L'ANALISI
24 Marzo 2026 - 15:51
(Arv) Venezia, 24 marzo 2026
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, i consiglieri regionali Giovanni Manildo, Capogruppo del Partito Democratico e Presidente dell’Intergruppo Pd-AVS- M5S, Elena Ostanel, Vicepresidente vicario dell’Intergruppo, Flavio Baldan, Vicepresidente dell’Intergruppo, con delega alle politiche per lo sviluppo economico, Rossella Cendron, Capogruppo de ‘Le Civiche Venete’, e Nicolò Maria Rocco, Capogruppo di ‘Riformisti Veneti in Azione’, sono intervenuti sulla manovra di bilancio 2026- 2028, all’esame del Consiglio regionale a partire da domani, mercoledì 25 marzo, fino a giovedì 2 aprile.
Erano presenti alla conferenza stampa anche i consiglieri regionali dei Gruppi PD, AVS, M5S, Le Civiche Venete e Riformisti Veneti in Azione.
Giovanni Manildo, Presidente dell’Intergruppo, dopo aver sottolineato “l’unità delle forze di opposizione e l’importante lavoro che l’Intergruppo sta portando avanti”, è entrato nel merito della proposta emendativa al Documento di Economia e Finanza regionale DEFR 2026- 2028, ovvero il principale documento programmatico della Regione del Veneto. “Partiamo da un dato concreto – ha esordito Manildo - Dal 2011 al 2024, oltre 56.000 giovani, neolaureati e diplomati, hanno lasciato il nostro territorio, 7.344 dei quali solo nel 2024. È una fuga che non possiamo più ignorare. I giovani chiedono di poter incidere su temi fondamentali quali la casa, la mobilità e lo sviluppo. Non sono richieste astratte, ma bisogni reali che determinano poi la scelta di restare o partire. Per rispondere a queste esigenze servono risorse. Ma è importante dirlo con chiarezza: queste risorse non sono costi, sono investimenti sul futuro del territorio. Per questo, riteniamo necessario cambiare approccio rispetto alle narrazioni degli ultimi anni, come quella dei 15 anni di ‘Veneto Tax Free’. Noi riteniamo che proprio il ‘Veneto Tax Free’ abbia fatto perdere competitività al Veneto, abbia vanificato l’occasione di rendere la nostra regione più giusta, abbia mancato di affrontare sfide epocali. È quindi giunto il momento di superare il peso delle tasse indirette (Pedemontana, costi out of pocket, spese private), che gravano in modo diseguale sui cittadini. Proponiamo una redistribuzione più equa della fiscalità: l’introduzione di un’aliquota IRPEF aggiuntiva solo per i redditi oltre i 50.000 euro, che sarebbe quantificata in un costo pari a 9 euro al mese per i redditi pari a 55.000 euro. Una misura che potrebbe generare circa 210 milioni di euro, risorse che possono essere investite concretamente per creare opportunità, trattenere i giovani e costruire futuro.” “Vogliamo affrontare i macro-temi che i giovani ci hanno suggerito – ha aggiunto Manildo - Il costo della vita, prendendo atto della richiesta di risposte urgenti sulle politiche dell’abitare e sul fronte della mobilità; il Gap salariale, perché a 5 anni dalla laurea, un giovane all’estero percepisce mediamente 2.891 euro mensili, contro i 1788 in Italia; la stabilità contrattuale, dato che all’estero il 41,9% dei contratti a un anno dalla laurea è a tempo indeterminato, mentre in Italia questa percentuale si ferma al 28,8%.”
“Siamo particolarmente sensibili nel sostenere la transizione ecologica, l’ambiente e la sicurezza idrica - ha concluso Giovanni Manildo – Proponiamo, attraverso la nostra manovra emendativa, 10 milioni per il progetto ‘un kilowatt di energia rinnovabile per ogni cittadino veneto’, entro il 2030. Vogliamo sostenere i comuni per la diffusione e l’installazione di impianti di energia rinnovabile, per la promozione dell’autoconsumo diffuso e delle CER. Inoltre, proponiamo 15 milioni per migliorare ambiente, acqua e aria, per il contrasto alle PM10 e ai Pfas. Infine, 5 milioni per la progettazione di opere per la sicurezza idraulica e idrogeologica.”
Elena Ostanel, Vicepresidente vicario dell’Intergruppo, ha espresso “soddisfazione per aver sfatato oggi il mito del ‘Veneto Tax Free’ che, in realtà, non è mai esistito in concreto. E sono felice anche di dedicare un pensiero a tutti quei giovani che ieri hanno difeso la nostra Costituzione.”
“Tornando alla manovra emendativa proposta – ha proseguito Ostanel – abbiamo attenzionato in particolare alcuni ambiti, a iniziare dai giovani che cercano casa. Abbiamo così proposto lo stanziamento di 25 milioni di euro per le politiche dell’abitare, con particolare attenzione a giovani, giovani coppie e social housing. Nello specifico, 15 milioni per rigenerare il patrimonio ERP oggi sfitto e 10 milioni per sostenere il social housing. Inoltre, 6 milioni per le politiche a sostegno della genitorialità, finalizzate alla progressiva riduzione delle rette per gli asili nido, fino ad arrivare alla gratuità. E 2,5 milioni per azzerare l’IRAP per le imprese costituite da giovani che rientrano in Veneto. Il nostro impegno va anche sul fronte della cultura, considerata motore di sviluppo, anche economico, oltre che di coesione sociale e di creazione di comunità: proponiamo lo stanziamento di 8,5 milioni.”
Anche Nicolò Maria Rocco, Capogruppo di ‘Riformisti Veneti in Azione’, ha attenzionato le esigenze palesate dai giovani. “Proponiamo lo stanziamento di 5 milioni di euro per arrestare l’emorragia di giovani, nella considerazione che, se da un lato il Veneto è molto abile a formare talenti, dall’altro, fa invece molta fatica a trattenerli – ha detto Rocco - Diciamo basta agli interventi a pioggia: dobbiamo investire per generare alto valore aggiunto. Questi 5 milioni serviranno a finanziare un contratto di ingresso: progetto pilota di compartecipazione all’integrazione salariale per mille giovani neolaureati e neodiplomati. E proponiamo anche 18 milioni per incentivare l’uso del trasporto pubblico locale, con l’obiettivo di raggiungere la gratuità del servizio per gli studenti.”
Rocco, nel suo intervento, ha anche presentato “lo stanziamento di 10 milioni per la salute mentale, con il rafforzamento delle strutture territoriali e dei posti letto di neuropsichiatria in età evolutiva. Vogliamo che il disagio psicologico venga affrontato nel territorio: il Veneto non può continuare ad essere maglia nera sul fronte dei servizi psicologici a favore dei cittadini.”
“E sul fronte della sicurezza – ha concluso Nicolò Rocco - proponiamo 1 milione di euro per lo sviluppo di progetti di formazione continua e qualificata dei corsi di Polizia locale. Pensiamo soprattutto alla Scuola regionale di Polizia locale, il cui ritorno è stato chiesto dal consigliere regionale Gianpaolo Trevisi. E crediamo che servano maggiori risorse sul fronte della sicurezza sul lavoro: proponiamo 1 milione per finanziare politiche di formazione sulla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione degli infortuni.”
Rossella Cendron, Capogruppo di ‘Le Civiche Venete’, si è soffermata sulle necessità palesate dagli anziani e sulle criticità presenti nel sociale.
“Proponiamo lo stanziamento di 57 milioni per aumentare le impegnative di cura residenziale (circa 3mila in più) – ha detto Cendron – E 8 milioni per azzerare l’IRAP alle Ipab, come primo passo in vista della futura e necessaria riforma delle stesse. Infine, 3 milioni per gli Ambiti Territoriali Sociali - ATS.”
Per Rossella Cendron, un altro importante capitolo è rappresentato dal sostegno alla disabilità e alla salute mentale. “Dobbiamo scardinare il sistema basato sull’assistenza e costruire un percorso in grado di avviare le persone con disabilità all’autonomia – ha aggiunto - Per questo, proponiamo lo stanziamento di 10 milioni per la disabilità: progetto ‘Dopo di noi’, impegnative di residenzialità, ‘Progetto di Vita Indipendente’, inserimento lavorativo a condizioni dignitose.”
Il Capogruppo M5S, Flavio Baldan, ha infine affrontato l’aspetto prettamente legato allo sviluppo economico, con la proposta di “5 milioni per il raddoppio delle risorse ‘basket bond’, un tema, questo, ripreso anche dalla Giunta regionale con 6 milioni, ma che vede la nostra Regione in ritardo di qualche anno rispetto a Puglia e Campania. Vi sarà il coinvolgimento della nostra finanziaria ‘Veneto Sviluppo’, alla quale chiederemo un cambio di passo, per diventare catalizzatore di investimenti di capitale verso le nostre imprese. E proponiamo di stanziare ulteriori 5 milioni per l’aumento delle garanzie per le imprese agricole e per la pesca. Infine, chiediamo 15 milioni per contrastare lo spopolamento dei territori montani, attraverso interventi strutturali nei servizi, nelle politiche abitative e nelle infrastrutture digitali. Per noi, è importante riconoscere il ruolo dei territori montani per la tutela della biodiversità e la gestione delle risorse idriche.”
“Crediamo che ci sia molta strada e molto lavoro ancora da fare – ha concluso Flavio Baldan – Per questo, abbiamo deciso di muoverci velocemente con le proposte che oggi abbiamo illustrato.”
La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO
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