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La ’ndrangheta e «la pioggia» che porta morte

Presenta il suo libro Piernicola Silvis, poliziotto di lunga esperienza e protagonista della cattura di Piddu Madonia

Paolo Gualandris

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pgualandris@laprovinciacr.it

14 Settembre 2021 - 22:45

CREMONA - «Il mondo si divide in due: ciò che è Calabria e ciò che lo diventerà». Questa frase, tratta dall’intercettazione di un boss della ’ndrangheta estratta dall’inchiesta giudiziaria Infinito delle Procure di Reggio Calabria e Milano, è perfetto assunto degli obiettivi reali della organizzazione criminale probabilmente più pericolosa al mondo: conquistare i cinque continenti. Ne è convinto Piernicola Silvis, poliziotto di lunga esperienza (ha finito la sua carriera come questore di Foggia) e protagonista della cattura di Piddu Madonia, che non è esattamente l’ultimo dei picciotti.

Per tenere alta l’attenzione sulle ’ndrine, ha scelto la via della fiction letteraria con il suo romanzo «La pioggia» che, a conti fatti è molto letterario, ma assai poco fiction. Ne abbiamo parlato con lui nella puntata di «Tre minuti un libro». Un lavoro ponderoso, «mi è costato due anni di duro lavoro e di grande studio», che possiede il piglio del romanzo storico: intorno a una piccola storia si innescano tutti i meccanismi della Grande Storia. «È sicuramente un romanzo che verrà considerato un po’ storico in quanto la criminalità calabrese in questo romanzo è esaminata in lungo e in largo. Purtroppo è la criminalità organizzata che in questo momento sta dominando in tutto il mondo ed è di origine italiana. Pertanto se si vorrà conoscere questo tipo di mafia la si potrà conoscere anche leggendo questo libro».

Partendo dall’inchiesta su un morto «qualunque», un tossicodipendente americano ucciso a Roma da un’overdose, ne racconta tutti i meccanismi di funzionamento, i collegamenti interni e internazionali, la violenza, che consentono alla ’ndrangheta di proliferare e di portare avanti il suo sporco commercio grazie a connivenze anche nelle Istituzioni. 

La ’ndrangheta investe in cocaina ed eroina i miliardi ricavati dai sequestri di persona. I traffici con i narcos sudamericani si intensificano, e in pochi anni la mafia calabrese diventa la più potente del mondo

«La ’ndrangheta — spiega Silvis - investe in cocaina ed eroina i miliardi ricavati dai sequestri di persona. I traffici con i narcos sudamericani si intensificano, e in pochi anni la mafia calabrese diventa la più potente del mondo. Milano, l’intera Italia, il Canada, l’Australia e tutta l’Europa si trasformano nel mercato immobiliare che le ’ndrine, ormai esperte di finanza internazionale, usano per riciclare fiumi di denaro sporco. In quella che un tempo fu la capitale di un impero, Roma, la ’ndrangheta fonda il cartello Jonico, che inonda l’Europa di droga comprata da messicani e colombiani».

A indagare viene chiamato un bergamasco, Renzo Bruni (splendido personaggio seriale di Silvis) che stavolta si avvale della collaborazione a Roma del capo della squadra mobile, che è di Crema.

«Ho voluto uscire dallo stereotipo classico del poliziotto napoletano, siciliano anche perché ho molti colleghi – io sono un dirigente della polizia di stato in pensione ma poliziotto lo sono ancora nella testa- settentrionali, lombardi, veneti quindi mi sembrava molto simpatico e molto carino fare incontrare due lombardi a Roma».

E proprio la capitale è uno dei cuori dell’attività delle organizzazioni criminali. «Si svolge qui - spiega Silvis-, perché l’ultima volta che sono stato a Trastevere ho trovato una situazione incredibile: l’avevo lasciata vent’anni fa come una zona della vecchia Roma genuina e ho trovato che si parla inglese con l’accento americano di Brooklyn, di New York, di Los Angeles. Scoppia di gente e purtroppo scoppia anche di spaccio di stupefacenti: Roma. Ho ambientato il romanzo proprio qui per fare capire il pericolo che la ’ndrangheta rappresenta per la città e per il Paese intero».

Il titolo è «La Pioggia»: che cosa è questa pioggia e perché sarebbe stata così devastante? «È il nome in codice che il cartello ionico, che gestisce il traffico di stupefacenti romano, capeggiato da un boss della ’ndrangheta, è la denominazione di un’operazione spregiudicata che viene fatta in ossequio ai desideri di alcuni poteri misteriosi di fare arrivare in Italia un quantitativo mostruoso di eroina e di Fentanyl attraverso una triangolazione tra Messico, Malta, la ’ndrangheta stessa e i ribelli libici, un’operazione che avrebbe portato alla morte di parecchie migliaia di tossicodipendenti». Un racconto affascinante, un thriller capace di entrare nel cuore dei suoi personaggi, come quello di una mamma pronta a tutto pur di conoscere la verità. Infatti, tutto sembra andare secondo i piani del cartello, quando compare una variabile inattesa: Annina Latini, madre di Cinzia (quasi morta per overdose) , donna apparentemente tranquilla, che si inserisce nelle indagini come un cuneo. Violenza, amore e voglia di giustizia si fondono fino a diventare un racconto mozzafiato.

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