L'ANALISI
JUKEBOX GRIGIOROSSO. IL VIDEO
23 Marzo 2026 - 11:20
CREMONA - Lo so che tecnicamente la primavera era incominciata il giorno prima, ma il juke box grigiorosso celebra lo stesso il giorno in cui la Cremo è tornata alla vittoria gettonando ‘Il primo giorno di primavera’ dei Dik Dik.
Scelta che spiego con un paio di ottime ragioni. Primo, non vedevo l’ora di gettonare questo disco. Secondo, il giorno della vittoria al Tardini sarebbe per la squadra di Giampaolo il primo giorno di primavera anche se si fosse a novembre, perché è il giorno in cui è sbocciato di nuovo il fiore della speranza. Un fiore che la Cremo aveva fatto appassire e quasi morire a furia di maltrattarlo. Ma adesso, anche grazie ai risultati degli altri campi, la corsa salvezza ricomincia, proprio come la natura in primavera ricomincia un ciclo vitale.
Poi andrà come andrà, ma a Parma la Cremo si è ripresa il diritto di sentirsi viva, di rimettersi a correre verso il traguardo spalla a spalla col Lecce, e a distanza non siderale da Fiorentina e Cagliari. Questa giornata rappresentava forse l’ultimo treno, e la Cremo ci è saltata sopra con una prestazione coraggiosa quanto giudiziosa, solida e perfino ispirata.
Il Parma ci ha dato una mano, provando a indirizzare la partita sul binario morto, per lucrare quel punto utile per avvicinare la quota salvezza, a costo di sfidare la pazienza dei suoi tifosi. Nel primo tempo la squadra di Giampaolo è stata al gioco, o se preferisci al non gioco, ha badato a non farsi male da sola, come troppe volte era capitato durante il lungo inverno del nostro scontento.
La costruzione dal basso, confesso, mi ha fatto venire più di un mal di pancia. Ma è stata gestita con sufficiente competenza, anche grazie al pressing più che altro mimato dagli avversari.
Nel secondo, quando il Parma anche se controvoglia ha dovuto almeno fare finta di voler vincere, la Cremo ha colpito. Il sinistro di Maleh ha rischiato di spaccare la rete e ha spaccato la partita, il sontuoso contropiede di Vardy e Vandeputte ha sigillato quella che nel suo piccolo merita l’etichetta di impresa. Da quanto tempo non si segnava, e nemmeno si tirava, da fuori area? Da quanto tempo non si andava in porta con due passaggi?
Mi accorgo di avere detto ‘la squadra di Giampaolo’ con naturalezza, come se l’allenatore non fosse arrivato quattro giorni prima della partita. Ma il tecnico in pochissimo tempo ha dato alla squadra un’impronta sia tattica che caratteriale. Non gridiamo al miracolo, ma parliamo di un buon lavoro fatto a tempo di record. E adesso, con morale e classifica rimessi in piedi, un paio di settimane di lavoro per incidere in profondità.
Il destino è tutto da scrivere. E la Cremo si è riconquistata il diritto di farselo, il proprio destino, invece di subirlo. Se una giornata è bastata a cambiare quasi tutto, figurati cosa possono combinare le otto giornate che ci aspettano. Senza dimenticare che alla fine, in caso di arrivo in parità, si spareggia.
Aspettando il futuro, la tribù dei 'pellegrigiorossa' può fare festa al suo passato, dai 123 anni dell’Uessecì ai 33 del giorno di Wembley, il giorno della gloria e della baldoria.
Guardiamo indietro con orgoglio e non con rabbia, guardiamo avanti con riconquistata fiducia.
Vedi come sono capricciose le stagioni del calcio. L’inverno sembrava essersi mangiato tutte le altre stagioni grigiorosse, e invece è bastata un’oretta e mezza giocata come si deve, e all’improvviso anche per la Cremona del pallone è primavera.
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