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PISCINA: RINCARO PER GLI ATLETI

Acqua alla gola, è emergenza per le società di nuoto di Crema

Un’ora in corsia costerà fino al 250% in più. I gruppi: «Il nuovo tariffario di Prime è irricevibile»

Dario Dolci

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09 Ottobre 2021 - 19:35

Acqua alla gola, è emergenza per le società di nuoto di Crema

CREMA - Tariffe di utilizzo degli spazi d’acqua aumentate anche del triplo (250% in più) e le società che utilizzano il centro natatorio comunale sono pronte a fare le valigie. Rari Nantes, Pallanuoto Crema, Over Limits, Crema Sub e Diving Center si sono viste presentare da Prime, la società che ha affittato il ramo d’azienda da Sport Management e che domani dovrebbe aggiudicarsi all’asta il contratto di gestione dal tribunale di Verona, un nuovo tariffario «irricevibile». Un costo unico di 15 euro l’ora, eccessivo per quasi tutte le cinque realtà. «Noi pagavamo 4,40 euro all’ora — spiega Paolo Basso Ricci della Rari Nantes —: se consideriamo che utilizziamo la piscina per 100 ore alla settimana, a fine mese spendiamo 6.000 euro, che su dieci mesi di attività diventano 60 mila. È una spesa insostenibile per i nostri 60 iscritti. Se facciamo un raffronto con altre realtà della Lombardia, a Brescia pagano 5,50 euro all’ora. Non dimentichiamo che già per un anno abbiamo dovuto allenarci a Soncino perché a Crema, pur potendo aprire per gli agonisti, non lo hanno fatto». Dopo aver avuto notizia degli aumenti, le società cremasche si sono riunite per valutare il da farsi. «Consideriamo che le attuali disposizioni — prosegue Basso Ricci — prevedono un massimo di sette persone per corsia, il che significa che avremo bisogno di più spazi e le spese lieviteranno. Prime non tiene conto che noi occupano la piscina in orari in cui diversamente rimarrebbe vuota. Se non rivedono le tariffe andremo da un’altra parte. In altre città, i prezzi e gli orari vengono concordati col Comune; da hanno aumentato senza neppure comunicarlo all’amministrazione».

In grossa difficoltà si trova anche la Pallanuoto Crema, che ha sei squadre e 70 tesserati. «Utilizziamo la piscina per circa 160 ore al mese — spiega Massimo Parietti — prima pagavano 10 euro l’ora, adesso saliremo a 15, il che significa passare da 1.600 euro al mese a 2.400. Sono cifre che non possiamo sostenere. I sub che utilizzano la piscina per poche ore possono cavarsela, ma noi no. In qualsiasi altro centro natatorio si paga meno». Il sensibile aumento delle tariffe tocca anche l’Over Limits, società che si occupa di far praticare sport alle persone con disabilità. «Prima pagavamo a ingresso e con tariffe molto differenziate. Quando abbiamo presentato le nostre rimostranze, ci hanno proposto un aumento a 13 euro, che mediamente è comunque più del doppio di prima. Abbiamo 90 persone da portare in piscina e ci servono 30 spazi d’acqua alla settimana. Se ai 13 euro sommiamo il costo del tecnico, diventa una cifra che non riusciamo a pagare», assicura Dario Borroni.

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