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3 MINUTI 1 LIBRO

Uno sconcertante femminicidio nella Cremona del 1960

Annalisa Molaschi presenta il suo romanzo "Vestita di buio" basato sul delitto di via Fogarole

Paolo Gualandris

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pgualandris@laprovinciacr.it

25 Agosto 2021 - 07:00

CREMONA - «Ho letto dei vecchi articoli del quotidiano La Provincia nei vostri archivi e mi sono imbattuta in questa storia che è particolarmente forte, sconvolgente: un femminicidio. Allora ho detto: dopo tanti libri per ragazzi, proviamo ad occuparmi di letteratura per adulti. Sono rimasta molto sconvolta  dal fatto che il protagonista  è un uomo manipolatore e bugiardo. È sposato, ha moglie e tre figli e vive in provincia di Cremona. Però ho voluto lasciare Cremona un po’ sullo sfondo perché volevo che nella storia si potesse riconoscere ogni città di provincia». La scrittrice cremonese Annalisa Molaschi ha spulciato gli archivi del giornale, ha letto gli atti del processo e ha deciso di raccontare una storia dura, difficile. Un femminicidio prendendo spunto da un fatto veramente avvenuto all’inizio del febbraio del 1960: il delitto di via Fogarole, che all’epoca sconvolse la città e scandalizzato l’intera provincia. Lo racconta nella puntata della videorubrica «3 minuti 1 libro» curata da Paolo Gualandris e  online da oggi sul sito  del giornale, www.laprovinciacr.it.


Molaschi  ha cambiato nomi e lavoro ai protagonisti, ha interpretato i loro  sentimenti, soprattutto quelle delle donne, tutte vittime, seppure in modo diverso. Un gesto delicato anche per i  protagonisti, per lo più indiretti, della storia ancora in vita. Un modo per poter sondare l’animo, i sogni e le paure delle donne che popolano il romanzo. È nato così il romanzo «Vestita di buio», pubblicato da Golem Edizioni (148 pagine, 14 euro). Una storia vera, che non è solo di sangue,  ma anche di violenza sulle donne perpetrata da chi è chiamato a giudicare in un tribunale. «Perché negli anni Sessanta del secolo scorso andava così, a volte va così anche oggi». 


Fin qui con i suoi romanzi e le sue storie Molaschi ha furoreggiato tra i ragazzini,  molti dei suoi testi sono stati adottati belle scuole;  è passata dal gatto Dolcy che racconta con dolcezza la trasformazione da bambina ribelle ad adolescente irrequieta della sua padroncina 13enne a Stella Joy una ragazzina di dieci anni che nel suo diario scrive sogni e desideri al ragazzo della favelas. In questo nuovo libro entra in un nuovo mondo, in quello degli adulti, un mondo decisamente poco poetico… «Mi occupo da molti tempo di temi sociali - precisa la scrittrice - scrivendo per i ragazzi, tanto che i miei testi sono stati adottati   nelle scuole proprio  perché mi occupo  di temi come il bullismo, l’accettazione delle differenze, l’integrazione razziale». Ora la violenza sulle donne. «In questo caso il protagonista,  nonostante avesse moglie e tre figli ha un’amante che è, fra l’altro la migliore amica della moglie. Non ancora appagato, molesta e abusa della figlia 14enne dell’amante». Finché si arriva all’evento tragico: «Non voglio svelare adesso  quale delle tre donne effettivamente perde la vita... Tutte in questa storia  in in realtà hanno perso qualcosa di importante».


«Tramite l’archivio del giornale La Provincia - prosegue la scrittrice cremonese - ho potuto accedere agli atti del processo e mi ha molto colpito le domande che veniva fatte alla ragazzina  molestata  durante il processo perché come al solito si mette in discussione la vita morale della ragazzina, anche con domande come questa: ‘Come eri vestita?’, oppure ‘Ti era piaciuto?’. Un approccio sconvolgente., domande devastanti  da rivolgere a una ragazzina molestata e già umiliata dalla vita. Facendo le ricerche ho poi trovato che atteggiamento di questo tipo si possono ritrovare anche in altri processi per stupro che vengono celebrati adesso. Siamo nel 2021,  molte cose sono migliorate,  però purtroppo queste domande vengono ancora poste». Senza voyeurismo, ma anche senza fare sconti alla brutalità della storia, Molaschi  racconta i pensieri dei protagonisti, con grande compassione per quelli delle donne. Come questo, attribuito all’amante, una vedova di guerra rimasta sola e con una figlia da crescere. «Pensava che quel legame fosse fuori dalla logica e dal buon senso, ma non riusciva a farne a meno con Giulio aveva la sensazione di poter smettere di avere paura del mondo. Solo lui era  in grado di farle abbassare le sue difese in ogni istante. Il ricordo di quello che era stata prima si affievoliva sino a a farla sparire, quei momenti  trascorsi insieme le sembravano giorni. Voleva tutto ciò a cui ha diritto chi ama, anche se era dominata dalla pura. La sua pelle a contatto con Giulio era come una benda sugli occhi che le faceva perdere l’orientamento....». Sensazioni da donna innamorata, sensazioni da amante che sogna una vita alla luce del sole con il suo nuovo uomo. Sensazioni destinata a svanire per un delitto.

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