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CREMA & CREMASCO

Scuole depredate, controlli a tappeto

Dopo il furto di pc a Trescore e Scannabue e il colpo fallito a Pianengo, il provveditore assicura: «Monitoriamo la situazione per poi intervenire»

La Provincia Redazione

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19 Marzo 2022 - 05:10

Scuole razziate

Un armadio blindato dove riporre i pc a fine lezione

CREMA - Da parte del provveditorato c’è la volontà di condurre un’indagine approfondita sulla situazione delle scuole cremasche, da mesi nel mirino dei ladri di computer. «Stiamo effettuando un monitoraggio per valutare poi quali provvedimenti possano essere presi» ha confermato ieri Filomena Bianco, da pochi mesi alla guida dell’ufficio scolastico provinciale. Un questionario è stato distribuito a tutti gli istituti, con l’obiettivo di fare il punto sulle necessità dei singoli plessi e capire dove eventualmente poter intervenire a livello strutturale e di messa in sicurezza. Da ricordare, però, che i fondi nazionali e regionali per la scuola, disponibili tramite bandi, consentono una partecipazione ai singoli istituti, non è percorribile una candidatura a livello territoriale o provinciale. Devono muoversi anche i Comuni, che quasi sempre sono i proprietari degli edifici.

LADRI SERIALI DI PC E TABLET

Gli ultimi episodi, con la doppia razzia dello scorso fine settimana a Scannabue e Trescore e il tentato furto a Pianengo, si sono sommati ai ‘colpi’ messi a segno nei mesi scorsi a Dovera, Spino d’Adda, Vaiano Cremasco, Nosadello di Pandino e Monte Cremasco. Solo nell’ultimo caso, grazie ai carabinieri, era stata recuperata nell’immediatezza la refurtiva. Le indagini dei militari sono serrate, così come l’attenzione verso i siti scolastici, in particolare elementari e medie, i più colpiti dai ladri seriali di personal computer e tablet. A Pianengo è stato visto in azione un uomo solo, fuggito nei campi quando il suono della sirena d’allarme aveva richiamato l’attenzione alcuni giovani che nella tarda serata di sabato si trovavano nelle vicinanze della primaria.

Anche a Monte Cremasco, quaranta giorni fa, era stato intercettato dai carabinieri un ladro solitario. Era fermo a bordo di una Fiat Panda, nel parcheggio a fianco della primaria. A terra, in un sacco nero, c’erano ancora alcuni dei 21 tra computer e tablet che aveva appena trafugato dall’edificio. Insospettiti da quella presenza in piena notte, i militari avevano deciso di controllare l’auto e chi si trovava a bordo. Il malvivente non li aveva fatti avvicinare. Aveva messo in moto e dato gas. Il breve inseguimento si era concluso poco fuori paese. Approfittando del buio, il ladro aveva abbandonato l’auto ai margini di un terreno agricolo ed era riuscito a dileguarsi. Dopo questa raffica di raid, alcuni presidi hanno cominciato ad attrezzare le scuole con una serie di accorgimenti di sicurezza. Sono stati installati nuovi impianti d’allarme o modernizzati con sensori più efficaci quelli esistenti. In qualche caso sono stati acquistati armadi blindati dove riporre i computer portatili alla fine delle lezioni. I sindaci hanno a loro volta stanziato dei fondi per sostenere queste spese, ma la maggior parte dell’impegno economico è stato coperto con le risorse dei singoli istituti comprensivi.

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