, appena dopo le elezioni, sia per l’abnorme premio di maggioranza sia per la impossibilità dell’elettore di esprimere preferenze per via delle liste bloccate.
Abbiamo recentemente assistito al pessimo tentativo del Governo Renzi che ‘impose’ al parlamento il cosiddetto Italicum, con vistose forzature nei passaggi parlamentari (sostituzione di numerosi membri della Commissione Affari Costituzionali e ben 6 voti di fiducia) per produrre una legge solo per la Camera dei Deputati (dando per scontato che avrebbe poi vinto il referendum costituzionale) e per di più di nuovo incostituzionale, cosa peraltro da molti ampiamente prevista e preannunciata.
E così si è arrivati agli sgoccioli della legislatura di fatto senza una legge elettorale se non quella (diversa tra Camera e Senato) uscita dai ‘tagli’ della Corte Costituzionale, che si sà non è un organo legislativo. Una legge elettorale, anche se in Italia non è (purtroppo) una legge di rango costituzionale, dovrebbe rispondere ad alcune caratteristiche.
1. Essere di iniziativa parlamentare e non governativa ed avere un consenso non solo della maggioranza, trattandosi di fatto di ‘regole del gioco’. Il Governo dovrebbe quindi restarne fuori, così come aveva giustamente dichiarato il Presidente Gentiloni al momento del suo insediamento.
2. Essere votata all’inizio della legislatura, quando gli animi sono più sereni e le prossime elezioni lontane. In molti Paesi, se una legge elettorale è votata nell’ultimo anno di legislatura, viene applicata al turno successivo.
3. Essere maggioritaria, perché in questo senso si sono espressi a larga maggioranza gli italiani.
4. Consentire al massimo livello possibile la scelta dei canditati da parte degli elettori: questo ha detto la Corte Costituzionale e questo vogliono i cittadini.
La nuova legge elettorale ormai approvata, il ‘Rosatellum’, non ha purtroppo nessuna di queste caratteristiche e si configura quindi come una brutta se non proprio pessima legge elettorale.
E’ proporzionale al 75% con liste bloccate e possibilità di pluricandidature per i capilista. Questo significa che i tre quarti dei parlamentari saranno scelti dalle segreterie dei partiti, con buona pace della Corte Costituzionale e del suo principio di scelta da parte dei cittadini. Introduce un contentino del 25% su collegi uninominali su base nazionale, ma che saranno troppo ampi per un controllo diretto e reale sulle candidature. Ulteriore beffa, non sarà possibile il voto disgiunto tra collegio uninominale e parte proporzionale (cosa che invece era giustamente possibile con il Mattarellum).
Questa è un’ulteriore grave limitazione della libertà di scelta dei cittadini, è potenzialmente anticostituzionale ed era alla fine l’unica richiesta che le forze di centrosinistra esterne al Pd avevano chiesto come condizione per poter ‘trangugiare’ il resto della legge. Così si è espresso Bersani in occasione della sua recentissima venuta a Cremona.
Nemmeno questo è stato concesso, con la blindatura della legge al Senato con ben 5 voti di fiducia, replica dell’arroganza renziana con l’Italicum e, come ha dichiarato Napolitano, mettendo nell’angolo Gentiloni, che ha dovuto platealmente contraddire ciò che aveva solennemente dichiarato.
La maggioranza anomala che ha votato questa legge dando la ‘fiducia’ al governo (uno spettacolo davvero triste per una democrazia) ha un chiaro interesse elettorale e tenta, o spera, di mettere fuori gioco gli avversari.
Infatti il congegno escogitato nel Rosatellum è quello di favorire la costruzione di apparentamenti elettorali tra forze politiche diverse spacciandoli per coalizioni. Apparentamenti utili solo per far fruttare meglio i voti raccolti da liste che si presentano insieme, ma con programmi distinti e con capi politici diversi. Ad esempio il centrodestra potrà presentare una Lista comune ma indicando tre simboli, tre programmi diversi, tre capi politici diversi: Berlusconi per Forza Italia, Salvini per la Lega Nord, Meloni per Fratelli d’Italia.
Nel caso assai probabile che nel 2018 nessuno vinca le elezioni politiche, ecco che ciascun soggetto potrà sfilarsi dall’apparentamento precedente, visto che può rivendicare un proprio diverso capo politico e un proprio diverso programma.
Il Rosatellum pare dunque congegnato per facilitare anche tecnicamente le larghe intese come approdo inevitabile dopo il voto. Sta qui una delle più evidenti difficoltà per costruire alleanze programmatiche tra il Pd e il resto delle forze di centrosinistra. L’apparentamento previsto dal Rosatellum non obbliga infatti a rispettare lo spirito e il patto proprio di una coalizione: non esistendo un programma comune e un leader condiviso, cosa impedisce al Pd di Renzi di sfilarsi per convolare a nozze con Berlusconi e altre forze di centro?
Il fatto è che nel tripolarismo italiano - rappresentato da centrosinistra, centrodestra, M5S - nessuno dei tre poli sembra in grado da solo di vincere le elezioni e dunque legittimarsi a governare. Per questo dare più potere di scelta ai cittadini elettori sarebbe stato un atto di responsabilità e lungimiranza. Qualcuno potrà dire che questa legge è meglio di niente e che non c’era consenso per una legge diversa. Questa però non è una scusante per l’insipienza politica di chi, quando probabilmente le condizioni parlamentari lo consentivano, non ha per tempo portato avanti una legge elettorale saggia e condivisa.
Da ultimo, ancora una volta questa forzatura ha portato ad una spaccatura nel centrosinistra ed ha aperto la strada ad una ripresa elettorale del centrodestra che, non per nulla, l’ha compattamente votata utilizzando anche l’abile gioco delle assenze programmate per abbassare il quorum di maggioranza al Senato.
Nel complesso una brutta pagina di storia parlamentare per una brutta legge elettorale, che aumenta il solco tra cittadini e forze politiche e non aiuta la vita democratica del nostro Paese.
Paolo Bodini
(portavoce ‘Nuovo centrosinistra’)

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