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Seconda edizione

A Castelvetro la "Sagra dello scalogno piacentino" Dal 3 al 6 settembre

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

27 Agosto 2015 - 18:00

Lo Scalogno di Romagna appartiene alla famiglia delle Liliacee (Gigliacee) come l'aglio, la cipolla, l'aloe.
L'antica denominazione di queste piante, la cui coltivazione è nota da almeno 3000 anni a. C. già in uso presso i popoli romani, non è facilmente ricostruibile.

Si ritiene che lo scalogno sia stato portato dai popoli che migrarono dal medio oriente verso l'Europa, tra questi le popolazioni celtiche, molto presenti anche nelle nostre zone, infatti il termine allium è una parola celtica che significa "bruciante".

Lo Scalogno di Romagna ha un sapore suo particolare, più forte e profumato di quello della cipolla e più dolce di quello dell'aglio.
Un particolare molto interessante e curioso è questo: lo scalogno di romagna non è mai stato trovato allo stato selvatico per un singolare motivo, non fa fiore per cui non c'è possibilità di scambio di pollini tra infiorescenze di più piante, perciò è fondamentale conservare una parte dei bulbi dell' anno da poter piantare per ottenere un nuova produzione.

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