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26 ottobre

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

28 Ottobre 2017 - 04:00

Ne parlo con...

Un nuovo corso a Torino
Storia dell'omossesualità all'Università: è ridicolo
Gentile direttore,
ho letto da poco l’articolo di un quotidiano milanese, dove a caratteri cubitali si annunciava, con tono critico, l’apertura della prima cattedra di storia dell’omosessualità presso l’università di Torino.
Non nascondo di averlo dovuto rileggere un paio di volte, incredulo per la leggerezza ed allo stesso tempo pesantezza della notizia. In un paese ormai orientato al politically correct ed all’annullamento della ragione e della morale, la cosa non dovrebbe meravigliarmi ma, nonostante tutto nella mia ‘innocenza’ trovo ancora difficile credere che, un argomento simile divenga materia universitaria con tanto di crediti formativi annessi.
Mi ripropongo spesso di non argomentare le fallimentari scelte dell’oramai itaGlia (lo scrivo volutamente in minuscolo e con errore grammaticale solo per marcare quello che sta diventando il nostro futuro) ma in questo caso veramente mi riesce difficile. Oltretutto la cattedra offre ben sei crediti formativi con libri di testo titolati ad esempio: ‘Sodomiti e passing women: esperienze e rappresentazioni dell’omosessualità tra Sette e Ottocento’.
Mi si contesti pure di essere vecchio stampo ma, stiamo sinceramente scadendo nel ridicolo e demenziale; quale sorta di acculturati possiamo produrre in un paese dove il presidente della Camera pretende di storpiare la lingua con bestialità del tipo: la ministra, la sindaca, l’architetta, l’avvocata e via discorrendo? Dal basso della mia formazione umanistico giuridica, posso dire che immagino padre Dante a rigirarsi nella tomba (con non poca difficoltà vista l'importanza del suo naso) pensando di aver lasciato una perla come la commedia a cotanti porci.
Andrea Palio
(Cremona)

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Assieme alle Ong
Chi entra clandestino dev'essere processato
Signor direttore,
ma se queste ong sono accusate di ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’, gli africani e gli asiatici che entrano in Italia senza documenti, senza visto o con documenti falsi, cioè clandestinamente, perché non vengono accusati dello stesso reato? Ma l’immigrazione clandestina è clandestina o legale?
Giuliano Galassi
(Cremona)

Le foto dei lettori

Signor direttore,
nel giorno dell'inaugurazione delle Fiere Zootecniche di Cremona, mi sembra bello segnalare il murale che si trova nella cascina Cantarane di Castelverde di proprietà di Piero Mondi.
Lettera firmata
(Cremona)

Referendum Regionale/1.
Sono ironicamente commosso
Caro direttore,
sono commosso per il trionfo referendario della Lega. Finalmente qualcuno che pensa alla propria gente. Era ora di finirla di pagare costose rette ad oscure università albanesi per fingere di laurearsi, quando si potrebbe fare la stessa cosa pure ad Offanengo, quando il nobile borgo sarà mondato dal pernicioso giogo centralista statalista dirigista comunista! Alex Corlazzoli puppa, Bobo Maroni santo subito. #primailombardi.
(Nota: si capisce che sono ironico?).
Fabio Marchini
(Gallignano)

Referendum Regionale/2.
Ma era così indispensabile?
Egregio direttore,
se il buongiorno si vede dal mattino, l’inizio non è dei più felici. Mi riferisco al referendum per l'autonomia che si è tenuto domenica 22 ottobre. Non capisco perché non c’era bisogno del quorum per l’esito del voto ! Se solo un risicato 40% ha reso valido il voto era così necessario votare? Se poi c’è pure un voto contrario al 5% e un voto nullo al 1,5%, era così primario recarsi alle urne? Ma in momenti così difficili era necessario spendere 50 milioni di euro per una farsa? Se la Lombardia con le sue specialità produce benessere e consente ad altre regioni la sopravvivenza aveva bisogno di gettare all’aria 50 milioni di euro? Perché in Veneto si è raggiunto il quorum? Perché con il voto così tecnologico i risultati sono arrivati dopo 20 ore? Perché ai seggi con il voto tecnologico c’erano gli stessi scrutatori? Il futuro dei tablet quale sarà? Se come ho letto 23.000 tablet sono costati 24 milioni di euro, questi tablet non sono un po’ cari? Era possibile un tavolo di intenti con il governo per raggiungere un accordo? Maroni perché rifiuta lo statuto speciale?
Gianluca Sarzi Puttini
(Rivarolo del Re)

Referendum Regionale/3.
Atto coraggioso e opportuno
Signor direttore,
la scelta della maggioranza del consiglio regionale della Lombardia di interpellare i cittadini su una questione di primaria importanza per il futuro della Lombardia e, di conseguenza, per l’Italia è stato un atto coraggioso ed opportuno in un momento nel quale le decisioni passano sulle nostre teste senza che possiamo esprimere le nostre opinioni se non attraverso azioni di protesta e di mobilitazione dell’opinione pubblica. Anche se i cittadini lombardi che si sono recati a votare sono stati ‘solo’ il 40% il risultato è, comunque, straordinario se pensiamo che a frenare la partecipazione c’è stata in particolar modo l’innovazione del voto elettronico che ha generato in parecchi il timore di non essere all’altezza o in grado di approcciarsi alla novità. L’Udc ritiene che con il referendum si è dato voce alla domanda prevalente della Lombardia che non è l’autonomia in quanto tale ma l’autonomia per poter fare meglio di quanto lo Stato burocratico non riesce a fare. La Lombardia è strozzata non solo dalle tasse ma anche dalla burocrazia. La Lombardia vorrebbe che le tasse fossero ridotte, non per sottrarle alle regioni più povere ma allo stato burocratico e dissennato. L’autonomia chiesta dalla Lombardia non è quindi sentimentale ma perché questo Stato non funziona perché se funzionasse, non ci sarebbe nessuna difficoltà ad accettarlo. Il significato politico di questa consultazione, a lungo sottovalutato, è invece molto rilevante. Il Pd, ad esempio, dimostrando di non capire che cosa sta succedendo in Veneto e in Lombardia, si è voluto tirare fuori dal dibattito. Ma il Pd ha fatto di peggio: visto che molti suoi esponenti locali volevano votare sì al referendum, pur non impedendo loro di fare questa scelta, ha sostenuto l’opportunità dell’astensione. In tal modo il Pd ha dimostrato di essere un partito che ha fatto come l’asino di Buridano ovvero che non ha saputo scegliere. C’è ancora chi sostiene che il referendum è stato inutile e che ha fatto solo sprecare risorse perché sarebbe stato sufficiente aprire una trattativa con il Governo per ottenere quello che si è chiesto col referendum. Però l’esperienza di questi anni ci ha insegnato che in politica non basta avere ragione ma che occorre la forza per farla valere. È questo, secondo noi, il risultato che si è ottenuto che, per certi versi, è stato straordinario se lo confrontiamo col dato di affluenza alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna. L’Udc che ha aderito ai Comitati per il ‘Sì’ nel cremonese e in tutte le province della regione Lombardia non ha fatto mancare la mobilitazione e la partecipazione dei propri associati e simpatizzanti.
Giuseppe Trespidi
(segretario provinciale Udc Cremona)

Una sezione anche a Cremona
Aiutiamo bambini in Etiopia ed Eritrea
Gentile direttore,
vorrei soltanto informare che esiste una associazione, di cui una sezione è a Cremona, che si chiama Centro Aiuti per l’Etiopia. I volontari portano direttamente in Etiopia ed Eritrea ciò che serve per dare da mangiare a migliaia di bambini, con una mortalità che in alcuni luoghi di destinazione è scesa dal 18% al 6%. Compriamo alimenti base, niente di particolare. Poi ci occupiamo della cura degli ammalati, abbiamo costruito piccoli ospedali e seguiamo chi viene dimenticato. Facciamo anche adozioni a distanza: chiediamo 15 euro al mese a chi vuole e può e diamo alimentazione, istruzione e protezione ad un bambino del villaggio. Di questo bambino, anche attraverso la sua famiglia, a chi adotta a distanza, mandiamo annualmente una fotografia e il resoconto dello stato di salute e della situazione scolastica. Questo perché nei villaggi vanno i nostri volontari, portano direttamente alla famiglia del bambino l’aiuto. Cerchiamo di costruire pozzi dove manca l’acqua, ma la siccità quest’anno ha mietuto molte vittime e causato carestia e fame. Non abbiamo intermediazioni, ciò che riceviamo lo portiamo sul posto. Molto semplicemente vi chiediamo se, nelle vostre possibilità, volete aiutarci. Se volete saperne di più o fare qualcosa, potete serenamente telefonare allo 0374341130.
Giuseppe Martinenghi
(Centro aiuti per l’Etiopia)

Ma poi mi risveglio
Sogno di stare in un Paese normale
Gentile direttore,
il sole ottobrino è ancora splendido, le strade sono pulite come non mai, le vetrine quest'anno hanno dimenticato Halloween e le pubblicità non parleranno di Natale fino a dicembre. Nessuno parcheggia in doppia fila, un ragazzo mi ha dato del ‘lei’, e per dieci minuti non ho sentito una parola inglese. In autobus si chiacchiera, si legge il giornale, non si vedono telefonini. In Posta ho anche trovato subito una penna per compilare il vaglia. Ma all’improvviso sento una sirena, apro gli occhi, tutt’intorno è buio pesto: ahimè, era solo un sogno.
Michele Massa
(Bologna)

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