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CREMONA

Tassista arrestato, rimane ai domiciliari

Confermata oggi l'ordinanza emessa il 16 febbraio scorso per Giovanni Carrera, accusato di sequestro di persona e lesioni nei confronti del 27 enne Luca Lombardo

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

01 Aprile 2022 - 16:07

Tassista arrestato, rimane ai domiciliari

Il tassista cremonese Giovanni Carrera

CREMONA - Rimane agli arresti domiciliari Giovanni Carrera, 68 anni, il tassista accusato di aver sequestrato, la notte di Natale, sul suo taxi van lanciato a folle velocità, con il portellone aperto e contromano, Luca Lombardo, 27 anni, poi caduto dal taxi, riportando gravi lesioni alla testa. E tutto per 10 euro. Il Tribunale del Riesame oggi ha confermato l’ordinanza emessa dal gip, Pierpaolo Beluzzi, il 16 febbraio scorso.

Intanto, il pm Francesco Messina ha chiesto e ottenuto dal gip il giudizio immediato nei confronti del tassista. Il processo è fissato al 27 maggio prossimo. La sera della Vigilia, dopo cena Luca si era recato alla Chiave di Bacco, in piazza Marconi, con le amiche del cuore Alessia e Ramona. Verso le tre del mattino aveva chiamato il taxi: destinazione l’hotel B&B, in via Antiche Fornaci. Era abitudine che quando tiravano tardi, i tre amici rimanessero fuori a dormire. Luca, tra l’altro, abita a San Daniele Po, in proivincia di Cremona. Aveva l’auto parcheggiata in piazza Marconi. Non aveva bevuto, come è stato accertato dai test. Poteva guidare. Aveva preferito non farlo. Alle 3.30 Carrera aveva portato i tre amici al B&B. Costo della corsa: 20 euro. I ragazzi ne avevano 10. Volevano pagare il resto con il bancomat. Da qui la discussione accesa con il tassista. Alessia e Ramona, spaventate, erano scese dal taxi. Stava scendendo anche Luca. Carrera era ripartito come una scheggia, facendo manovre azzardate, secondo la Squadra Mobile che ha anche esaminato le telecamere.

Sequestro di persona. Il pm Messina contesta al tassista di «aver impedito» a Luca «di scendere dal taxi, di averlo costretto a rimanere a bordo, mentre con il taxi ripartiva contromano a forte velocità, con la portiera scorrevole posteriore di sinistra completamente aperta, diretto nuovamente in piazza Marconi». Diretto là dove aveva caricato i tre amici. In via Mantova, Luca era caduto in mezzo alla strada. Il ricovero i in Terapia Intensiva prima, in Neurochirurgia poi. Da allora ha vuoti di memoria, non ci sente bene dall’orecchio sinistro, il suo linguaggio zoppica. Il pm lo ha fatto visitare dal medico legale, Andrea Verzeletti, di Brescia. Lesioni gravi, 22 righe di capo di imputazione, un lungo elenco delle «plurime lesioni cranio-meningo-encefaliche» prodotte dal trauma cranico, «a seguito delle quali è derivato» a Luca «un periodo di malattia di durata sicuramente superiore ai 40 giorni ed in via di previsione quantificabile in almeno 6 mesi». Non è detto che Luca riesca a recuperare al cento per cento.

Il 7 febbraio, difeso dall’avvocato Paolo Bregalanti, Carrera era stato interrogato dal pm. Uscito dal palazzo di giustizia fece due telefonate: «Il pm mi ha detto che il ragazzo è a casa, ma non ci sta con la testa. Bene, così non può raccontare la sua versione. È una cosa positiva». Non sapeva di essere intercettato. Il 16 febbraio scorso era finito ai domiciliari. Di «futili motivi», di «ripicca» verso «il malaugurato passeggero», messo in una condizione di «estremo pericolo» da un tassista, «il cui servizio dovrebbe caratterizzarsi per profili di particolare pacatezza, disponibilità e addirittura ‘sicurezza’ dei trasportati», aveva parlato il gip Beluzzi nella durissima ordinanza di custodia cautelare, motivata «dall’attuale e concreto pericolo» che il tassista reiteri il reato, «anche – e soprattutto – con il pericolo di gravi danni all’incolumità fisica delle persone».

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