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Martedì 07 Aprile 2020

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4 febbraio 1962

Conquistò Marsa-Matruk

I personaggi della città

Conquistò Marsa-Matruk

Il Generale Ugo Scirocco comandò il V Reggimento Bersaglieri per il quale a Quota 33 fu scritto: "Mancò la fortuna, non il valore,,

Sulla pista assolata che da El Alamein porta ad Alessandria d'Egitto, nello squallido paesaggio del Sahara, sorge un monumento su cui sono incise queste parole: «Mancò la fortuna, non il valore». Il luogo è vicino a «Quota 33», la scritta si riferisce ai Bersaglieri del 7 Reggimento, comandati dal Colonnello Ugo Scirocco, oggi Generale di Divisione, che da molti anni risiede nella nostra città. Al valoroso ufficiale, per come si comportò in quella occasione, fu conferito l'Ordine Militare d'Italia, la più alta onorificenza al V. M.; il suo Reggimento fu premiato con la medaglia d’oro.

IL MASSACRO DI SCIARA - SCIAT
Chi conosce Ugo Scirocco non sospetta certo — in questo uomo tranquillo e solitario — il valore e l'eroismo di cui diede prova; ciò per due ragioni. Innanzitutto per il suo gestire sobrio, cosi anti-marziale, e poi per tutto il suo comportamento modesto, negato ai racconti di guerra, e addirittura ai ricordi; inibito al punto che — anche chi lo conosce bene — non sa nemmeno cosa fece, dove combattè durante le guerre alle quali prese parte e che sono — appena appena — quattro. La prima campagna cui partecipò l'Allievo Ufficiale Scirocco, fu quella di Libia, dal 1911 al '14. Si combatteva contro gli Arabi e a Sciara-Sciat gli Italiani caddero in una storica, tragica imboscata. Dagli alberi di Sciara Sciat gli Arabi sparavano senza misericordia e i nostri caddero a centinaia, senza avere quasi la possibilità di difendersi. Fu un massacro che fece epoca: i feriti — finita la battaglia — furono uccisi con un colpo alla nuca. Qualcuno, però, rimase vivo sotto i cumuli di cadaveri e attese la notte per uscire. Fra essi c'era anche il giovane allievo che, nel buio, cercò fra i morti il suo capitano. Vide che si muoveva ancora, ma era ferito, incapace di seguirlo. Se lo caricò sulle spalle e poi, guardingo e furtivo nella notte africana, si allontanò col suo carico che riuscì a portare in salvo, nel primo campo trincerato italiano.

LA CONQUISTA DI MARSA - MATRUK
Dopo aver combattuto per tutta la prima grande guerra nella 3a Armata, quella che fu chiamata «l’Invitta», montando anche qui decorazioni e riconoscimenti, Ugo Sci rocco sbarcò a Trieste coi Bersaglieri il 3 novembre 1918. In quelle terre del confine orientale egli si ferma parecchi anni e molti altri li passa in Libia. La sua vita si è, perciò, sempre svolta a contatto con Istriani, Dalmati, Coloni italiani in Africa, che ritroverà più tardi nei «Campi profughi».

Nel '39 partecipò a rutta la campagna di Albania e lo scoppio dell'ultima guerra lo trova vice-comandante del IX Bersaglieri, prima sul fronte francese, poi in Libia. Promosso Colonnello passò il comando del VII Bersaglieri, il reggimento che seppe conquistarsi con lui quello famosa scritta sulla strada di El Alamein. In quei giorni grandi e tragici, in cui gli Italiani stavano scrivendo un'epopea di valore, il Colonnello sobrio, parco di gesti, correva davanti ai suoi Bersaglieri con il coraggio di un soldato di razza. Alla testa dei suoi uomini egli conquistò ed entrò per primo in Marsa Matruk. Scriveva un corrispondente di guerra«All'alba del giorno 29 i Bersaglieri del VII balzavano sui campi minati, aprendo un varco alle nostre colonne motorizzate, e alle ore nove e trenta entravano in Marsa Matruk».

Più tardi riuscirà a spingersi fino alla leggendaria «Quota 33», estremo avamposto italiano verso Alessandria. Un giorno — si combatteva a turni in modo da potersi avvicendare sulla linea del fuoco — il suo Reggimento passò nelle retrovie. Quel mattino del luglio '42 segnò la fine delle sue gesta. Il fronte ebbe un improvviso cedimento ed egli cadde prigioniero degli inglesi. Mentre si preparava la tragedia di El Alamein, Ugo Scirocco veniva inviato in un campo di concentramelo dell'India.

LA PATRIA DEI PROFUGHI
Non solo in tempo di guerra il «Generale anti-retorico» seppe conquistarsi la devozione di chi gli visse accanto. Tornato dalla prigionia, infatti, è collocato nella Riserva e rientra cosi in famiglia. Nel frattempo, in seguito al trattato di pace, gli Italiani sgomberano le zone che divengono straniere e così dalle nostre Colonie, ma soprattutto dall'Istria, fuggono qui da noi. A Cremona si istituisce un centro di raccolta per questi profughi e il Gen. Scirocco ne viene nominato Direttore.

L'umanità e la bontà di questo ufficiale hanno avuto modo di manifestarsi proprio qui, a contatto con questi Italiani storditi, sballottati da un centro all'altro, sempre in fuga per non cadere nelle mani dei comunisti di Tito. Per questi profughi sbandati egli rappresentò la Patria, l’Umanità, il mondo intero e seppe dar loro fiducia, tanto da divenirne una specie di padre e di consigliere. 

Il generale anti-retorico, parco nei gesti e nei racconti, un uomo tranquillo e solitario che conserva, tra i suoi ricordi, una medaglia d'argento, due di bronzo, due croci al valore e l'Ordine militare d'Italia. Proprio per gli uomini «tranquilli» come lui Rommel ha scritto questa frase: «Il soldato tedesco ha stupito il mondo; il Bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco».

03 Febbraio 2020